Sì, e intanto ci teniamo uno che da giovane bruciava bandiere italiane in piazza per 7 anni come Capo della nazione.
Che schifo.


Sì, e intanto ci teniamo uno che da giovane bruciava bandiere italiane in piazza per 7 anni come Capo della nazione.
Che schifo.
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


DAlema non ci va a fare il presidente della repubblica èperchè ha già in testa di fare il leasderc della propria coalizione da qui a 6-7 anni, un uomo dal passato Comunista inoltre sarebbe inviso a molti, ma come ho detto secondo me ha altri piani quindi non preoccupiam,oci p0'iù di tanto.


Non si può sperare che la nazione faccia qualche progresso se non si arriva ad una pacificazione con la sinistra almeno più evoluta...qualche passo in questo senso lo dovremo pur fare anche noiOriginariamente Scritto da Rick Hunter


O mandronazzo, cerca di concentrarti, spremi il cervelletto e l'amigdala e metti a fuoco la questione. Invece di recitarmi la tua stolida professione di fede berlusconiana, che non voglio certo mettere in discussione, cerca di riunire i neuroni sani per riflettere su una cosa: lo sai che c'è una rilevante probabilità che l'odiatissimo D'Alema lo votino proprio i tuoi capi, sì sì, i tuoi capi e capetti amatissimi primo fra tutti il tuo idolo & vitello d'oro indiscusso CAV. SILVIO BERLUSCONI?Originariamente Scritto da mandrone
Come minimo mi sembra qualcosa che un fedele (pardon, elettore) del centrodestra dovrebbe considerare nel suo tempo dedicato al pensiero. Silvio che vota il comunista; e se non ci credete, leggete gli articoli di FELTRI e FERRARA e capirete che è una vera possibilità.
p.s. Silvio sarà pure sempre più ricco, a noi in Sardegna ci fa solo piacere, grazie alle nuove tasse sul lusso testè approvate da SORU gli assestiamo un bell'aumento fiscale sulla Certosa da 45.000 euro; IN SU CUNNU 'E MAMA SUA...
Il liberalismo è la suprema generosità.


Una curiosità... se Berlusconi è un nano, Prodi cos'è? Un gigante? A me sembra alto (quasi) come Berlusconi.. e Ciampi di sicuro è più piccolo di Berlusconi.Originariamente Scritto da Mamma Rosa
Allora come definite uno che è più piccolo di un nano?
(Anticipo la risposta dei Rossi, che si distinguono sempre per imparzialità: 'Un Gigante!')
Saluti


Ho votato CSX ma su d'Alema sono d'accordo con voi e sono pronto a sottoscrivere l'appello. Le mie riserve sul soggetto che, quando l'ho visto da vicino nel 1994, vestiva UPIM (giacchetta a quadri, pantaloni blu e camicia bianca a mezze maniche) ed ora fa il ricco velista pur percependo lo stesso stipendio da parlamentere, non sono nè sull'intelligenza politica (superiore di una spanna agli altri) nè sulla capacità di essere "super partes". Super partes lo è nel senso che non sarà dalla parte della sinistra nè di quella della destra, sarà bensì DALLA SUA PARTE. I miei dubbi sono legati al suo passato recente, quello che ha condotto molti a parlare di una sorta di merchant bank di palazzo Chigi, con Travaglio che notava come siano entrati con le pezze al culo e ne siano usciti come dei ricchi signori.
Non sono un moralista e capisco che quelle che si fanno possono essere soltanto delle illazioni. In fondo con lo stipendio di parlamentare europeo, con i ricavi dei libri e con altri introiti leciti si possa benissimo mantenere un tenore di vita brillante ed anche una barca in leasing condivisa con altri. Ma se ci fosse qualcosa di oscuro il d'Alema potrebbe essere tenuto sotto scacco da chi ne fosse a conoscenza. E se c'è qualcosa da sapere è ovvio che Berlusconi è il primo a saperlo e sarà il primo a trarne vantaggio. Per questo mi insospettisce la tattica di Berlusconi che induce tanti a ritenere che d'Alema sia il suo vero candidato e la sua vera garanzia.
Come Presidente della Repubblica vorrei un uomo o una donna che non suscitino neanche il dubbio di sospetti di parzialità o di altro tipo. Sono stato onorato di Ciampi Presidente e prima di lui di Pertini, Ne vorrei qualcuno con le stesse caratteristiche.
Per questo credo che la candidatura Napolitano (dato che tocca a un Presidente di CSX e preferibilmente DS) è la più consona.
Un gran signore come Ciampi, meno passionale di Pertini, Sicuramente un sincero democratico. Spero solo che stia bene perchè è vicino agli ottanta.


CARO MASSIMO LASCI PERDERE I COLLI
di Paolo Guzzanti
Caro D'Alema, le scrivo per spiegarle in modo ragionato e ragionevole perché lei non può essere il Presidente di questa Repubblica. Partirò da un ricordo comune. Quando Letizia Moratti era presidente della Rai volle propormi come direttore del Tg3. Ero allora un editorialista della Stampa e fui lusingato dall'offerta. Ma mi telefonò subito l'assistente della Moratti, Agostino Saccà, che mi prescrisse di chiedere a lei, onorevole D'Alema, il suo consenso dal momento che Raitre apparteneva e appartiene al suo partito.
Lei mi rispose: «No, non posso darle il mio consenso perché una sua direzione del Tg3 sarebbe vissuta da quella redazione come un atto di maccartismo». Poi con pazienza mi spiegò: «Non importa quel che lei è, ma come sarebbe vissuta la sua direzione, e cioè come maccartismo».
Lei aveva ragione: quando si tratta di attività pubbliche non importa quel che si è, ma come si è vissuti dagli altri. È per questo che sono sicuro che lei comprende perfettamente se le dico che lei sarebbe vissuto oggi da metà degli italiani come il vero leader della parte politica più detestata. Nel mio caso fu tirato in ballo il maccartismo, nel suo il comunismo. Cliché polverosi e archiviati? Sembra di no: checché ne dica Giuliano Ferrara, la questione comunista è per più della metà degli italiani viva e attuale. E lei lo sa benissimo perché altrimenti lei stesso, o Fassino, o Veltroni, vi sareste candidati per Palazzo Chigi anziché nascondervi dietro un prestanome. Smettiamo di far finta. C'è poi un altro punto fondamentale: gli ultimi quattro Presidenti della Repubblica (Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi) sono stati tutti eletti con una vastissima maggioranza (nel caso di Cossiga all'unanimità) che ha permesso a tutti gli italiani di sentirsi garantiti anche se poi non tutti i presidenti hanno fatto un'ottima riuscita. Dunque: quattro volte sette fa ventotto. Da ventotto anni gli italiani vedono insediato al Quirinale un presidente non di parte. Anzi durante il quinquennio berlusconiano, gli anti-berlusconiani si sono sentiti più che garantiti, quasi blindati da un uomo come Ciampi: un presidente di cultura azionista che non ha fatto sconti a Berlusconi, severo e impeccabile. Adesso noi vogliamo il nostro nuovo Ciampi, visto che quello originale non è disponibile. Le chiedo: secondo lei, la metà degli italiani che detesta la sinistra tanto quanto l'altra metà detestava il nostro governo, da quale arbitro imparziale dovrebbe sentirsi garantita? Da lei? Suvvia. Lei sa benissimo che la questione non è personale ma politica: lei, come arbitro, indosserebbe la stessa maglia della squadra di governo che gioca contro di noi. Arbitro e giocatore come ufficiale e gentiluomo? Suvvia un'altra volta. Chi sta facendo lobby per lei in questi giorni pretenderebbe che noi aderissimo a una sorta di superomismo di seconda mano: vorrebbero spacciarla per un superuomo che tutto può contenere e tutto può rivitalizzare, come un'energica lozione. Sono sicuro che lei sia il primo a sorridere sotto i baffi di una tale puerile follia. Lei ha pregi e difetti come tutti, anche se i suoi pregi e i suoi difetti sono di alto livello. Inoltre è giovane quanto basta per poter attendere serenamente il suo turno e dedicarsi a completare l'opera di cui ha davvero bisogno la nostra democrazia: una sinistra democratica il cui leader possa mostrarsi alla luce del sole come aspirante primo ministro, come nei famosi Paesi normali, senza doversi nascondere dietro un esperto in spiritismo. Una volta era di moda dire che l'Italia mancava di un centrodestra maturo e affidabile. Le elezioni e i fatti hanno risposto. Il problema adesso è la sinistra. Posso permettermi un consiglio? Caro D'Alema, finisca il suo lavoro in casa e lasci perdere i colli.
p.guzzanti@mclink.it


Il premier ai fedelissimi: "Meglio lui di molti altri
Se diventa un nemico sarebbe un altro Scalfaro"
Berlusconi tentato da Massimo
"Non possiamo averlo contro"
Ma Fini e Casini polemici chiedono l'astensione della Cdl
di CLAUDIO TITO
<B>Berlusconi tentato da Massimo<br>"Non possiamo averlo contro"</B>
Silvio Berlusconi
ROMA - Parlava e tutti non credevano alle loro orecchie. Era Silvio Berlusconi ma per chi si trovava al capo opposto del tavolo sembrava semplicemente un'altra persona. Quella riunione al primo piano di Palazzo Grazioli, la casa-presidenza del Cavaliere, per molti rimarrà impressa nella memoria. Perché nessuno si aspettava che il Cavaliere potesse dire: "meglio D'Alema di molti altri".
Come spesso gli capita di fare nei momenti più difficili, il presidente del consiglio ha riunito le persone fidate per saggiarne le reazioni, dosarne i giudizi. Venerdì notte, dopo una giornata consumata a perorare la causa del candidato napoletano anti-Jervolino, ha quindi deciso di convocare lo stato maggiore di Forza Italia. Sapeva che il giorno dopo ci sarebbe stato l'incontro tra l'ambasciatore prodiano, Ricky Levi, e il plenipotenziario della Casa delle libertà, Gianni Letta.
E allora, dopo aver fatto un rapido punto della situazione, ha chiesto: "Voi che ne pensate?". La domanda ha investito come un ciclone Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Denis Verdini, Paolo Bonaiuti e per alcuni momenti lo stesso Letta. Sul campo, naturalmente, spiccava la candidatura di Massimo D'Alema. Su quel nome concentravano l'attenzione. Il "niet" era pressoché tranciante. "Anche a me non piace D'Alema e certo non lo possiamo votare - chiosava a quel punto il premier - Ma...". Quel "ma" è stato seguito da una pausa silenziosa. "Ma la cosa peggiore che può capitare è che D'Alema passi contro di noi. Le conseguenze sarebbero terribili. Sarebbe un altro Scalfaro". "Terribili" in tutti i sensi.
Berlusconi è convinto che per il centrosinistra non sarà semplice sostituire il presidente diessino nella corsa al Colle. Tanto vale, dunque, coglierne gli aspetti positivi. E comunque non ritrovarsi al posto di Ciampi, un capo dello Stato inevitabilmente ostile perché contrastato fino in fondo. "Vedete - continuava a ragionare davanti ai forzisti sempre più sbigottiti - D'Alema è un uomo con un ego ipertrofico. Uno che da funzionario del Pci ora rischia di diventare il presidente della Repubblica. Cosa può volere? Gli uomini io li conosco. Vuole il consenso di tutti. Questa è la nostra garanzia. Eppoi, sapete che vi dico? Meglio lui che un centrista o peggio ancora uno sbiadito".
Tutti senza parole. Sguardi confusi. Bondi ha timidamente preso coraggio: "Sei sicuro? Non è meglio pensarci ancora un po'?". "Io ci ho già pensato". Quella riflessione, del resto, non è stata improvvisa. Con gli amici di sempre, con Confalonieri, Dell'Utri, Letta, aveva già calcolato pro e contro. Aveva già portato dalla sua la Lega di Umberto Bossi. Un asse che oggi consoliderà andando a parlare direttamente con il Senatur, a Gemonio. Il Carroccio ha avuto assicurazioni sul futuro percorso riformatore. Il "manifesto" di Fassino è il primo passo. Ma a Via del Plebiscito tutti adesso scommettono che si possa "ottenere anche di più di quel che ha promesso il segretario Ds".
Il problema semmai sono gli altri alleati. Anche ieri, nel vertice mattutino, Fini e Casini si sono battuti per una linea opposta. Tutto giocato sul non detto, sull'ambiguità. Sua Emittenza è fermo sulla linea di rispondere semplicemente con Letta al "pacchetto" prodiano. Non vuole sbilanciarsi di più. Mai e poi mai spenderà pubblicamente un parola in favore del "carissimo nemico". Anzi.
I leader di An e Udc, invece, puntano su candidati alternativi sospettando appunto la preferenza berlusconiana per D'Alema. Tant'è che, dopo l'incontro di ieri mattina a Palazzo Grazioli, i due hanno cercato la sponda di Francesco Rutelli. Il capo della Margherita, dopo aver fatto visita a D'Alema, ha sentito al telefono sia Casini che Fini. Oggetto dei colloqui: il presidente Ds, ovviamente, e gli eventuali candidati alternativi. E che i sospetti siano tanti lo fa capire anche la minaccia ventilata in queste ore dal ministro degli Esteri e dall'ex presidente della Camera: astensione dal quarto scrutinio senza disertare l'aula. Obiettivo: impedire agli "incursori" della Cdl di aiutare segretamente "D'Alema".
Non a caso Fini e Casini prospettano in continuazione delle subordinate. La soluzione preferita dal presidente di An resta Giuliano Amato. Una personalità che adesso non dispiace nemmeno all'Udc. Tanta insistenza che ha innervosito Berlusconi. "No, perché continuate? Semmai Monti". Un "tecnico" che non farà altro che indurre l'Unione a confermare la "prima scelta".
Il pressing, però, non finirà. Il puzzle del Colle non è ancora composto e mancano quattro giorni allo scrutinio della verità. Come dice il portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, "tutto può ancora cambiare, tanti passaggi vanno fatti". Anche Berlusconi, come è accaduto nel 1999, può essere costretto a cambiare strategia se l'asse Fini-Casini-Rutelli dovesse saldarsi.
Forse per questo, venerdì notte aveva una preoccupazione. "Il problema - diceva al summit forzista - è che dobbiamo inviare un segnale a D'Alema". "Anche perché - è il suo ragionamento - deve sapere che dopo la sua eventuale elezione, noi andremo alle amministrative a testa bassa. Deve sapere che ricorreremo a formule forti come "i comunisti al Quirinale"". Ma, forse, deve sapere che fa parte del gioco.
(7 maggio 2006)


07 mag 11Originariamente Scritto da Ortega
8 Quirinale: Berlusconi, "Proposta centrosinistra indecente"
MILANO - "La proposta di un politico di sinistra e' semplicemente indecente e al limite dell'emergenza democratica". Sono le parole di Silvio Berlusconi a proposito della proposta dell'Unione di candidare D'Alema al Quirinale. L'ex premier ha parlato poco prima dell'inizio della convention per il sostegno a Letizia Moratti che si presenta per il centrodestra alle comunali di Milano. (Agr)

