Anch'io ho odiato come Erika
"Cara Erika, non ho mai avuto dubbi che tu fossi implicata nel delitto, non perché sia particolarmente intelligente ma semplicemente perché non so quante volte in passato, durante l'adolescenza, ho pensato di fare cose del genere. Non ci sono mai arrivata, per codardia dirai tu, per autocontrollo penso io. Oggi ho 32 anni, ma il ricordo dei miei stati d'animo di allora è ancora vivo. Ci sono più o meno gli stessi anni di differenza tra me e mio fratello più piccolo. Il più amato, il più seguito perché maschio.
"Mia madre, dopo la sua nascita, si è come dimenticata di me: non mi ha mai accompagnata a scuola, mi aggrediva per qualsiasi mancanza, non era mai soddisfatta dei miei voti, sempre pronta a proteggere suo figlio, tutta dedita a lui. Sono andata avanti; ho represso i miei istinti più sadici, mi sono impegnata. Negli anni ho ottenuto migliori risultati di mio fratello. L'ho superato persino nello stesso sport! Ma non nel cuore di mia madre. Tu purtroppo non hai saputo fare altrettanto, le schegge impazzite della società vanno punite ed è giusto che sia così. Magari vivrai per sempre con l'immagine di tua madre che viene accoltellata. Come io vivo con la mia rabbia repressa.
"Cara Erika, so quanto hai sofferto! Mi pare di vederla tua madre, sempre pronta a riprenderti, come pure ad elogiare tuo fratello. Troppe madri si dimenticano delle loro figlie, future donne che un giorno dovranno affrontare schiere di uomini viziati, deboli, incapaci di essere autosufficienti. Basta che mi guardi attorno per vedere i miei coetanei maschi misogini, egoisti, incapaci di amare.
"La tua storia mi ha fatto ripiombare nel passato, costringendomi a rifare i conti con me stessa. Non so chi di noi due avrà un futuro più sereno, però ti auguro di tutto cuore di riuscire a ricostruirti una vita. Se vuoi scrivimi, io ti ascolterò. A presto".
Melissa
prmavera@yahoo.it
http://www.repubblica.it/online/cron...a/lettera.html




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