Dopo essersi divisa su cose di sinistra, come la parata rave antiproibizionista, a Bologna l'Unione si spacca anche su "cose da vip". Come il campo da golf, con annesso ristorante, che Sergio Cofferati vuol costruire sui colli. Zona bene della città con le sue ville nel verde, ma anche area protetta in passato dall'assalto dei costruttori. Il tabù dell'intoccabilità della collina a quanto pare non è più tale. Per spiegare: quando l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca propose di farci passare un tunnel sotto, per chiudere l'anello della tangenziale, il centrosinistra insorse. Oggi è più disponibile.
In ballo c'è un piccolo campo scuola da golf, poche buche, ma molti metri quadrati tra Club house e parcheggi (570 di superficie utile, 4 mila di green). Quanto basta per far gridare "alla speculazione edilizia" i Verdi che si ritrovano per una volta alleati di Forza Italia contraria "alla cementificazione della collina". Si va in ordine sparso, con un pezzo di maggioranza che ormai non si sente più tale - Rifondazione, Verdi e occhettiani - e che annuncia a muso duro il suo no allo "sport da ricchi". "Vadano a giocare da un'altra parte, i campi da golf non mancano in zona" dice il "ribelle" no global Valerio Monteventi.
A questo punto preziosi per far passare il progetto diventano i voti del Polo che nel precedente mandato caldeggiò l'operazione golf, "ma che adesso - dice - l'ex vicesindaco guazzalochiano Giovanni Salizzoni - non è disponibile a far da stampella a Cofferati". Nei giochi di palazzo per non avere sorprese basterebbe, come si preannuncia, un'astensione benevola di qualche consigliere d'opposizione. Ma per non rischiare, viste alcune assenze strategiche della Margherita in aula, ieri la pratica è stata rinviata alla prossima seduta del consiglio comunale. Ci sono infatti obiezioni pure nella Quercia, "ho molte perplessità - dice la diessina Milena Naldi - siamo al limite dell'equilibrio della sostenibilità". Più auto sui colli, dice il Verde Roberto Panzacchi, "significa più inquinamento". Poco importa se dopo un lungo dibattito l'idea originale è stata sottoposta a una cura dimagrante apprezzata dai residenti. Anzi, l'aver ridotto il campo da golf lasciando il ristorante, è un'aggravante per la sinistra radicale che ormai contesta la legalità di Cofferati su più fronti: rave party, occupazioni e lavavetri.
Il sindaco per ora fa parlare il suo assessore all'Urbanistica, il diessino Virginio Merola: "Vogliamo che la collina sia più vissuta e che diventi un vero parco urbano". Ma senz'aspettare l'esito finale della "partita del golf" Cofferati ha già convocato per metà mese i segretari dei partiti del centrosinistra per una verifica di maggioranza sulle prospettive future della sua amministrazione.
Da La Repubblica




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