MAFIA: PENTITO CAMPANELLA PARLA DI POLITICI E PIANI REGOLATORI
Il piano regolatore di Villabate, grosso centro alle porte di Palermo, sarebbe stato oggetto di un accordo tra il presunto boss del paese, Nino Mandala', e gli esponenti di Forza Italia, Enrico La Loggia, ministro uscente per gli Affari regionali, e il presidente dei senatori azzurri, Renato Schifani, i quali pero' avrebbero potuto essere all'oscuro dell'appartenenza dei Mandala' a Cosa nostra. A dirlo, nell'aula bunker del carcere di San Vittore, a Milano, e' stato il pentito Francesco Campanella, che ha finito di deporre davanti ai giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo, in trasferta nell'ambito del processo che vede tra gli imputati il parlamentare di Forza Italia Gaspare Giudice, che risponde di associazione mafiosa, e Nino Mandala', presunto boss del paese e padre di Nicola, ritenuto uno dei principali fiancheggiatori di Bernardo Provenzano. Il pentito ha collocato la vicenda tra il 1994 e il 1996. "La Loggia era amico da anni e anni di Mandala' - dice il collaboratore di giustizia - Schifani fu consulente del Comune per questioni attinenti al piano regolatore. Mandala' mi parlo' di una riunione in cui raggiunse un accordo con i suoi due amici, che avrebbero dovuto segnalare un professionista per redigere il piano regolatore. L'intesa prevedeva anche la manipolazione dello strumento urbanistico, che doveva essere predisposto negli interessi di Mandala' e dei suoi amici, cioe' della cosca mafiosa, danneggiando invece i nemici". (AGI)




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