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Discussione: Il Sacro Cuore

  1. #11
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    Chi farà pazienza fino alla fine questi è salvo
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos
    Ah guarda in quanto a reliquie... gli ortodossi ci surclassano
    Non avevo dubbi in proposito, la retta fede (ORTODOSSIA) genera santi... l'eresia è invece separazione dal Corpo di Cristo! Lasciate, dunque, le vie dell'errore catto-nestoriano e tornate alla Verità di Cristo, veramente Dio nella natura divina, veramente uomo nella natura umana! Tornate al Corpo di Cristo da cui vi siete separati!

  2. #12
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Non avevo dubbi in proposito, la retta fede (ORTODOSSIA) genera santi...
    ecco vedi
    UT UNUM SINT!

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos
    ecco vedi
    Benvenuto, fratello, dopo questa tua pubblica abiura dell'eresia franco-papista e l'implicito riconoscimento che hai fatto della Chiesa Ortodossa come unica depositaria della Verità, puoi anche darmi del tu

  4. #14
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    Predefinito Tornando alla serietà…

    Mi chiedo come facciano i cattolici-romani a non rendersi conto, alla luce della cristologia ortodossa dei sette concili ecumenici, che la loro attuale cristologia è, di fatto nestoriana!

    Col trascorrer dei secoli, nell’occidente cattolico-romano, si è andati ben oltre la mielosa devozioncella del “sacro cuore”, e, senza nemmeno che se ne rendessero conto, hanno trasposto questo cripto-nestorianesimo sul piano teologico.

    Nestorio, nel tentativo di salvaguardare la trascendenza di Dio, non riuscendo a comprendere sul piano teologico nella sua totalità il mistero della Divino-umanità di Cristo, separò in Lui la divinità dall’umanità, non distinguendo due “nature”, ma separando due “persone”: il Dio-Logos e l’uomo-Gesù.

    Se oggi apriamo un qualsiasi manuale di teologia sistematica cattolico-romana, non può non sfuggire come la loro teologia contemporanea risenta della profonda revisione di stampo Bultmanniano, e peggio ancora come tutto all’interno della Chiesa Cattolica Romana, dopo il Vaticano II sia stato revisionato e rivisitato alla luce del metodo storico-critico di matrice biblicista.

    Di fatto l’antica eresia nestoriana, messa fuori della porta, è stata fatta rientrare dalla finestra: la “separazione” di due persone in Cristo viene riproposta e canonizzata, in modo ancora più sfacciatamente marcato, nella separazione tra il “Gesù storico” ed il “Cristo della gloria”. L’opera di demitizzazione di R. Bultmann è stata accolta, recepita e fatta propria dalla maggior parte dei teologi cattolici moderni, tant’è che, dopo il Vaticano II, la corsa alla ricerca degli ipsissima verba Iesu, è passata dal revisionismo storico-biblico a quello liturgico-pastorale.

    Ad esempio la ricerca-ricostruzione degli “ipsissima verba” in ambito liturgico è diventata l’archeologismo di stampo Bugnino-Lercariano, con la pretesa arrogante di restituire ai cattolici del XX secolo una liturgia dei primi secoli artificialmente ricostruita, dove, ad es. le parole dell’istituzione della cena del Signore vengono direttamente riprese dalla I Corinzi 11, 23-26, sostituendo quelle che ci erano state consegnate dalla viva Tradizione liturgica, giustificando la cosa con una necessità di maggiore aderenza al dato storico-biblico, e dimenticando che anche la Liturgia è un canale autentico nella Traditio. Oltretutto vi è l’accostamento-riversamento dell’eucaristia nella sacra scrittura, divenute l’una ipostatizzazione dell’altra, ed entrambe ipostatizzazione del “Cristo totale”, sicché si è arrivati ad un’idolatria eucaristico-biblica che ha scalzato qualunque altra presenza di Cristo (non a caso nelle chiese cattoliche odierne tutto è stato abolito o quasi, eccetto che il tabernacolo per l’adorazione eucaristica e parimenti alle chiese nestoriane le chiese cattoliche di recente costruzione sono spoglie, prive di immagini). Per indicare la meditazione biblica tra i cattolici si usa spesso l'espressione "spezzare la Parola", mettendo sullo stesso piano la Fractio panis e la Lectio divina. Così, in forza della cd “presenza reale”, qualunque culto, che non sia quello eucaristico o il nuovo culto biblico, è stato di fatto messo al bando o sminuito fino a perdere di qualunque valore e consistenza. Non è un caso che presso i cattolici l’idolatria eucaristica oggi abbia assunto forme esasperate e deliranti, rispetto a prima delle riforme liturgiche del Vat. II, parimenti all'odierna asfissiante onnipresenza dell'esegesi biblica.

    E’ singolare come, rispetto alle infinità di devozioni scomparse dai Cattolici dopo il Vat. II, quella al “sacro cuore” abbia perdurato trovando addirittura il sostegno di teologi autorevoli per il mondo cattolico quali K. Rahner. Il motivo di tanto fascino verso questa espressione devozionale, da parte di certe correnti teologiche cattoliche, risiede proprio in quella forma di neo-nestorianesimo che ha invaso la contemporanea teologia occidentale e che trova una compatibilità con un devozionalismo dalle identiche istanze teologiche, ovvero quelle della cristologia nestoriana.

    In conclusione, la deriva della cristologia neo-nestoriana, comune a tutta la cristianità occidentale, è la medesima della teologia Bultmanniana che l’ha originata: una totale kenosis della divinità di Cristo, che è stato ridotto al ruolo del “rabbi Ieshua di Nazareth” e messo sullo stesso piano di qualunque filosofo; così anche la fede cristiana, svuotata del suo contenuto soteriologico e misterico, è stata ridotta ad essere un’etica filosofica, al pari dello stoicismo. (In definitiva i deliri dello pseudo-scrittore Dan Brown sono tanto cattolici quanto i "primi venerdì" della visitandina Margherita M. A., ed entrambi compartecipi di effetti altrettanto deleteri).

    A ulteriore riprova di come i cattolici oggi siano divenuti totalmente nestoriani, al di là delle svolte della teologia contemporanea, basta una attenta lettura della “Dichiarazione comune cristologica”, firmata nel 1994 da Giovanni Paolo II e da Mar Dinkha IV patriarca della Chiesa Assira d’Oriente, dove si è aggirato l’ostacolo delle differenze cristologiche accantonando di fatto il Concilio di Efeso del 431, per un riconoscimento reciproco tra le due parti basato su una fumosa e quanto mai ambigua comune professione di fede: «Prescindendo dalle divergenze cristologiche che ci sono state, oggi noi confessiamo uniti la stessa fede nel Figlio di Dio che è diventato uomo perché noi, per mezzo della sua grazia, diventassimo figli di Dio. D'ora in poi, noi desideriamo testimoniare insieme questa fede in Colui che è via, verità e vita, annunciandola nel modo più idoneo agli uomini del nostro tempo e affinché il mondo creda nel Vangelo di salvezza. (...) Vivendo di questa fede e di questi sacramenti, le Chiese cattoliche particolari e le Chiese assire particolari possono, di conseguenza, riconoscersi reciprocamente come Chiese sorelle».

    A questa dichiarazione hanno fatto seguito le dichiarazioni di raggiunta intercomunione (cfr. PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI, ORIENTAMENTI PER L’AMMISSIONE ALL’EUCARISTIA FRA LA CHIESA CALDEA E LA CHIESA ASSIRA DELL’ORIENTE- e AMMISSIONE ALL'EUCARISTIA IN SITUAZIONI DI NECESSITÀ PASTORALE, DISPOSIZIONE FRA LA CHIESA CALDEA E LA CHIESA ASSIRA DELL'ORIENTE – entrambe del 2001).

    Ne consegue che, non avendo la Chiesa Assira d’Oriente mai riconosciuto né il Concilio di Efeso del 431, né il dogma Cristologico Efesino della Theotokos, la Chiesa Cattolica Romana è de facto divenuta nestoriana a tutti gli effetti (con buona pace di tutti!) avendo instaurato ufficialmente comunione sacramentale e di fede con una Chiesa che era e continua ad essere in tutto NESTORIANA! E rinunciando così, Roma antica, anche agli ultimi apparenti residui di Ortodossia che ancora conservava.

  5. #15
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    CORONCINA DEL S. CUORE DI GESU'

    V) O Dio vieni a salvarmi.

    R) Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre...



    1. Amorosissimo mio Gesù, al riflettere sul tuo buon Cuore e vederlo tutto pietà e dolcezza per i peccatori, mi sento rallegrare il mio, e colmare di fiducia di essere da te bene accolto. Ahimè: quanti peccati ho commesso! Ma ora, come l'Apo*stolo Pietro e la Maddalena dolente, li piango e detesto, perché sono offesa di te sommo bene. Sì, sì: concedimi il perdono; ed oh! muoia io, te lo chiedo per il tuo buon Cuore, muoia prima che offenderti e viva solo per amarti. Pater, cinque Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, Fa ch'io t'ami sempre più.

    2. Benedico, Gesù mio, l'umilissimo tuo Cuo*re, e ti ringrazio che, nel darmelo per esemplare, non solo con forti premure mi ecciti ad imitarlo, ma a costo pure di tante tue umiliazioni me ne insegni ed appiani la via. Stolto che fui ed in*grato! Ah, quanto sbagliai! Perdonami. Non più superbia e vanità, ma con umil cuore tra le umi*liazioni seguire voglio te, e ottenere pace e salute. Avvalorami tu, e benedirò in eterno il tuo Cuore. Pater, cinque Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, Fa ch'io t'ami sempre più.

    3. Ammiro, Gesù mio il pazientissimo tuo Cuore, e ti ringrazio di tanti meravigliosi esempi di grande sofferenza a me lasciati. Mi dispiace che inutilmente mi rimproverano la mia delica*tezza, insofferente d'ogni più piccola pena. Ah! Gesù mio caro, infondi nel mio cuore un fervido e costante amore alle tribolazioni, alle croci, alla mortificazione, alla penitenza, perché, seguendo*ti al Calvario, giunga con te alla gloria in Pa*radiso. Pater, cinque Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, Fa ch'io t'ami sempre più.

    4. Innanzi al mansuetissimo tuo Cuore, o buon Gesù, io mi vergogno del mio così diverso dal tuo. Purtroppo io a un'ombra, a un gesto, a una parola che mi contraria, m'inquieto e mi lamen*to. Deh! perdona le mie mancanze, e dammi gra*zia d'imitare nell'avvenire in qualunque contra*rietà l'inalterabile tua mansuetudine, e così go*dere perpetua, santa pace. Pater, cinque Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, Fa ch'io t'ami sempre più.

    5. Si cantino pur lodi, o Gesù, al generosissi*mo tuo Cuore, vincitore della morte e dell'infer*no, che giustamente le merita tutte. Io resto più che mai confuso al vedere il mio sì gretto, che teme di qualunque diceria e umano rispetto. Ma non sarà più così. Da te imploro sì coraggiosa forza, che, combattendo e vincendo in terra, trionfi poi lieto con te in cielo. Pater, cinque Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, Fa ch'io t'ami sempre più.

    Preghiera al S. Cuore di Maria
    Per gli alti pregi del tuo Cuore dolcissimo im*petrami, o gran Madre di Dio, e Madre mia, Ma*ria, vera e stabile devozione al Sacro Cuore di Gesù, tuo Figliuolo, affinché io, in esso coi miei pensieri ed affetti racchiuso, adempia tutti i miei doveri, e con alacrità di cuore serva sempre, ma specialmente in questo giorno (in questo me*se), a Gesù.

  6. #16
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    Vorrei pregare i cattolici romani di non postare sul forum ortodosso le loro devozioni, a meno che non servano come importante riferimento storico.
    Magari, se vogliono farcele conoscere, possono limitarsi a linkarle.
    Grazie

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Mi chiedo come facciano i cattolici-romani a non rendersi conto, alla luce della cristologia ortodossa dei sette concili ecumenici, che la loro attuale cristologia è, di fatto nestoriana!

    Col trascorrer dei secoli, nell’occidente cattolico-romano, si è andati ben oltre la mielosa devozioncella del “sacro cuore”, e, senza nemmeno che se ne rendessero conto, hanno trasposto questo cripto-nestorianesimo sul piano teologico.

    Nestorio, nel tentativo di salvaguardare la trascendenza di Dio, non riuscendo a comprendere sul piano teologico nella sua totalità il mistero della Divino-umanità di Cristo, separò in Lui la divinità dall’umanità, non distinguendo due “nature”, ma separando due “persone”: il Dio-Logos e l’uomo-Gesù.

    Se oggi apriamo un qualsiasi manuale di teologia sistematica cattolico-romana, non può non sfuggire come la loro teologia contemporanea risenta della profonda revisione di stampo Bultmanniano, e peggio ancora come tutto all’interno della Chiesa Cattolica Romana, dopo il Vaticano II sia stato revisionato e rivisitato alla luce del metodo storico-critico di matrice biblicista.

    Di fatto l’antica eresia nestoriana, messa fuori della porta, è stata fatta rientrare dalla finestra: la “separazione” di due persone in Cristo viene riproposta e canonizzata, in modo ancora più sfacciatamente marcato, nella separazione tra il “Gesù storico” ed il “Cristo della gloria”. L’opera di demitizzazione di R. Bultmann è stata accolta, recepita e fatta propria dalla maggior parte dei teologi cattolici moderni, tant’è che, dopo il Vaticano II, la corsa alla ricerca degli ipsissima verba Iesu, è passata dal revisionismo storico-biblico a quello liturgico-pastorale.

    Ad esempio la ricerca-ricostruzione degli “ipsissima verba” in ambito liturgico è diventata l’archeologismo di stampo Bugnino-Lercariano, con la pretesa arrogante di restituire ai cattolici del XX secolo una liturgia dei primi secoli artificialmente ricostruita, dove, ad es. le parole dell’istituzione della cena del Signore vengono direttamente riprese dalla I Corinzi 11, 23-26, sostituendo quelle che ci erano state consegnate dalla viva Tradizione liturgica, giustificando la cosa con una necessità di maggiore aderenza al dato storico-biblico, e dimenticando che anche la Liturgia è un canale autentico nella Traditio. Oltretutto vi è l’accostamento-riversamento dell’eucaristia nella sacra scrittura, divenute l’una ipostatizzazione dell’altra, ed entrambe ipostatizzazione del “Cristo totale”, sicché si è arrivati ad un’idolatria eucaristico-biblica che ha scalzato qualunque altra presenza di Cristo (non a caso nelle chiese cattoliche odierne tutto è stato abolito o quasi, eccetto che il tabernacolo per l’adorazione eucaristica e parimenti alle chiese nestoriane le chiese cattoliche di recente costruzione sono spoglie, prive di immagini). Per indicare la meditazione biblica tra i cattolici si usa spesso l'espressione "spezzare la Parola", mettendo sullo stesso piano la Fractio panis e la Lectio divina. Così, in forza della cd “presenza reale”, qualunque culto, che non sia quello eucaristico o il nuovo culto biblico, è stato di fatto messo al bando o sminuito fino a perdere di qualunque valore e consistenza. Non è un caso che presso i cattolici l’idolatria eucaristica oggi abbia assunto forme esasperate e deliranti, rispetto a prima delle riforme liturgiche del Vat. II, parimenti all'odierna asfissiante onnipresenza dell'esegesi biblica.

    E’ singolare come, rispetto alle infinità di devozioni scomparse dai Cattolici dopo il Vat. II, quella al “sacro cuore” abbia perdurato trovando addirittura il sostegno di teologi autorevoli per il mondo cattolico quali K. Rahner. Il motivo di tanto fascino verso questa espressione devozionale, da parte di certe correnti teologiche cattoliche, risiede proprio in quella forma di neo-nestorianesimo che ha invaso la contemporanea teologia occidentale e che trova una compatibilità con un devozionalismo dalle identiche istanze teologiche, ovvero quelle della cristologia nestoriana.

    In conclusione, la deriva della cristologia neo-nestoriana, comune a tutta la cristianità occidentale, è la medesima della teologia Bultmanniana che l’ha originata: una totale kenosis della divinità di Cristo, che è stato ridotto al ruolo del “rabbi Ieshua di Nazareth” e messo sullo stesso piano di qualunque filosofo; così anche la fede cristiana, svuotata del suo contenuto soteriologico e misterico, è stata ridotta ad essere un’etica filosofica, al pari dello stoicismo. (In definitiva i deliri dello pseudo-scrittore Dan Brown sono tanto cattolici quanto i "primi venerdì" della visitandina Margherita M. A., ed entrambi compartecipi di effetti altrettanto deleteri).

    A ulteriore riprova di come i cattolici oggi siano divenuti totalmente nestoriani, al di là delle svolte della teologia contemporanea, basta una attenta lettura della “Dichiarazione comune cristologica”, firmata nel 1994 da Giovanni Paolo II e da Mar Dinkha IV patriarca della Chiesa Assira d’Oriente, dove si è aggirato l’ostacolo delle differenze cristologiche accantonando di fatto il Concilio di Efeso del 431, per un riconoscimento reciproco tra le due parti basato su una fumosa e quanto mai ambigua comune professione di fede: «Prescindendo dalle divergenze cristologiche che ci sono state, oggi noi confessiamo uniti la stessa fede nel Figlio di Dio che è diventato uomo perché noi, per mezzo della sua grazia, diventassimo figli di Dio. D'ora in poi, noi desideriamo testimoniare insieme questa fede in Colui che è via, verità e vita, annunciandola nel modo più idoneo agli uomini del nostro tempo e affinché il mondo creda nel Vangelo di salvezza. (...) Vivendo di questa fede e di questi sacramenti, le Chiese cattoliche particolari e le Chiese assire particolari possono, di conseguenza, riconoscersi reciprocamente come Chiese sorelle».

    A questa dichiarazione hanno fatto seguito le dichiarazioni di raggiunta intercomunione (cfr. PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI, ORIENTAMENTI PER L’AMMISSIONE ALL’EUCARISTIA FRA LA CHIESA CALDEA E LA CHIESA ASSIRA DELL’ORIENTE- e AMMISSIONE ALL'EUCARISTIA IN SITUAZIONI DI NECESSITÀ PASTORALE, DISPOSIZIONE FRA LA CHIESA CALDEA E LA CHIESA ASSIRA DELL'ORIENTE – entrambe del 2001).

    Ne consegue che, non avendo la Chiesa Assira d’Oriente mai riconosciuto né il Concilio di Efeso del 431, né il dogma Cristologico Efesino della Theotokos, la Chiesa Cattolica Romana è de facto divenuta nestoriana a tutti gli effetti (con buona pace di tutti!) avendo instaurato ufficialmente comunione sacramentale e di fede con una Chiesa che era e continua ad essere in tutto NESTORIANA! E rinunciando così, Roma antica, anche agli ultimi apparenti residui di Ortodossia che ancora conservava.

    Interessante.... ma cosa c'entrano Bultmann e il Vaticano II con una "devozione " antica di secoli?
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  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Interessante.... ma cosa c'entrano Bultmann e il Vaticano II con una "devozione " antica di secoli?
    In effetti, me lo chiedevo anch'io. Poi comunque volevo ricordare che, a differenza della Chiesa ortodossa che non ha un vero e proprio Magistero almeno "accentrato", nella Chiesa cattolica romana vi è un Magistero, principalmente espresso dal Papa. Per cui, i teologi "cattolici" possono pensarla come meglio credono. A me - come cattolico - interessa il Magistero, che è di opinione contraria a questi .... demitizzatori, ma che, in fondo, è quello che conta. Davvero.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Benvenuto, fratello, dopo questa tua pubblica abiura dell'eresia franco-papista e l'implicito riconoscimento che hai fatto della Chiesa Ortodossa come unica depositaria della Verità, puoi anche darmi del tu

    cmq io do a tutti del tu sui forum
    giusto al Vescovo Silvano no, per rispetto alla sua carica
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  10. #20
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    Interessante.... ma cosa c'entrano Bultmann e il Vaticano II con una "devozione " antica di secoli?
    Per una maggiore comprensione basterebbe rileggere il thred dal primo articolo postato da Xenia. Rileggendo il mio intervento mi sono, invece, reso conto che forse solo chi ha una preparazione teologica accademica può coglierne tutte le sfumature, comprese quelle storiche.

    Per farla breve, la teologia nestoriana fa da filo conduttore sia alla devozione del “sacro cuore”, che separa le due nature del Cristo nella adorazione a Lui dovuta, andando quindi contro il dogma Cristologico di Calcedonia; sia alla teologia Bultmanniana (e alle sue varie correnti anche cattoliche), che separa la figura del “Gesù storico” dal “Cristo glorioso”, separazione (teologicamente parlando) più marcatamente nestoriana.

    La devozione al “sacro cuore” vanta qualche secolo, ma non la si può per questo dire antica. Per di più questo devozionalismo subisce anche diverse variazioni nei contenuti, a seconda dei periodi storici. Certamente essa non è patristica e non rientra all’interno della Tradizione della Chiesa.


    a differenza della Chiesa ortodossa che non ha un vero e proprio Magistero almeno "accentrato", nella Chiesa cattolica romana vi è un Magistero, principalmente espresso dal Papa. Per cui, i teologi "cattolici" possono pensarla come meglio credono. A me - come cattolico - interessa il Magistero, che è di opinione contraria a questi .... demitizzatori, ma che, in fondo, è quello che conta. Davvero.

    Nell’Ortodossia non può esservi un magistero che prescinda dalla Tradizione, la Tradizione è il fulcro di ogni magistero perché essa è il magistero stesso. Non si può dare un magistero diverso dalla Tradizione. Anche nell’Ortodossia si sono avuti e vi sono tuttora teologi che giocano a inventare sistemi teologici paralleli alla Teologia della Chiesa, ma di fatto il loro pensiero non riesce a penetrare e sconvolgere il tessuto ecclesiale, non è riuscito ancora a rompere l’armonia che intercorre tra “lex orandi” e “lex credendi”.

    Mi spiace dirlo, ma purtroppo nel cattolicesimo-romano il cd “metodo storico critico” è di fatto penetrato nelle dinamiche di vita ecclesiale del popolo di Dio, sconvolgendone la vita liturgica e di preghiera. La Lectio divina del giovane cattolico di oggi non ha più il sapore patristico degli ambienti benedettini che l’hanno generata, ma è diventata momento di "masturbazione mentale" per esegeti e pseudo-esegeti… (oggi poi sembra che tutti siano diventati esegeti di colpo…). La vita liturgica è stata totalmente sconvolta. Si pensi che per la prima volta, a distanza di 20 secoli, la Chiesa Cattolica Romana ha tagliato il testo dei salmi nella Liturgia delle Ore, perché avendo abbandonato l’esegesi patristica e fornendo esclusivamente una esegesi “storico critica”, teme (giustamente?) che la lettura dei salmi nel loro testo integrale possa addirittura scandalizzare i fedeli.

    E’ vero, quindi, che i teologi possono pensarla come vogliono, in definitiva il Cattolicesimo Romano odierno si fonda sul magistero pontificio. Però vorrei chiedervi: ad una attenta analisi storica di questo magistero pontificio, non vi siete mai accorti che molto di quello che si predica oggi è "sostanzialmente" differente da quello che si predicava ieri e l’altro ieri, e tutto è e resta piuttosto distante dalla Sancta Traditio della Grande Chiesa e dai Concili ecumenici universalmente riconosciuti?

    Alla luce del brano di Pio XII citato da Xenia, ad es., emerge la rottura con la cristologia di Calcedonia:

    Ora Pio XII ha detto nella sua Enciclica Haurietis aquas del maggio 1956 : "Si sa che la causa per cui la Chiesa ha attribuito un culto di latria al cuore del Divino Redentore è doppia : l'una che si applica anche alle altre membra sacrosante del corpo di Gesù Cristo, si basa sul principio secondo il quale noi sappiamo che il suo cuore, come la parte più nobile della natura umana, è unito ipostaticamente alla persona del verbo divino ; ed è perciò che occorre attribuirgli lo stesso culto di adorazione con cui la Chiesa onora la persona del Figlio di Dio lui stesso incarnato..."
    Ne consegue che i veri cattolici sono certamente quelli obbedienti al magistero, ma sono stati di volta in volta allontanati dalla vera fede dei sette (otto) concili ecumenici.

    Così pure la dichiarazione cristologica comune tra Chiesa Cattolica Romana e Chiesa Assira d’oriente (e la conseguente intercomunione sacramentale), di fatto ha portato i cattolici alla professione di fede nestoriana senza che nemmeno se ne accorgessero.

    A quanti gli scrivevano che: «In virtù dell'infallibilità di Sua Santità i cattolici-romani sono, oggi, i soli cristiani che possano essere sicuri di ciò che credono», dalle colonne della Rassegna portoghese «Critica dei Libri», il padre Convalier rispose loro: «Più obiettivo è, per virtù precisamente di tale infallibilità, il fatto che oggi siete in realtà i soli cristiani... i quali non possono essere sicuri... di ciò che Sua Santità li obbligherà a credere domani».

 

 
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