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  1. #1
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    Predefinito 2013 ci sarà la ripresa?

    La settimana scorsa ero in banca e parlando con il direttore ho saputo che per il 2013 dovrebbe finire la recessione. Il problema è che non si tiene conto della differenza tra l'economia italiana e quella internazionale. A livello europeo le borse sono ondivaghe e dalle trasmissioni che ascolto su Radio 24 non sento parlare di ripresa. Mi chiedo perché gli economisti che intervengono in radio e alle trasmissioni politiche non dicono la verità e cioè che questa crisi è pilotata, che qualcuno trama nell'ombra. Assunzioni al momento non ne vedo anzi chi va in pensione nelle aziende sia pubbliche che private non se ne fanno. Invece di tagliare gli sprechi questo governo ha aumentato le tasse e non cittadini continuiamo a pagare debiti con interessi da capogiro e il 2013 è dietro l'angolo.
    Dopo che ieri sera ho visto Rambo, so cosa fare la prossima volta che ciò accade
    Ronald Reagan

  2. #2
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    non ci sarà.

  3. #3
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    so che in veneto stanno re-inserendo le persone licenziate ma a questo giro con contratti temporanei.
    non so se sia segno di moderata ripresa, di cambiamento strutturale nei contratti o di cosa altro.

    ricordo che il presidente di confindustria disse che lui avrebbe messo firma per uscire nel 2015.
    non credo che l'italia possa resistere tanto a lungo(2015) con tasse alte, tagli a stato sociale e recessione.
    speriamo bene.

  4. #4
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    Da me monti non ha nulla da riprendere : ho il conto a zero.
    Ultima modifica di yure22; 04-11-12 alle 18:19

  5. #5
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    Non ci sarà nessuna ripresa per molto tempo.

    Qualche lieve "rimbalzo" dovuto al fatto che come dice qualcuno la crisi è "pilotata" a parer mio nel senso di dilazionata al meglio possibile.

    Si tratta di una crisi di debito, con un debito di circa 11 volte il PIL ocse si mormora, per essere assorbita senza situazioni traumatiche e drammatiche (guerre, rivoluzioni ecc..) questa enormità (sempre che si facciano le mosse giuste per non ricominciare ad accrescerlo, cosa di cui aimè non sono sicuro...) ha bisogno per forza di molto molto tempo.

    Pertanto rassegnarsi, i tempi sono cambiati, ci sarà da soffrire.
    Monti o non Monti.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  6. #6
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    Mettetevelo bene in testa,la crisi è irreversibile,l'unico modo per salvarsi è uscire dall'euro...
    Primo Ministro di TPol...[MENTION]
    Proudly member of the Bilderberg Group-Chtulhu Section..

  7. #7
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Mettetevelo bene in testa,la crisi è irreversibile,l'unico modo per salvarsi è uscire dall'euro...
    Imho sarebbe un possibile diversivo, non so bene neanche quanto vantaggioso, ma la crisi rimarrebbe.
    Non è una crisi dell'euro come non lo è dell'Italia.
    Certo questi ultimi 2 sono elementi concorrenti e aggravanti, come tanti altri.

    Il vero problema credo sia la montagna di carta da culo in circolazione nel circuito finanziario, mica sarà già stata riassorbita no?
    Ci vorranno anni di dragaggio nei nostri protafogli.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  8. #8
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    la crisi parte da lontano, non solo un fattore economico..(X FORUM..AZZ)

    ..SO DI STARE NEL CAZZO A MOLTI, E CHE MONTI NON MI CAPISCONO: MA TRATTASI DI UNNO SOLO BARBARO...
    azz...qui si parla di previsioni, il mio forte: ma mi relegarono in x forum: trattasi di gomblottaro allora...e oggi??!!

    mar nov 23, 2010 6:28 pm

    ..hei voi...sarà finita la crisi...
    o i soliti saltimbanchi maghi e fatucchiere a girare pagina,
    a fischiare al vento magari facendo finta...la magia del mondo,
    politici ad esaltare altro, a giocare a carte e far sparire....
    Tutto sempre appare, ma poi all' improvviso più nulla,
    ma poi si sa, tutto ci ritorna...La Grecia, nei miei sconfusionati
    monologhi mi ritorna...non riesco a ricordare, chissà forse sono
    passati decenni...che mai sarà successo in Grecia...non sento
    parlare delle tigri celtiche con il giusto spessore...certe mie,
    ora al pettine, questo non riesce a scorrere nei capelli, troppi nodi;
    altre cose a cui guardare, ma quel pettine non scorre ed uno dopo l' altro
    tutto si presenterà ai nostri occhi...forse è giunta l' ora dell' Irlanda,
    e considerando vecchi adagi:" mal comune mezzo gaudio" verrà aiutata,
    nella ricorrente maniera aggiungendo ulteriore debito a debito, perchè
    noi da sempre bravissimi ad incatenare noi stessi e le generazioni future.

    La crisi non fa più notizia, ma non si tratta di GOSSIP, questa anche se noi
    volgeremo lo sguardo altrove ci sovrasterà, con prepotenza ed uno dopo l' altro
    interi paesi allo scoquasso, come una specie di domino, ma non sarà epidemia,
    questo continuano a ripeterci, ha! ora ricordo: la Grecia rimarrà un caso isolato,
    nessun decennio, ma solo alcuni mesi...ma in fondo che ci frega, "tutti sanno"
    che stiamo parlando di denaro che non esiste, stiamo semplicemente da decenni
    giocando a MONOPOLI peccato che molti di noi non se ne rendano conto che i loro
    tanto agognati denari vengono usati per giocare, moltiplicandoli alla decima potenza,
    quindi indebitando i figli e i figli dei figli e ancora i figli dei figli, ma che ci frega,
    noi saremo morti, loro saranno morti...ma poi forse alla fine qualc'uno salderà il conto...

    dicevo scrivevo poco tempo fa: ...come avevo promesso torniamo a ballare,
    per antichi fasti che in assoluto silenzio,
    a scaturire in rilevante bolla bomba e default...
    Il mio ricordo indissolubilmente legato all' Argentina...
    e a quanto molti anni or sono in me si manifestò in domande.
    Bolle bolle bombe bombe,
    le molte nazioni che danzano con il partner Default
    dal dopoguerra ad oggi l' intero occidente e le troppo poche
    mosche bianche, dicevo, ed a ragione, le bolle americane,
    travolgeranno tutto e tutti, il debito privato travasato
    nel pubblico, giganteschi debiti pubblici ci affogheranno,
    con una economia reale asfittica e scheccherata alla fantafinanza,
    l' oro che non c'è, i soldi che non esistono in un sistema impossibile
    che crollerà, l' opinione della matematica che non c'è...
    Scrivevo pochi giorni or sono, si mostra la Grecia come eclatante...
    come mostrare un albero con dietro un' intera foresta, che sarà mai ?!!!

    La Grecia, no!! non salterà, nessun default, salviamo le apparenze,
    non rompiamo specchi, porta male, sette anni di sfiga, e probabilmente,
    i sette anni saranno quelli di attesa per me, e per noi tutti,
    per ballare con i default, che non mi sorprenderebbe come per le bollicine,
    trainati proprio dagli Americani, i reali del capitalismo smodato,
    che trascineranno nella loro caduta verticale, tutti, e non sono pochi,
    quelli stati fantasmagoricamente indebitati, che fingendo sino all' ultimo
    di non aver fiutato pericolo, non si saranno messi al riparo, cosa per altro
    gia da ora quasi impossibile, la matematica...nessuna opinione, non sarà
    possibile alcun numero artefatto, l' economia reale, ripeto, asfittica...
    ripeto, poca domanda e materie prime ai massimi storici...mai si era visto
    La Germania, è l' unico paese in Europa e forse nell' intero occidente "opulento"
    con i propri conti veramente in ordine, l' unico in grado di tappare falle,
    sembra e non si sa a che costo, interverrà per l ' albero, ma quando poi,
    la "rigogliosa" foresta avanzerà, nei prossimi anni..
    scusatemi ma saranno veri e propri c...i.!!!

    l’Italia con il debito enorme che porta sulle spalle,
    non può salvarsi in nessun caso,
    prima o poi, capitolerà schiacciata da tal ingestibile peso.
    E, nulla potrà qualsiasi sia la sua politica....

    Il problema, dal mio punto di vista non è il deficit annuale che,
    con qualche taglio, qualche trucco contabile e con i soliti condoni,
    si può sempre sistemare, il problema per gli stati è il debito,
    quello accumulato dal dopoguerra, che è spesso il puro indice di sviluppo:
    ovvero, considerando il debito italiano e quantificando quanto realizzato
    in questi ultimi 40 anni in termini di servizi, infrastrutture, supporto sociale,
    probabilmente i valori non si discosterebbero,
    ovvero si mostrerebbe tutto il suo nonsenso,
    non v’è creazione alcuna di valore
    se non a spese delle generazioni successive.
    Ricordate...debito su debito su debito...
    Dove è finito dunque il famoso PIL
    ed il suo accumulo negli anni?

    Il tutto risulta essere estemporaneo,
    a godimento di alcune generazioni,
    ed in carico alle successive.
    Prendiamo il caso USA:
    hanno impiegato 200 anni per accumulare 1 trilione di debito,
    e nel solo 2009 il debito è cresciuto di 1,9 trilioni,
    raggiungendo quota 12,5 trilioni;
    nel 2020 è previsto che raggiunga quota 25 trilioni
    non considerando che i tassi sino ad allora potrebbero esplodere
    e quindi il debito da pagare sarebbe ben più alto,
    ovvero interessi annui sul debito pari al PIL attuale.

    Dov’è, anche per gli USA, dunque,
    il benessere creato se non nel debito accumulato?
    Non è questa l’ennesima conferma dell’inefficacia
    della combinata capitalismo/consumismo,
    che molti credono essere il sistema perfetto,
    e che invece genera e genererà solo bancarotte a livelli crescenti...

    Oggi come oggi Italia, Irlanda, Spagna, Grecia, Giappone,
    Portogallo, paesi baltici, USA e UK sono, in ottica rischio defau..
    cosa ha dunque prodotto il ventesimo secolo per questi stati
    e per le sue generazioni future se non un ventunesimo secolo da bancarotta,
    con le conseguenze sociali che possiamo immaginare?
    I conti pubblici di molti stati proggrediti sono fuori controllo o al limite,
    con tassi vicino allo zero, immaginatevi se salissero,
    non sarà possibile rinnovare i debiti in scadenza...

    Per fare un esempio, il Giappone dal marzo 2011
    avrà ammassato un debito in scadenza, da rinnovare,
    di 11 trillioni di dollari,
    che equivale al PIL di Italia, Francia e UK messi assieme.

    La Grecia, solo un' albero a fronte di un' intera foresta,
    questo è solo un passaggio di un processo più ampio
    e che mostra la fragilità e il non senso del sistema finanziario,
    politico e sociale costruito nel dopoguerra.

    La domanda ultima è: quando le masse ne prenderanno coscienza?
    La mia idea, da tempo, è che come sempre,
    lo faranno troppo tardi,
    quando i buoi sono già scappati dal recinto
    e da preservare non ci sarà più nulla.

    Reflex...un saluto a voi uomini e donne liberi del mondo..Attila Destriero e Arco...gli idioti..

    P.S.l' idiota adora fare immensi monologhi, vi consiglio, se non avete ragioni impellenti
    non discutetene, non esiste ragione per cui fidarsi di quanto dico...ma saranno i fatti...i fatti nostri..buona sera.
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  9. #9
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    azzz...sono Unno barbaro presuntuoso...azz...
    e unno anno dopo l'altro...vi prendono per il culo: non sia mai detto tanto siete suscettibili oggi..

    Ma procediamo: azz...improvvisamente trovo d'aver già scritto tutto....
    azz..i miei delatori di ieri scomparsi: ci vuole calma pazienza e molta rassegnazione:
    il tempo paga sempre....dove cazzo siete spostatori di GOMBLOTTI E GOMBLOTTARI...


    la crisi parte da lontano, non solo un fattore economico..

    lun set 20, 2010 10:11 am

    ...bando alle ciance, proviamo a scrutare realtà,
    lasciamo perdere qualsiasi falso proclama.
    Per voi come potrà finire.??!!
    Analisi semplice semplice....per me datata 1999 gli arbori ed attuazione..
    Tale crisi economica all' inizio, oggi ha a sommatoria
    un sociale che fingiamo di sottovalutare, trattasi di terrorismo
    economico monetario trasferito a spron battuto in tutti i risparmiatori
    consumatori lavoratori del mondo, ho sempre sottolineato come tutto ciò
    sia avvenuto in previsioni a lungo termine mai considerate nella loro gravità a sfociare
    nel nostro violabilissimo tessuto sociale, con aggiunta di termine e conseguenze
    date dalla Globalizzazione, quindi nessuno escluso, con più la "giustificazione" pregressa
    per co\desti signori di enormi mercati in crescita inglobati in un sistema di per se
    gia molto fragile e falsato da fantasiosi sistemi pieni di sola aria fritta, ma a loro,
    tutto ciò serviva per giustificarsi ai nostri occhi, spesso aperti ma che però di fronte
    solo specchi atti al non farci vedere, a farci poi pagare il salasso....
    Bombe, (per noi tutti bolle, suona meglio in persuasione..) predisposte nel tempo,
    quelle che IO definisco micce a lenta combustione...
    in parole povere, certi signori ben consci del trattarsi di crisi sistemica
    a venire, hanno ben pensato di creare tutta una serie di illusioni con facile presa
    su noi tutti: " lo star bene, potersi approvvigionare di tutto falsando i mercati ed intere economie.."
    La cosa è risultata semplice con l' indebitamento di noi tutti propinandoci un per sempre
    inattuabile e fuori luogo, che serviva a coprire una loro dissennata politica\economica
    che sarebbe implosa, salvaguardando lobby banche e quant' altro con la nostra copertura...
    noi, il popolo qualunque esso sia non fallisce mai, lo si può sempre incatenare, mentre,
    le loro società, le loro imprese, le loro banche fallivano e falliscono con buchi macroscopici
    spesso coperti con altro denaro con altro debito di altre banche o interi stati da noi tutti sostenuti...

    E fin qua tutto molto ma molto bene, direi quasi un classico, da truffatori su larga scala,
    ove i truffati, noi tutti, "caricati delle giuste responsabilità" a pagare debiti senza magari
    avere acquistato "niente"...ma ora, per noi tutti solo l' inizio, esiste il rovescio e lo spessore
    della medaglia, magari con nostra "presa di coscienza", dove vuoi per esperienza fatta,vuoi
    per la mancanza di economia reale, ci accorgiamo "spero" di qualche difficoltà in ciò che per
    parvenza poteva sembrare per sempre....

    In questo quadro che succede alla terna lavoratore "spaventato" - consumatore "indebitato"
    - risparmiatore "terrorizzato" di cui spesso vi ho parlato nei miei
    "fastidiosi monologhi"?

    Il risparmiatore terrorizzato è in realtà affetto da una sindrome "maniacale-depressiva".

    Il lavoro per forza di cose viene incluso nel capitale per il tramite degli intermediari e dei fondi,
    il risparmiatore viene cullato nella sua fase "maniacale".
    Grazie all'effetto ricchezza per la rivalutazione delle attività,
    il consumatore si indebita sempre di più.
    Ciò avviene in un contesto in cui il lavoratore è sempre più "spaventato"
    dalla pressione della ristrutturazione e della globalizzazione.
    Loro lo sanno bene: è loro il termine coniato l'espressione lavoratore "traumatizzato".
    Per questo oggi, quando la disoccupazione cade, i salari non aumentano.
    La famigerata curva di Phillips, su cui si è incancrenito il dibattito
    tra gli economisti monetaristi e keynesiani per 40 anni, è ora piatta.
    Peccato che la compressione dei salari faccia sì che la domanda
    abbia bisogno di una inflazione dei prezzi delle "attività" per sostenere i consumi privati.
    L'esplosione della bolla fa emergere la fase "depressiva" del risparmiatore.
    Si diffonde il timore del crollo del consumo perchè tutti hanno necessità di rientrare dal debito.
    Queste dinamiche si traducono in ulteriore pressione nei processi capitalistici di lavoro.
    Il recente aumento dei prezzi del petrolio, delle materie prime, dei beni agricoli, dell'oro,
    in parte sono trainati da dinamiche speculative e di assicurazione rispetto all'incertezza
    schizzata alle stelle, in parte hanno a che vedere con la ristrutturazione geografica e politica
    del capitalismo attuale, in parte sono legati alla svalutazione del dollaro.
    Le politiche monetarie, in primis quella della Bce, fanno sì che questi aumenti ricadano sui lavoratori,
    riconfermando la deflazione salariale.
    La promessa di recuperare il potere d'acquisto grazie alla riduzione dei prezzi
    o alla partecipazione alla rendita finanziaria non è altro che un miraggio.

    Consumatore indebitato, risparmiatore "maniacale-depressivo".
    E il lavoratore?
    La sussunzione reale del lavoro alla finanza e al debito non è separata
    dall'approfondimento dello sfruttamento nella produzione.
    La centralizzazione finanziaria e del comando, il primato nella filiera produttiva,
    si accompagna a dimensioni tecniche di impresa che crescono meno di un tempo
    (di qui anche il recente risorgere delle "medie" imprese),
    e ad un lavoro che non viene omogeneizzato dalla sua
    concentrazione giuridica e tecnica nello stesso luogo,
    e/o nella stessa "fabbrica", e/o nello stesso contratto.
    La soggezione delle "famiglie" ai mercati finanziari e al debito per il consumo
    costringe a tempi di lavoro più lunghi e intensi, e muta la natura del lavoro:
    che da attività svolta secondo un piano e sotto controllo diretto diviene,
    quale che sia la natura giuridica del rapporto,
    compito da svolgere con "flessibilità" in una finta autonomia.
    Tutto ciò è accelerato dai criteri di gestione legati
    alle nuove strutture proprietarie e di controllo.
    Sono i gestori dei fondi pensione, che raccolgono i risparmi vitali dei lavoratori,
    a pretendere rendimenti elevati sul capitale proprio,
    a volere scelte penalizzanti sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro di altri lavoratori,
    a spingere sul pedale delle esternalizzazioni.
    Il "capitalismo patrimoniale" vede un primato dei piccoli azionisti,
    ma in forma alienata, per cui a decidere sono coloro che hanno il potere
    di gestire quel risparmio, e pretendono nel breve termine alti tassi di rendimento sul capitale proprio.

    Per finire vo do una mia semplice semplice risposta, non sono un' economista, ma come voi
    un semplice popolano che si offende quando si sente chiamato cittadino, sono un pratico per
    cui molto spesso la forma in cui siamo spinti fin che si può a vivere mi da un certo fastidio,
    mi irrita l' incapacità che spesso abbiamo nel vedere oltre il nostro naso qualsiasi sia la sua
    dimensione, come tanti pinocchi che allungano il naso raccontadosi vere e proprie bugie, fosse
    solo a parvenza di allungarsi appunto la vista...
    L' economia è e rimane cosa semplice, se vista come dare ed avere, trattasi di addizione o
    sottrazione, con plusvalenza o minusvalenza gli artifici altra cosa, noi a casa così dovremmo fare...
    l' economia da sempre è fondata sul potere d' acquisto o scambio, oggi tutto sballato, ma poi,
    rimane una costante che sostanzialmente siamo noi, e qui il semplice arcano, non la produzione
    esasperata o fittizia, che non può avere un senso se poi il popolo alla fame e senza denaro, le
    macchine o automobili che oggi sono il massimo dei crismi di economia, non ci sfamano, ma ci
    indebitano...spesso IO, faccio un esempio semplice semplice, dove dico, IO posso produrre la
    cosa più utile bella ergonomica e luccicante del mondo, metterla in una vetrina di tutte le città
    del mondo, avrò tantissimi estimatori di tale prodotto, che magari verranno a dirmi di quanto
    sono stato bravo ad inventare tale prodotto rivoluzionario, che sicuramente non potrò regalare
    ma che sicuramente non potrò neppure vendere se il popolo non avrà neppure il denaro per mangiare...
    Bravo bravo biss...ma non posso comperare...

    Un salutino a voi uomini e donne liberi del loro mondo...Attila Destriero e Arco...
    P.s. l' illusione prima o poi svanisce...occhio!!!!!
    Ultima modifica di attila621; 05-11-12 alle 19:04
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
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    pur di legittimare la propria logica."
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  10. #10
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    Predefinito Re: 2013 ci sarà la ripresa?

    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    Non ci sarà nessuna ripresa per molto tempo.

    Qualche lieve "rimbalzo" dovuto al fatto che come dice qualcuno la crisi è "pilotata" a parer mio nel senso di dilazionata al meglio possibile.

    Si tratta di una crisi di debito, con un debito di circa 11 volte il PIL ocse si mormora, per essere assorbita senza situazioni traumatiche e drammatiche (guerre, rivoluzioni ecc..) questa enormità (sempre che si facciano le mosse giuste per non ricominciare ad accrescerlo, cosa di cui aimè non sono sicuro...) ha bisogno per forza di molto molto tempo.

    Pertanto rassegnarsi, i tempi sono cambiati, ci sarà da soffrire.
    Monti o non Monti.
    il monti killer un'esecutore indomito..

    la crisi parte da lontano, non solo un fattore economico..

    mar mar 09, 2010 11:08 am

    ...teorizziamo..
    La più grossa contraddizione

    Ci sono moltissimi punti su cui una persona
    può venire bollata come "complottista"
    o semplicemente "folle" o ancora "paranoica",
    ma tutti possono essere messi in discussione da un qualsiasi individuo.
    Quello che invece pare mettere d'accordo tutti
    è che la possibilità di essere soli contro un diabolico titano
    (il NWO ed i suoi fautori) sia quantomeno esagerata,
    tanta e tale è la portata dell'inganno
    che deve essere perpetrato ai danni del mondo intero.

    Riflettiamo però un secondo su di un'argomento
    che è sempre caro alle persone: la politica.
    I cittadini di uno stato, politicamente parlando,
    possono essere divisi in moltissime categorie
    (non mi riferisco affatto a destra/sinistra):
    ad esempio c'è chi è un attivista
    ed ha una cieca fede nel carrozzone politico.
    C'è chi segue attentamente le vicende della politica
    perchè non può farne a meno (del resto, ogni decisione presa
    nei "palazzi del potere" giusta o sbagliata che sia influisce sulla vita di tutti).
    Scivolando nel baratro dell'apatia politica, poi,
    la gente si interessa sempre meno agli affari dei politici.
    Chiediamoci dunque che cosa fa propendere una persona
    per un determinato orientamento:
    possiamo ottenere la risposta a questa domanda
    chiedendo direttamente a coloro che non seguono la politica.
    Il "veleno" che ci mostrano (per quanto a volte diluito) è sempre lo stesso:
    "tanto pensano sempre prima ai propri interessi"
    (avessi un centesimo per ogni volta che ho sentito questa frase).
    Quello che allontana la gente dalla politica è, dunque,
    una crescente disillusione verso le istituzioni in generale.

    Vediamo quindi come il sistema si protegge
    da questi "bestemmiatori" (passatemi il termine):
    avete presente la teoria delle "mele marce"?
    Per chi non la conoscesse, si tratta della spiegazione
    che viene implicitamente fornita agli scandali che
    saltuariamente fanno capolino davanti all'opinione pubblica.
    Di fatto, si è portati a pensare che quegli individui malvagi
    siano solo pochi deviati in confronto ad una candida società priva di veri mali.
    Questo deriva dal principio (non totalmente errato, peraltro)
    secondo il quale alle basi della gerarchia politica
    (o di qualsiasi altra gerarchia, come vedremo in seguito)
    ci sono soggetti innocenti o comunque inconsapevoli,
    mentre salendo ai vertici si acquista
    consapevolezza e quindi responsabilità/potere.

    Passiamo ad un altro esempio:
    credo che nessuno si sognerebbe mai
    di pensare male del proprio medico di fiducia
    (anche se vi possono essere casi isolati di poca professionalità)
    e comunque non lo si includerebbe in alcun disegno "oscuro".
    Sarete tutti però concordi con me che ai vertici di questa piramide
    vi sono elementi (le case farmaceutiche in primis)
    che proprio a causa degli enormi interessi economici e finanziari
    in gioco se ne fregano altamente della moralità
    e continuano a proporre medicinali
    ad un prezzo elevatissimo o peggio dannosi.
    Insomma la medicina è la scienza che lotta contro
    quasi tutto quello che la tiene in vita:
    vedrete senz'altro l'analogia con l'esempio precedente.

    Espandiamo ora il ragionamento alla totalità delle gerarchie
    (e in ultima analisi a quello che si conosce degli Illuminati):
    non è dunque necessario che tutta la piramide
    lavori consapevolmente per attuare le decisioni prese alla sommità.
    Inconsapevolmente gli strati inferiori
    lavorano nella stessa direzione di quelli superiori.
    Del resto il meccanismo è ben noto e sostanzialmente
    è identico a quello della verità a strati.
    Con l'11 settembre, gli Illuminati hanno creato
    il pretesto per un'accelerazione dei propri piani.
    Scendendo ad un livello più basso abbiamo
    militari che combattono per ciò che credono reale
    (aiutando così il progetto di dominio globale)
    e ancora più in basso troviamo la gente comune
    che ha talmente tanti grattacapi
    che riesce solo ad avvertire il timore di ciò che accade,
    sufficiente però a mantenere il necessario controllo delle masse.

    REFLEX..
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

 

 
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