La conosco molto bene, è un'opera eccezionale, gli occhi del Galata sono di un espressività disarmante: tristezza, smarrimento, accettazione di un destino ignobile, è l'olokausto celtico. Per un Piemontese o un Lombardo guardando in faccia il galata non è difficile riconoscerlo in tante facce che si è abituati a vedere da sempre intorno a se stessi, per questo vien voglia di aiutarlo ad alzarsi e di sostenerlo....
Non volevo buttarla sul separatismo regionale, sinceramente. Comunque è vero che quella è una fisionomia che si ritrova, in tutto o in parte, in molti europei.
Si potrebbe fare una discussione storica sui Galati e la Galazia, ma più consono ad un forum d'argomento artistico forse è approfondire la bella collana che il fiero guerriero porta al collo. Se non erro è quel che i romani chiamarono torques.
Si tratta del tipico collare celtico, i celti infatti non erano incolti rozzi guerrieri, anzi, furono artigiani, artisti e inventarono per primi il concetto di "Pensione completa", insomma un vero sangue imprenditoriale.Originariamente Scritto da Alvise Nutti


Carissimo Luca la foto ti faccio notare c'era già, un commento serviva, un commento!!!!!Originariamente Scritto da Luca
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Personalmente quello che io ho sempre trovato commovente è il volto del guerriero. La piega orgogliosa delle sopracciglia, la fronte corrugata sul naso diritto e fiero, la bocca socchiusa, i capelli ispidi come intrisi di sudore; un misto di orgoglio tenace e di triste rassegnazione.
Copia in gesso della testa del Galata.


Sono d'accordo. E' un ritratto meraviglioso, un omaggio alla fierezza dell'uomo sconfitto, e non la sua mortificazione. E' ancora più significativo se si pensa che è stato realizzato dal "nemico" del guerriero.Originariamente Scritto da Alvise Nutti


La fierezza dello sconfitto mi ricorda molto il Saul di alfieriana memoria ...
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