Una prima serie di domande e di risposte
Siccome, da più parti, ci vengono poste tutta una serie di domande, abbiamo ritenuto opportuno raggrupparle, per poter dare una esauriente risposta a tutti.
1. la domanda più frequente, riguarda la natura e le finalità del “Quadrato Romano” o QM
Come abbiamo già specificato nel nostro APPELLO dell’11 Aprile scorso, ribadiamo che il “Quadrato Romano” o QM non è, né vuole essere un nuovo movimento, né uno nuovo gruppo né una nuova organizzazione. Non ci sono “capi”, non ci sono statuti, non ci sono programmi prestabiliti, non ci sono scopi o finalità recondite.
Il QM, per il momento, è solo il “contenitore ideale” di tutti coloro che si sono definitivamente rotti le scatole di farsi imbrogliare o truffare dai “soliti noti”. Esso diventerà ciò che decideranno, di comune accordo, l’insieme di tutti coloro che vi aderiranno. Oppure, dopo la prima riunione, cesserà di esistere.
2. L’altra domanda più ricorrente, è la seguente: è possibile o no aderire al QM, per coloro che fino ad oggi hanno fatto parte di movimenti, partiti o gruppi auto-definitisi di “destra”, “estrema-destra”, “destra sociale”, “destra radicale”, ecc.?
L’adesione al QM, per i presenti o passati responsabili dei suddetti movimenti, partiti o gruppi, è assolutamente vietata; ai nostri occhi, infatti, certi “personaggi” – visto i danni che hanno già prodotto all’interno del nostro mondo politico – farebbero meglio a sparire al più presto dalla circolazione.
Per i militanti e gli aderenti – che naturalmente non possono essere totalmente tenuti per responsabili dell’operato di chi li ha imbrogliati, il discorso è diverso:
a. Se questi ultimi vogliono aderire al QM, come organizzazione, debbono, prima di tutto liberarsi, con ogni mezzo ed il più rapidamente possibile, da ogni genere di “capi” e “capetti”, “duci” e “ducetti.
b. Se invece vogliono aderire singolarmente, debbono preventivamente rompere qualsiasi legame e cessare ogni tipo di rapporto con i suddetti di movimenti, partiti o gruppi.
3. Un’altra ricorrente domanda, è la seguente: cosa si dovrebbe fare, per permettere alle innumerevoli forze antagoniste che esistono all’interno delle nostre società, di uscire dalla “trappola” in cui sono state relegate, a causa della cecità o dell’incompetenza o dell’impreparazione o dell’incapacità o del “doppio gioco” di chi le dirige o pretende guidarle?
Il nostro consiglio in merito, è il seguente:
a. denunciare e rifiutare ogni tipo di falsa gerarchia esistente; ogni specie di compartimentazione partitica o settaria; qualsiasi genere di “paletto programmatico” o “statutario”; ogni sorta di struttura partitica prestabilita; ogni standard specifico di identificazione esterna;
b. rifiutare di battersi contro coloro che, a modo loro o sotto altre formali bandiere, combattono la medesima battaglia;
c. uscire in blocco, per il momento, dall’arena politica-politicante;
d. rifiutare qualsiasi genere di partecipazione o di confronto elettorale, nel contesto dell’attuale sistema politico ed istituzionale;
4. Un’altra domanda ricorrente, è la seguente : tra i militanti e gli aderenti degli attuali di movimenti, partiti o gruppi auto-definitisi di “destra”, “estrema-destra”, “destra sociale”, “destra radicale”, ecc., come riconoscere e smascherare coloro che – pur pretendendosi antagonisti al sistema – perseguono invece degli scopi o delle finalità riformiste o contro-rivoluzionarie?
Chi si oppone pregiudizialmente ai punti “a “, “b”, “c” e “d” del paragrafo precedente (3) e preferisce continuare a mantenere le attuali false gerarchie, la compartimentazione partitica o settaria, i “paletti programmatici” o “statutari”, le strutture partitiche esistenti, gli standard di identificazione esterna, la conflittualità con gruppi similari che perseguono i medesimi obiettivi ed, allo stesso tempo, preferisce continuare a fare il pagliaccio di servizio all’interno dell’attuale arena politico-politicante o l’utile idiota dell’attuale sistema politico ed istituzionale, essendo convinto che “in bicicletta” o con “il monopattino” possiamo sperare di battere le “ferrari” della destra o della sinistra istituzionali, deve essere combattuto ed eliminato dai ranghi. In tutti i casi, non potrà mai sperare di potere aderire al “Quadrato Romano” o fare parte del QM.
5. Un’altra domanda, è la seguente: chi sono coloro che stanno aderendo al QM, fino a questo momento?
Tutti coloro che hanno avuto il coraggio o il buonsenso di liberarsi dalle “trappole” partitiche nelle quali si erano cacciati.
6. Un’altra domanda, è la seguente: una volta aderito al QM, cosa si deciderà di fare?
Ciò che si deciderà di fare o di non fare, si deciderà di comune accordo, avendo come sola ed unica pregiudiziale, per la prima riunione, l’assoluta incompatibilità delle nostre forze con quelle che formano, appoggiamo o difendono (direttamente o indirettamente) il sistema politico/partitico o le istituzioni che ci infamano, ci opprimono e ci calpestano.
7. Un’altra domanda, è la seguente: con quale metodo riuscire a costruire uno strumento politico che sia davvero in grado di condurre alla vittoria l’insieme delle forze antagoniste?
Qui di seguito le nostre proposte. Proposte e suggerimenti che sono, naturalmente, suscettibili di modifica o di rettifica (integrale o parziale), nel corso della prima riunione:
a. Tutti coloro che aderiscono al QM – qualunque sia la loro età, la loro preparazione, la loro estrazione, il loro passato, ecc. – debbono essere considerati dei semplici Legionari tra Legionari, , senza nessun tipo o genere di distinzione pregiudiziale o preconcetta.
b. Tra tutti i Legionari presenti alla prima riunione, dovranno essere fissati e stabiliti una serie di scopi e di finalità da perseguire e da raggiungere in comune, nel breve, medio e lungo termine. Se questo non sarà possibile, il “Quadrato Romano” cesserà di esistere.
c. Se si giungerà ad un accordo di massima, ogni Legionario dovrà liberamente scegliere il campo o il settore all’interno del quale svolgerà la sua attività volontaria quotidiana, in nome e per conto del QM.
d. Per ottenere una più valida efficacia dell’insieme degli adepti del QM, ogni Legionario che è disposto ad intraprendere una seria e responsabile lotta di lungo corso per gli scopi o le finalità che ci saremo prefissi, deve essere – a seconda delle sue qualità o predisposizioni intrinseche, e dei suoi espliciti desideri o ambizioni – culturalmente istruito e politicamente formato. Ogni Legionario, dunque, sarà, allo stesso tempo, l’allievo ed il maestro di tutti gli altri, a seconda dei campi o dei settori dove è più preparato o meno preparato rispetto agli altri.
e. I gradi o gli incarichi all’interno o nel contesto del QM si conquistano “sul campo”, per effettivi meriti acquisiti o tangibili capacità dimostrate. In tutti i casi, i gradi o gli incarichi non potranno che risultare dagli esiti positivi o dai successi che ognuno, nel suo campo specifico di attività, sarà in grado di ottenere con le proprie forze, le proprie capacità, il proprio impegno, il proprio carisma. Il tutto, fermo restando che i gradi o gli incarichi – per essere effettivamente vantati o esibiti o esercitati – dovranno avere preventivamente l’accordo, il consenso e l’approvazione dell’insieme dei componenti del QM.
f. I più capaci, i più meritevoli, i più efficaci tra i Legionari – una volta ottenuto l’incarico – debbono essere ugualmente istruiti e formati, sia per potere convenientemente e validamente guidare le forze che, mano a mano, si stringeranno sotto le nostre insegne che per potere, a loro volta, istruire e formare nuovi Legionari e forgiare nuove élites. Inutile sottolinearlo: in linea di massima, il QM, per i gradi e gli incarichi di primo piano, preferisce, sin da ora, i giovani. Gli anziani e le persone di esperienza debbono, invece, se lo vorranno, prevalentemente svolgere il ruolo di consiglieri.
g. i gradi e gli incarichi all’interno o nel contesto del QM – anche se conquistati con duri tirocini, pesanti sacrifici e/o sudati successi – non sono mai definitivi o permanenti; possono essere rimessi in discussione e revocati in qualsiasi momento, per documentabili motivi o ragioni, dalla volontà unanime del resto dei membri del QM.
C’è ancora da chiedersi se, con le suddette premesse, si potrà tentare di costruire qualcosa di serio e di valido per le nostre idee e per le nostre future fortune politiche?
A voi la risposta.
Il Comitato Provvisorio del QM





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