19 Maggio 2006
Mediapolis, un anno dopo

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foto di Anthemic Tangle

La migliore definizione di Wal Mart, la più grande catena di distribuzione del mondo, è: “Wal Mart conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla”. Negli Stati Uniti l’apertura di nuovi supermercati è sempre più contestata. Nei piccoli centri gli effetti economici che producono sono disastrosi, con la scomparsa delle produzioni locali e l’impoverimento del territorio. Uno studio dimostra il raddoppio della richiesta di assistenza pubblica dove si insedia la Wal Mart. I superipermegagigamercati fanno parte del passato, di una concezione preistorica dello sviluppo.

Un anno fa sul blog avevo scritto un post su Mediapolis, un’area commerciale finanziata in parte dalla Regione Piemonte, dall’ottima presidente diessina Bresso (quella della Tav). Che i soldi pubblici (nostre tasse) debbano finanziare un supermercato è una cosa superiore alla mia comprensione. Dovrò farmi aiutare da un esperto e provare a discuterne nel prossimo convegno della Provincia di Torino, a cui forse parteciperò, che si terrà a porte aperte il 30 giugno. Una domanda semplice semplice vorrei però farla alla dipendente Bresso. I soldi per Mediapolis, soldi nostri non suoi, non dovrebbero essere invece impiegati per attività produttive, innovative, per sviluppare le realtà locali, il turismo e preservare le bellezze del Canavese? Tra queste vi è il castello di Masino che in futuro dalla sua balconata permetterà di ammirare l’area commerciale di Mediapolis e lo splendido flusso di tir che la rifornirà.
Pubblico una lettera aperta di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano, a Mercedes Bresso e aspetto una risposta del mitico Porcellini amministratore delegato di mediapolisnonsisachecosasia.
http://www.beppegrillo.it/2006/05/mediapolis_un_a.html