Caporetto Blairiana, Scatta il Rimpasto
Sostituiti i ministri degli Esteri e dell'Interno, Straw e Clarke
Si salva il vicepremier Prescott travolto da uno scandalo sessuale
LONDRA - E' già iniziato il rimpasto nel governo di Tony Blair dopo la pesante batosta per il partito laburista nelle elezioni amministrative che si sono svolte ieri in Inghilterra. I seggi si sono chiusi alle 22, e per tutta la notte si è proceduto allo spoglio delle schede nei 176 comuni in cui si votava su un totale di 386. Lo scrutinio non è terminato ma la tendenza è ormai chiara: è il peggiore risultato per il partito laburista a livello locale da quando tornò al potere nel '97. Tra scandali e polemiche che ne hanno minato sempre più la credibilità, la sconfitta di Blair era ampiamente prevista.
E' ''un campanello d'allarme per il governo'' da parte di un elettorato frustrato", ha detto alla Bbc il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, probabile erede di Blair. ''Dobbiamo risolvere i nostri problemi in modo competente ed efficace; e mostrare nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane, di averlo fatto'', ha aggiunto Brown, sottolineando che ''il rinnovo del Labour deve cominciare ora''.
Intanto la mannaia del rimpasto si sta già abbattendo sul governo britannico. I primi che Tony Blair ha fatto saltare sono stati i ministri degli Esteri e dell'Interno, rispettivamente Jack Straw e Charles Clarke. Quest'ultimo, in particolare, era già stato oggetto di pesanti polemiche per la mancata espulsione di centinaia di criminali stranieri. Straw diventerà leader della Camera dei Comuni di Londra, mentre l'ex ministro dell'Interno lascia l'esecutivo senza neppure ricevere una qualche carica di 'consolazione'.
A sostituirli Blair ha chiamato nel primo caso Margaret Beckett, già all'Ambiente e, nel secondo, John Reid, finora titolare della Difesa, dicastero che verrà occupato dal sottosegretario al Tesoro Des Browne, uno dei principali alleati di Gordon Brown. Inoltre Blair ha deciso di dividere in due il ministero degli Esteri: è nato così l'inedito dicastero per l'Europa, assegnato a Geoff Hoon, accanto a quello 'tradizionale' per il resto del mondo, affidato appunto a Beckett. Hoon lascia il posto andato a Straw in Parlamento.
Si è invece salvato dal licenziamento il vice del premier, John Prescott, travolto dalla vicenda della relazione extra-coniugale con una segretaria più giovane di lui di ben 24 anni. Prescott rimarrà al suo posto, ma con funzioni ridotte rispetto a quelle di cui era titolare: perderà infatti le deleghe su Edilizia e Questioni Urbane. Ma a rischiare la poltrona è lo stesso Blair: secondo i sondaggi, metà almeno dell'opinione pubblica britannica vorrebbe se ne andasse al più tardi entro la fine dell'anno, ben prima delle prossime elezioni politiche, in programma a metà 2010.
E a mano mano che continuano ad affluire i risultati (in alcuni centri minori lo spoglio è cominciato solo questa mattina), si conferma la gravità della batosta patita dal partito laburista, che è finito al terzo posto con il 26% dei suffragi: in 144 dei 176 consigli locali in cui si votava, i laburisti hanno ceduto il controllo di 13 consigli e perso 211 seggi, mentre i 'Tories', guidati da David Cameron, hanno conquistato il controllo di 12 collegi e guadagnato 250 seggi nei consigli, benché non siano riusciti a fare i progressi sperati nelle citta' del nord, quali Manchester e Liverpool. Anche i liberaldemocratici sono andati avanti, ma di poco, aggiudicandosi il 27% dei consensi e ottenendo 18 seggi in più.
Il 'Labour' ha anche perso il controllo di 16 municipi, compreso quello di Camden (nel nord di Londra), che aveva da 35 anni. I collegi Hammersmith e Fulham, a Londra, sono tornati sotto il controllo dei conservatori per la prima volta dal 1968.
L'autentico campanello d'allarme viene però dall'estrema destra: il Bnp, il British National Party di forte impronta razzistica e xenofoba, ha ottenuto un successo indiscutibile, aggiungendo almeno altri dodici seggi ai 24 che già controllava, malgrado si presentasse soltanto in una piccola parte delle circoscrizioni interessate dall'appuntamento elettorale.
Ben undici sono i seggi che, su tredici candidati, il Bnp si è assicurato nella circoscrizione di Barking e Dagenham, all'estrema periferia orientale della capitale; e resta in corsa per aggiudicarsene un altro.
Soprattutto, la destra oltranzista ha vinto in tradizionali roccheforti laburiste: un segnale inequivocabile del disagio sociale al quale il governo Blair, al potere da dieci anni consecutivi, non ha saputo fornire risposte adeguate. Non a caso negli ambienti ultra-nazionalistici è grande festa, e si spera addirittura in qualcosa di più all'insegna del 'basta con gli immigrati e i rifugiati'.
(5 maggio 2006)