
Originariamente Scritto da
globulonero
Stipato nella Piazza
con altri mille e mille
urlando DUCE DUCE
sforzava le tonsille.
Coi pantaloni a sbuffo,
fez e camicia nera
quel gerarchetto buffo
gridava mane e sera:
-Io sono uno squadrista!
Io son sciarpa littoria!-
(ma era un arrivista
pien di superbia e boria).
Il giorno di Caino,
caduto il Dittatore,
dimenticò il meschino
il senso dell’onore:
bruciò camicia nera,
fez e sciarpa littoria
e pien di sicumèra
rinnegò la sua storia
-Io sono antifascista,
antimussoliniano!
Io sono comunista:
son capo partigiano!-
Eletto in parlamento
quell’uom di mezza tacca,
come soffiava il vento,
cambiava la casacca:
Passò con noncuranza
tra ulivi, margherite,
garofani,alleanza
e infine, udite udite
da vero democratico,
calati i pantaloni,
con molto senso pratico
s’offerse a Berlusconi.
Povero Mussolini,
questa è la triste storia:
con simili arlecchini
sognavi la vittoria!
Io non ho avuto cariche,
vantaggi di carriera,
prebende democratiche.
Non uso sicumèra,
ma non ho mai tradito,
di questo sono fiero,
la Tua memoria, DUCE,
sono un globulonero.
