Diamoci un bel taglio
Soltanto riducendo le tasse ci sarà la ripresa. Parla Martino
Per l’economista è delittuoso non abbassare le aliquote
Soltanto riducendo le tasse ci sarà la ripresa. Parla Martino - [ Il Foglio.it › La giornata ]
Antonio Martino è appena tornato da una vacanza ai Caraibi, ma non è affatto disteso: le parole del Cav., che ha escluso tagli fiscali a causa della crisi, l’hanno irritato. “C’è la recessione, certo, e come ne vogliamo uscire se non si riducono le imposte? Non intervenire adesso è doppiamente colpevole, è un’aggravante”, dice al Foglio l’economista liberista che da tempo indica la flat tax come modello da seguire. “Solo con la diminuzione delle aliquote si può anticipare e rendere più facile ed efficace la ripresa”. La dirompenza delle tesi porta l’ex ministro della Difesa a liquidare come “benpensante” l’invito giunto ieri dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ai governi europei: la ripresa è ancora incerta, bisogna rinviare al medio e lungo termine il taglio delle imposte. E a chi sostiene che non si può incrinare l’equilibrio dei conti pubblici, che non si può mettere a rischio la credibilità italiana dei mercati per l’alto debito, Martino sottovoce dice “frottole”, poi si ricompone e replica: “Quale credibilità possiamo avere nel mondo se non abbiamo fatto niente? Beninteso, facendo meno di altri ministri dell’Economia, Tremonti ha compiuto meno danni, ma è delittuoso non abbassare una pressione fiscale come quella italiana”.
A costo di sembrare eccentrico, ma lui dice di essere solo razionale, Martino sconfessa e ribalta alcune convinzioni consolidate. Esempio: per ridurre le aliquote fiscali occorre diminuire anche la spesa pubblica, si sostiene di solito. Curva di Laffer alla mano, l’economista certifica: “Innanzitutto nel medio-lungo periodo tagliare la pressione fiscale fa aumentare le entrate perché aumenta i redditi. Certo, nel breve termine con una riduzione delle aliquote può aumentare un po’ il deficit, ma non sarebbe un dramma”. E il teorico italiano dello stato minimo, il propugnatore della spesa pubblica da prosciugare, che fine ha fatto? “La spesa pubblica va tagliata indipendentemente dalla manovra fiscale”. E a costo di stupire ancora, l’allievo di Milton Friedman dice che tra le imposte sui cittadini e quelle delle imprese, non ha dubbi: occorre innanzitutto tagliare le prime. “Ridurre le aliquote marginali più alte – argomenta – favorisce di più l’aumento di risparmio e investimenti. Soprattutto per questo motivo il nostro sistema è iniquo. Non comprendo le ragioni dell’inerzia”.
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15 gennaio 2010





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