Staminali, vescovi europei all'attacco
"Contro la distruzione degli embrioni"
CITTA' DEL VATICANO - "Ribadiamo la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani". Dopo il sì al ritiro della pregiudiziale etica del ministro Fabio Mussi ecco arrivare sull'argomento una nuova presa di posizione dell'Episcopato Europeo. "Ribadiamo - afferma una nota della Comece, l'organismo che li rappresenta - la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani".
Nel prendere posizione sul dibattito in corso nelle sedi comunitarie attorno alla definizione del settimo programma quadro per la ricerca, "i vescovi europei sono in linea con l'invito della Cei e del suo presidente, cardinale Ruini, a rispettare il principio di sussidiarietà", spiega mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e delegato Cei presso la Comece.
Nella nota, il comitato esecutivo Comece riepiloga i temi in discussione e ne ribadisce le implicazioni "etiche e antropologiche fondamentali". Partendo da un emendamento al settimo Programma accolto in commissione Itre, che propone di destinare fondi comuni per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. "Trattare un embrione umano come un soggetto di ricerca non è compatibile con il rispetto della vita umana" dicono i vescovi. Un richiamo destinato al "rispetto dei valori e delle ragioni fondamentali in virtù dei quali alcuni Stati membri vietano o limitano questo tipo di ricerca" nella tutela "dell'inviolabilità della vita e della dignità umana".




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