
Originariamente Scritto da
Catilina
Dall' orgia di liberalismo che esonda da 'sto forum, si ha la conferma che i movimenti politici che affermano di nascere dalla tradizione mazziniana, a Mazzini hanno voltato le spalle, cambiando pelle, archiviando i riferimenti classici mazziniani come l' unione nelle stesse mani di capitale e lavoro.
Tanta ositilità deriva dal fatto che Giuseppe Mazzini è stato tenace e formidabile avversario del marxismo e del liberalismo, del collettivismo e del capitalismo.
La sua opposizone al comunismo fu implacabile, ma non meno radicale fu la sua avversione al nascente capitalismo, che mette a nudo condizioni di insopportabile sfruttamento dell' uomo sull' uomo, che- in nome delle teorie dei "diritti individuali"- realizza odiosi stati di privilegio da una parte e situazioni di estrema miseria e subordinazione dall' altra.
Il pensiero di Mazzini quindi non è riconducibile in nessun modo ad uno schema di liberismo o neoliberalismo.
Il mio Mazzini è il Mazzini a voi sconosciuto, è il Mazzini che ripensa la democrazia criticando il liberalismo ed elaborando idee sociali le più estreme. Ed è a questo Mazzini che va tolto il velo d' oblio, perchè oggi è attuale più che mai.
Il crollo rovinoso del marxismo-leninismo caduto sotto il peso del suo tragico fallimento, l' avvento di una nuova e cinica aristocrazia del denaro che lentamente svuota la democrazia e le sovranità nazionali, ripropongono l' attualità di un uomo che appare come il teorico di una riorganizzazione della società a base democratica, comunitaria, partecipativa.
Di fronte ad un attacco concentrico e senza precedenti dell' individualismo e del capitalismo contro tutti i legami sociali ereditati dalla nostra storia, di fronte al triste tramonto delle caratteristiche dialogiche e partecipative della democrazia, l' idea di democrazia di Giuseppe Mazzini, la sua polemica anticapitalista, antindividualista, contro il liberalismo, rappresentanto una straordinaria risorsa per andare incontro al futuro. Mazzini non fu soltanto un deciso anticomunista, fu anche un convinto antiliberale; e il suo antiliberalismo supera, in estensione e per intensità, il suo anticomunismo.
Se si fosse riflettuto su tutto questo, oggi forse MRE non si troverebbe nelle ambasce in cui si dibatte, perchè avrebbe preso una strada chiara e priva di ambiguità.