dal forum del sito ufficiale della rosa nel pugno:
Errori della dirigenza nelle trattative sul governo?
17 May, 2006 | Andreas
Per come sono andate le cose, la Rosa ha subito una bruciante sconfitta. Probabilmente tutta la condotta tenuta non è stata delle più acute.
Il "soggetto" si è esposto gridando ai quattro venti che la Bonino sarebbe andata alla difesa punto e basta. Non erano state previste subordinate. Il fatto è che il soggetto non si trovava in una posizione di forza tale da poter impuntarsi e imporre la propria volontà, come invece hanno potuto fare altri che i senatori ce li hanno (tutti gli altri partitini), e che hanno pure voti fedelissimi che decidono in determinati contesti (Mastella nelle istituzioni della Campania).
La tattica del pretendere 100 per ottenere 50 non ha funzionato, e invece di 50 si è ottenuto 10.
Quando non si sta in posizioni di forza, ma siamo debolissimi, magari è il caso di essere più concilianti e meno spavaldi, perchè tanto sei un cane che abbaia ma non ha i denti per mordere.
Tanto più che, se parti con un profilo basso, senza chiedere la luna, il fatto che poi ottieni il ministero delle politiche comunitarie non appare come una sconfitta.
Ci abbiamo fatto la figura dei cornuti e mazziati.
Per non parlare del fatto che la rivendicazione di Emma sui senatori, così come la collocazione della rosa nel governo (leggi sottosegretari. O almeno io la leggo così), sarà stata pure riportata dai giornali di oggi, ma viene e verrà ovviamente ignorata da Prodi che giustamente, non vuole dare potere a questa mina vagante. E' come "obiezione vostro onore" "obiezione respinta" "sì ma voglio che sia messa a verbale la mia forte obiezione". Sì sì ... va bene Emma... i senatori...
Teniamo poi presente un'altra cosa. Dentro la coalizione si gioca una battaglia fra D'Alema da un lato, Prodi, Rutelli, Veltroni dall'altro. Bisogna decidere da che parte stare. Se sei un cane sciolto non otterrai mai niente.
Infatti, alla fine della fiera, Prodi non se l'è certo sentita di spendersi per un soggetto che non gli ha mai mostrato simpatia, e che ha sempre giocato in proprio, mentre D'Alema "rivuole" i socialisti, strappandoli dalle grinfie radicali. Quindi, essendo soli, (gli unici ad essere soli), l'abbiamo presa in saccoccia. Diliberto ha ottenuto un portafoglio perchè sta con D'Alema. Mastella ha ottenuto quel po' po' di incarico perchè è decisivo in tante cose e si sa muovere con grande abilità fra le parti in causa, giocando a tutto campo. Un piccolo partito, se non ha il grande fiuto politico e la spregiudicatezza di MAstella, deve trovare un'alleanza dentro l'alleanza.
Un giornale riporta il fatto che ieri sera erano riuniti Prodi Bonino D'Alema e Fassino. Davanti alle rimostranze di Emma, PRodi ha proposto di delegarle pure la cooperazione internazionale, sfruttando quindi l'"occcasione bonino" per indebolire D'Alema. Il quale, essendo presente, ha ovviamente asserito che la cooperazione internazionale non si muove dalla sua farnesina. Mi sembra un esempio lampante di come stiano le cose: non siamo neanche capaci di "farci sfruttare".
Altra cosa che depone male riguardo l'eventualità che il "soggetto" diventi un partito.
I rumors della segreteria di ieri sera dicono che radicali e socialisti si sono accapigliati, con i primi pronti a salutare la coalizione e i secondi "conciliatoristi". Pare che quelli che stavano fuori dalla battaglia fossero, non a caso, i diessini Turci e Buglio, che, secondo la loro cultura politica, invocavano l'unità.
Un'ultima cosa: il can can della Rosa nel Pugno su pacs, laicità e tutto il resto, viene completamente annullato in termini di visibilità quando Bertinotti, nel suo bel vestito nuovo e serio da presidente della camera, con il suo fare colto e signorile, si siede sulla poltrona bianca di Vespa e dice che il papa è un retrogado, dell'amore e della carità non capisce niente, i pacs si devono fare, condendo il tutto con un discorso bertinottiano sul comunismo. Insomma, parla delle "cose della Rosa", con fare da grande leader, al pubblico che è più disposto a recepirle, quello di sinistra sinistra, e con linguaggio adeguato.
L'uomo dei diritti divili, agli occhi dell'opinione pubblica, è quel signore educato e intellettuale di Bertinotti.
La Rosa nel Pugno? I soliti radicali casinisti e ottocenteschi...




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