E' vero che in Italia ci si lamenta che i comici non dovrebbero fare politica, ma questa proposta la vedo interessante:
Luciana Littizzetto per “La Stampa”
Vorrei proporre una nuova legge elettorale. Sempre con lo sbarramento. Ma non al 5 per cento, al 7 per cento o al 10 per cento. Con lo sbarramento ai deficienti. Cioè, se uno è scemo non si può candidare. Io per esempio non potrei. Basterebbe fare un semplicissimo test attitudinale.
Prima prova: all'aspirante deputato danno una chiave in mano, poi gli mettono davanti una serratura e un dobermann e se lui prova a infilare la chiave nel dobermann non si può candidare. Seconda prova. Gli si chiede se sa cosa vuol dire far politica. Se risponde che far politica è mediare, battersi anche per piccoli cambiamenti, stare dentro al gioco, sporcarsi le mani, accettare compromessi, a volte calare anche un pochino le braghe per ottenere almeno in parte quello per cui ci si batte, è promosso. Se invece risponde che far politica è non accettare mediazioni e rispondere soltanto alla propria coscienza soggettiva senza curarsi delle conseguenze, d'ufficio viene spedito nel deserto a fare il profeta. Lo si costringe a farsi crescere la pancia e a fare il guru. Lo si porta sul monte Ararat e lo si obbliga a cercare l'Arca di Noè.
Io che son povera di spirito non potrei mai fare politica. Conosco i miei limiti e faccio altro. Il saltimbanco.




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Spero sia uno scherzo. 
