Una gestione clientelare e poco oculata delle spese ha prodotto lo sforamento dei fondi stanziati
Sprechi e gestioni fallimentari, il deficit sanitario arriva a sei miliardi di eurodi Elviro Di Meo
Sei miliardi di euro: a tanto ammonta il debito pubblico della sanità Campana. Una gestione clientelare e poco oculata delle spese ha prodotto lo sforamento dei fondi stanziati, con una cifra da recuperare che lascia aperti molti interrogativi. Dubbi che non preoccupano, tuttavia, l’assessore incaricato, Angelo Montemarano, che assicura, in sede di consiglio, non solo il naturale recupero, ma anche la possibilità, anzi la certezza, che ciò avvenga in tempi brevi. Il 2008 è la data prevista per saldare il passivo. “La Campania ha attuato una precisa strategia di risanamento - ha spiegato Montemarano - attraverso l’operazione da tre miliardi di euro effettuata dalla Soresa (la Spa regionale costituita con legge regionale), un riequilibrio in sede di riparto nazionale dei fondi per la sanità e una riduzione dei costi di produzione dei servizi sanitari”.
Comprensibile lo scetticismo da parte del capogruppo di Forza Italia, che, nell’ambito del Question Time e delle varie interrogazioni, ha così replicato: “L’obiettivo dichiarato - ha affermato l’azzurro – difficilmente potrà essere raggiunto con gli strumenti illustrati. Non solo l’operazione Soresa appare insufficiente a ripianare complessivamente il deficit, ma appare anche costosissima, visto che prendiamo tre miliardi ma ne paghiamo 5. Accendiamo, insomma, una cambiale che non potremo estinguere, se tutto va bene, prima dei prossimi trent’anni. Un bel regalo alle generazioni future”.
E sul rateo di 170 milioni che la Regione dovrà restituire agli istituti di credito vincitori della gara per la cartolarizzazione dei crediti, Sibilia ha osservato che “quei 170 milioni che la Regione pensa di recuperare dall’incremento dell’addizionale regionale Irpef e, soprattutto, dall’incremento dell’addizionale regionale sull’ex Irap potrebbero venir meno clamorosamente qualora, prevedibilmente a luglio, l’Unione Europea imponesse all’Italia la soppressione dell’Irap”. Nulla, ha, infine, aggiunto Sibilia, “ci dice che il governo regionale abbia mosso qualcosa per spegnere il motore del debito della sanità che continua invece a girare a ritmi impressionanti”. Un dato di fatto incontrovertibile.




Rispondi Citando
