Offese giornalista ebreo: il sindaco di Londra sospeso per 4 settimane
Quattro settimane di sospensione dall'incarico. È la pena decisa ieri dalla Commissione disciplinare inglese per i funzionari pubblici a carico di Ken Livingstone, il sindaco laburista di Londra, reo di aver dato del «kapò» a un giornalista ebreo. Il verdetto è di ieri, ma la storia risale a mesi fa e molti la ricorderanno. La diatriba tra Livingstone e il cronista Oliver Finegold dell'Evening Standard si è iniziata quando Finegold ha avvicinato Ken “il rosso” mentre il sindaco lasciava la festa in onore dell'ex segretario alla Cultura Chris Smith, il primo parlamentare inglese che, vent'anni fa, ammise pubblicamente di essere gay.
Alle domande del giornalista, che lavora per il quotidiano più famoso della capitale, il sindaco rispose chiedendogli se non fosse sicuro di essere mai stato un «criminale di guerra tedesco». Quando Finegold sottolineò le sue origini ebraiche, chiunque probabilmente si sarebbe sentito morire e si sarebbe profuso in scuse. Non Livingstone, il cui temperamento da eterno “bastian contrario” è ben noto. Ken aveva infatti pensato bene di rincarare la dose aggiungendo che allora il giornalista doveva essere stato un “kapò”. Naturalmente le sue dichiarazioni erano finite in un batter d'occhio su tutti i giornali, in patria e all'estero, sollevando un'aspra polemica.
Livingstone non aveva battuto ciglio, né aveva preso in considerazione l'opportunità di scusarsi per calmare le acque. E come in altre occasioni, si era difeso attaccando. «Per anni il giornale ha condotto contro di me una campagna d'odio», aveva dichiarato, sostenendo che l'Evening Standard era un posto affollato di giornalisti «disgraziati, fanatici e pieni di pregiudizi».
fonte: ilgiornale.it - Erica Orsini da Londra
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Non è ancora chiaro chi lo sostituirà a partire dal primo marzo
Il sindaco di Londra sospeso per un mese Ken Livingstone aveva offeso un giornalista ebreo.
La decisione perché «non ha capito che la sua condotta era inaccettabile»
LONDRA - Offese un giornalista di religione ebraica paragonandolo prima a un criminale di guerra tedesco e poi alla guardia di un campo di concentramento nazista: con questa accusa, il sindaco di Londra Ken Livingstone, è stato sospeso per quattro settimane a partire dal primo marzo dalle sue funzioni. La clamorosa decisione presa dalla commissione disciplinare che sovrintende alla condotta dei funzionari pubblici, ha provocato una dura reazione del primo cittadino, che ha parlato di «colpo al cuore della democrazia».
LA CAUSA - La causa contro Livingstone, che la prossima settimana annuncerá quali azioni intende intraprendere, aveva preso avvio con la protesta della rappresentanza ebraica dei deputati inglesi. I tre membri del Collegio disciplinare competente sui funzionari pubblici hanno reputato di condannare Livingstone, giudicando «insensibile in modo ingiustificato» e «offensivo» il comportamento da lui tenuto nei confronti del giornalista. I fatti risalgono al febbraio 2005, quando il sindaco, al termine di un party in municipio con personalità gay, affrontò duramente un giornalista che aveva insistentemente cercato di parlargli. «Che facevi prima, il criminale di guerra tedesco?», chiese Livingstone a Oliver Finegold dell'Evening Standard. A quel punto il giornalista rispose di essere ebreo. Il sindaco di Londra rincarò allora la dose: «Hai mai lavorato come guardia di un campo di concentramento?».
LA DIFESA - Il sindaco si difese nell'alterco con il cronista, accusandolo di averlo «atteso al varco» all'uscita di una festa in onore di un parlamentare gay, e affermando che il suo giornale, «pieno di disgraziati e di fanatici pieni di pregiudizi», aveva condotto una «campagna d'odio» contro di lui per anni. Nella sua difesa, il primo cittadino londinese si è giustificato dicendo di essere stato sgarbato con i giornalisti per 25 anni e che continuerà a esserlo ancora e ha chiarito di non aver in alcun modo voluto minimizzare la tragedia dell'Olocausto, quanto piuttosto di aver reagito con quelle affermazioni alla «campagna di odio» dei media nei suoi confronti.
Livingstone non era presente all'udienza odierna, nata da una protesta ufficiale del Jewish Board of Deputies, una delle principali associazioni ebraiche britanniche, che però non aveva chiesto la sospensione. «Tre membri di un organismo che nessuno ha mai eletto non dovrebbero essere in grado di capovolgere il voto di milioni di londinesi - ha affermato Livingstone in un comunicato - Mi è stato detto che questa decisione potrebbe essere oggetto di appello. Mi incontrerò con i miei legali all'inizio della prossima settimana, poi farò sapere se intendo avvalermi del diritto di appello». Non è chiaro chi assumerà le funzioni del sindaco durante le settimane di sospensione.
«SOSPESO PERCHE' NON HA CAPITO» - Il presidente della commissione, David Laverick, ha affermato che la decisione è stata presa perchè «Livingstone non ha capito che la sua condotta era inaccettabile» anche se «non è una situazione in cui sarebbe appropriato sollevare dall'incarico il sindaco». Egli, ha aggiunto, avrebbe potuto chiedere scusa e la storia si sarebbe chiusa lì. Ma il suo atteggiamento intransigente è risultato essere «una violazione del codice di condotta della Greater London Authority (che tutti i funzionari pubblici devono seguire)» e ha «danneggiato la reputazione» della carica di sindaco.
fonte: corriere.it
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Londra:sindaco sospeso dalla carica
Ha paragonato un reporter alla guardia di un lager nazista
(ANSA) - LONDRA, 24 FEB - Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, e' stato condannato a 4 settimane di sospensione per aver insultato un giornalista ebreo. Il primo cittadino e' stato riconosciuto colpevole di aver 'screditato la sua carica' quando paragono' Oliver Finegold, dell'Evening Standard, alla guardia di un lager nazista. Secondo il sindaco, il giornale aveva condotto una 'campagna d'odio' contro di lui. Ora definisce la decisione 'un colpo al cuore della democrazia'.
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Londra, sindaco sospeso da carica
Punito per aver insultato un ebreo
Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato sospeso per quattro settimane dalla carica per aver "insultato" un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista. La commissione disciplinare per i funzionari pubblici, che ha esaminato il caso, ha affermato che la frase rivolta al reporter era "insensibile e offensiva" e non adatta al suo ruolo.
Secondo la Commissione, la frase rivolta a Oliver Finegold dell' Evening Standard fu dunque "inutilmente insensibile e offensiva". A sua discolpa, Livingstone affermò che il giornale aveva condotto nei suoi confronti una "campagna d'odio".
I fatti risalgono al febbraio 2004, quando il primo cittadino di Londra, al termine di un party in municipio cui partecipavano varie personalità gay, si rivolse duramente a Finegold che ripetutamente aveva cercato di parlargli: "Eri un criminale di guerra tedesco?", chiese Livingstone. A quel punto il giornalista rispose di essere ebreo. Il sindaco rincarò allora la dose: "Potresti anche esserlo, ma in realtà sei come una guardia di un campo di concentramento e lo sei perché sei pagato".
fonte tgcom.it
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25 APRILE: APERTA INCHIESTA SU INCENDIO BANDIERE ISRAELE
(AGE) MILANO - La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sugli episodi accaduti il 25 aprile scorso quando alcuni autonomi hanno bruciato due bandiere di Israele, a margine delle manifestazioni per commemorare la Liberazione dai nazifascisti. A quanto si è saputo, dopo l'arrivo in Procura di un' informativa della Digos, il procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool anti terrorismo, ha aperto un fascicolo che ipotizza i reati di istigazione a delinquere, danneggiamento e manifestazione non autorizzata. Sempre a quanto si è appreso, nel procedimento vi sarebbero già alcuni indagati.
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25 aprile: inchiesta milano, sono otto gli indagati
Milano, 25 apr. (Adnkronos) - Sono otto gli indagati a quanto apprende l'ADNKRONOS nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Milano dopo gli episodi avvenuti durante il corteo milanese per il 25 aprile. Si tratta di uomini, al di sotto dei 40 anni, aderenti al Coordinamento Lotta per la Palestina. I manifestanti, che avevano organizzato un corteo non organizzato, hanno bruciato alcuni vessilli bianchi su cui erano riprodotti i simboli dello Stato d'Israele. Un episodio che ha scatenato polemiche e proteste anche da parte dell'ambasciatore d'Israele nonche' la condanna di tutte le forze politiche. I manifestanti sono stati identificati dalla Digos di Milano che questa mattina ha inviato un'informativa alla Procura di Milano. Dovranno rispondere di istigazione a delinquere e danneggiamento.
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Leone Paserman indignato per le gazzarre dei no global a Milano
Il primo 25 aprile antisemita della sinistra antagonista. Intervista a Leone Paserman
“Quello che ha detto Prodi ci rassicura, però adesso attendiamo i fatti; in una manifestazione del 25 aprile che io ricordi non era mai accaduto un episodio che invece non ci avrebbe molto sorpreso nel quadro di manifestazioni per la pace o campi anti-imperialisti…”.
Il commento del day after dei bruttissimi fatti accaduti il 25 aprile durante la manifestazione di Milano è di Leone Paserman, a capo da anni della comunità ebraica di Roma, “offeso, stupito e amareggiato” per il trattamento chiaramente “antisionista e antisemita” riservato alla Brigata ebraica dai ragazzotti dei centri sociali, spalleggiati dal neo eletto deputato di Rifondazione Francesco Caruso.
Presidente Paserman, non era mai accaduto che il 25 aprile si insultassero i partigiani della Brigata ebraica e si bruciassero le bandiere di Israele. Lo possiamo definire antisemitismo della sinistra antagonista?
Non vorrei dare troppa importanza al gesto di alcuni sconsiderati. Definiamolo un pessimo episodio, un brutto inizio, qualcosa che non si era mai visto in una manifestazione che celebra la liberazione anche di tanti ebrei italiani finiti ad Auschwitz… Certo, si fosse trattato della solita manifestazione di pacifismo senza sé e senza ma o del campo anti-imperialista, mi sarei stupito di meno… Ma che si fischi una signora, come l’ex ministro Moratti, che sfila con un ex deportato come il padre è cosa gravissima.
Chiederete garanzie a Prodi contro questo subdolo antisemitismo che si maschera da antisionismo?
A dire la verità lui ce le ha già date, ora però aspettiamo i fatti e che i violenti siano isolati.
E Bertinotti presidente della Camera che ieri non ha detto una parola?
Prima delle elezioni escluse Ferrando dalle liste per le sue dichiarazioni su Israele, ora spero che lo farà con chiunque appoggi nel suo partito episodi come quelli di ieri.
Comunque oramai c’è un problema con le comunità ebraiche in Italia rispetto all’atteggiamento negativo di certa sinistra sulla stessa esistenza dello stato di Israele e sull’appoggio acritico dato alla cosiddetta lotta di liberazione palestinese?
Sì, il problema esiste e va affrontato anche contrastando l’ignoranza di certi testi scolastici che dimenticano da che parte stavano arabi e palestinesi durante la seconda guerra mondiale, dare del fascista a chi sta con Israele è un controsenso.
Adesso diranno che Israele non c’entra con gli ebrei e che l’antisionismo non è antisemitismo…
Questo è il primo equivoco da chiarire: Israele è lo stato ebraico, cioè di tutti gli ebrei, e l’antisionismo è solo la foglia di fico per essere antisemiti anche al giorno d’oggi….
E’ vero che sia in Israele sia nelle comunità ebraiche italiane c’è molta preoccupazione su chi farà il ministro degli Esteri in questo governo?
Credo proprio di sì anche perché è innegabile che invece il governo uscente e in special modo il ministro degli Esteri in carica Gianfranco Fini si siano comportati da grandi amici delle nostre comunità e dello stato ebraico, isolando quei reduci del fascismo che anche a destra non mancano ma che sembrano avere meno peso politico che i no global a sinistra.
E se il nome per la Farnesina fosse quello di D’Alema? Lui si è spesso sbilanciato a favore dei palestinesi e talvolta non ha avuto parole molto equilibrate su Israele e il diritto a difendersi dal terrorismo islamico…
Diciamo che siamo aggrappati alla speranza che l’uomo di governo D’Alma si comporti e parli in maniera molto differente dall’uomo di opposizione. Di solito è quello che avviene e lui quando fu premier ebbe atteggiamenti ben diversi e parole più concilianti con lo stato ebraico. Se fosse lui a ricoprire quell’incarico contiamo su un’ulteriore riflessione sull’istituzione che rappresenterebbe.
fonte: opinione.it
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L’ambasciatore d’Israele Ehud Gol protesta per le bandiere bruciate
“Vergogna, il 25 aprile è stato profanato”
“Da ebreo ed israeliano ieri mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei fascisti della sinistra estremista che hanno profanato la sacralità della festa della liberazione del 25 aprile assieme alla memoria dei caduti della Brigata Ebraica in Italia, dando alle fiamme le bandiere dello Stato di Israele nel corso del corteo di Milano”. L’ambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol ne ha viste di tutti i colori nella propria permanenza nel nostro paese e ora che sta per lasciarlo (ad agosto verrà avvicendato) le parole giuste le sa trovare e non le manda adire a tutti i predicatori di odio antagonisti di sinistra e ai loro referenti tra gli immigrati palestinesi che a Milano hanno usato le celebrazioni del giorno più importante della resistenza come palcoscenico per le proprie intemperanze antisemite. Gol ieri ha dato la sveglia non solo al governo di Prodi e Bertinotti, che credono di potere risolvere tutto ciò, cioè una mezza crisi diplomatica con Israele a esecutivo non ancora formato, con qualche dichiarazione di repertorio a freddo (Bertinotti ha detto che “è una incompatibilità esistenziale quella tra il 25 aprile, la nostra presenza e bruciare le bandiere”, Prodi se l’è cavata dicendo “condanna durissima, durissima, durissima”) ma a tutti quelli che continuano a ritenere una contraddizione in termini l’espressione “antisemitsmo di sinistra”.
Il 25 aprile c’è stata la prova che invece questo fenomeno esiste ed è molto più esteso e politicamente rilevante dentro l’Unione di quello di destra che è incarnato da gente che nell’ambito della Cdl conta meno del due di coppe quando regna bastoni. Secondo Gol, che ieri si è sfogato con le agenzie in maniera decisamente insolito per un diplomatico, “indigna in maniera particolare il fatto che questi elementi hanno ritenuto opportuno bruciare le bandiere d'Israele proprio nel giorno in cui lo Stato ebraico commemorava la Shoah e onorava la memoria dei sei milioni di vittime sterminati dai nazisti.” “Queste persone – dice Gol - così come gli altri che negano la Shoah e invitano alla distruzione dello Stato d'Israele, sono un pericolo per il mondo democratico occidentale”. I no global quindi sono messi sullo stesso piano di un Ahmadinejad o di Bin Laden. Poi la dichiarazione che più di ogni altra metterà in serie difficoltà un governo che nasce decisamente sotto una cattiva stella : “Come ogni anno, anche nel prossimo mese di maggio mi recherò, assieme alle famiglie, sulle tombe dei caduti della Brigata Ebraica che sacrificarono la propria vita per liberare l'Italia e che, da allora, sono sepolti in Emilia Romagna, sarebbe opportuno che l'Italia ufficiale, in quella occasione, chiedesse loro scusa, alla luce del comportamento teppistico di ieri a Milano”.
fonte: opinione.it




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