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Discussione: I conti sono a posto?

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    Veramente alludevano (e dicevano)ANCHE questo.Quando chi taroccò il Deficit dicendo che era allo 0,8%(mentre era al 3,1,dati eurostat)furono proprio LORO.
    Kingzorc, quella del 3,1% dovrebbe essere una statistica ottenuta perché si è deciso di spostare determinate entrate (una tantum) dall'anno in cui sono state ottenute a quelli successivi. Il divario era minore.
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto
    Kingzorc, quella del 3,1% dovrebbe essere una statistica ottenuta perché si è deciso di spostare determinate entrate (una tantum) dall'anno in cui sono state ottenute a quelli successivi. Il divario era minore.
    Il divario era dell'1.8% prima della revisione delle modalità di calcolo, comunque più del doppio di quanto dichiarato.

  3. #13
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    LE PRIME VALUTAZIONI DEL TESORO: DEFICIT SUI 7 MILIARDI

    Il debutto di Visco: stop al condono e difesa dell’Irap

    Padoa Schioppa fermo sui tagli alla spesa sanitaria
    Basta una tantum ma non si esclude la manovra bis


    19/5/2006 Stefano Lepri





    ROMA. No all’ultimo condono lasciato da Giulio Tremonti, difesa dell’Irap: le prime mosse del nuovo governo in campo fiscale sembrano già tracciate. Vincenzo Visco, viceministro con delega alle Finanze, è già al lavoro. Dovrà ovviamente trattarsi di una decisione collettiva del governo, ma l’intenzione è di non far partire le lettere che inviterebbero lavoratori autonomi e imprese minori a una «programmazione fiscale triennale» (riproposizione del concordato preventivo finora fallito) con l’esca di un nuovo condono per le annate 2003 e 2004.

    Già la Corte dei Conti ha espresso dubbi che quel provvedimento possa fruttare i 2 miliardi di euro desiderati; potrebbe aver successo solo grazie al condono, e Visco (confortato anche da recenti studi dell’Agenzia delle Entrate) resta convinto che l’incasso dei condoni si paghi con un minor gettito dei tributi ordinari poi. In generale, l’orientamento del neo-ministro Tommaso Padoa-Schioppa è contrario a demolire l’eredità del governo precedente; ma questo si presenta come un caso particolare.

    Ripropone un decreto del governo Berlusconi l’anno scorso, infatti, il provvedimento già pronto per escludere i versamenti Irap dal «ravvedimento operoso». In pratica, si tratta di evitare che i contribuenti versino meno del dovuto nell’attesa che l’Irap venga giudicata illegittima dalla Corte di Giustizia europea. La ragione è che la battaglia pare tutt’altro che perduta: con un governo impegnato a dimostrare (come la Corte ha chiesto) che l’Irap incide sulle imprese in modo differente dall’Iva, una sentenza negativa potrebbe essere evitata, risparmiando salti mortali per sostituire un’imposta con 25 miliardi di gettito netto.

    La decisione su una eventuale manovra-bis per correggere i conti pubblici sarà presa «tra un paio di settimane» dichiarava intanto il ministro per lo Sviluppo (ex Attività produttive) Pierluigi Bersani, dopo che il discorso di Romano Prodi al Senato era stato in parte frainteso. I collaboratori del presidente del consiglio spiegano che Prodi ha detto no a «manovre straordinarie» nel senso della finanza creativa, tipo una tantum o espedienti contabili; si faranno invece interventi strutturali «sulle tendenze dei grandi capitoli della spesa pubblica centrale e periferica».

    Secondo le prime valutazioni in corso al ministero dell’Economia, il maggior deficit rispetto a quanto previsto sarebbe di almeno 5 miliardi di euro in più. Ma la correzione lorda dei conti dovrebbe essere più alta perché almeno una parte dei tagli di spesa all’Anas e alle Ferrovie vengono giudicati impraticabili. Si arriverebbe facilmente ai 7 miliardi già suggeriti in via informale dalla Banca centrale europea. Su enti locali e sanità, invece, Padoa-Schioppa potrebbe tener duro, nonostante le grida di dolore di Comuni e Regioni, controllati in maggioranza dal centro-sinistra.

    Tra le lodi al nuovo ministro dell’Economia, nel mondo politico affiora a tratti l’opinione che si tratti di un personaggio di grande competenza e di grande cultura, ma con poca grinta. Si sbagliano, obiettano concordi quelli che hanno lavorato con lui in Banca d’Italia o alla Bce: dietro l’impeccabile cortesia si nasconde una volontà di ferro. Ieri Padoa-Schioppa, dopo aver inviato un messaggio a tutto il personale («la strada da percorrere è ripida», occorrono «compostezza, discrezione, passione civile») ha riunito i due viceministri, ossia Visco (Ds) e Roberto Pinza (Margherita) che si occuperà di risparmio, e i 5 sottosegretari, tra cui ne spicca uno di provenienza non politica, il quarantenne ex banchiere di Goldman Sachs Massimo Tononi.

    Padoa-Schioppa ha confermato ai loro posti il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e il ragioniere generale Mario Canzio. Sarà difficile che per rafforzare la squadra possa attingere alla Banca d’Italia, dove i tre dirigenti a lui più legati, Ignazio Visco, Franco Passacantando e Giovanni Carosio (un tempo soprannominati i «tre gemelli») hanno ricevuto importanti incarichi dal governatore Mario Draghi. Il viceministro Visco avrà come consigliere l’economista Stefano Fassina e intende recuperare Massimo Romano, il dirigente pubblico che Tremonti ha rimosso da capo della Agenzia delle Entrate.

  4. #14
    Repubblica
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    (ASCA) - Roma, 18 mag - Non si pronuncia il neo ministro
    dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa sui conti pubblici.
    Ai giornalisti che lo hanno 'intercettato' al Senato e
    chiedevano notizie sullo stato di salute della finanza
    pubblica, il titolare di Via XX Settembre si e' limitato a
    rispondere: ''Non e' ancora il momento di parlare''.

  5. #15
    Repubblica
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    ROMA (Reuters) - Bisognerà aspettare una quindicina di giorni prima di sapere se lo stato di salute dei conti pubblici imponga la definizione di una manovra di correzione.
    Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, al Senato.
    "Tra un paio di settimane saremo in grado di farci una opinione se sarà necessaria o meno una manovra" aggiuntiva, ha detto il ministro.
    Bersani ha aggiunto che il governo ha iniziato la due diligence sui conti pubblici e che il primo documento importante sarà la presentazione, prima della pausa estiva, del Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef).
    Questa mattina nel suo discorso al Senato per ottenere la fiducia, il presidente del Consiglio Romano Prodi, ha detto che "non vi è più spazio per correzioni affidate a manovre straordinarie" o a "ingegneria finanziaria", ma bisognerà intervenire fin dall'inizio "sulle tendenze dei grandi capitoli della spesa pubblica centrale e periferica".
    Alla domanda se Prodi non avesse escluso una manovra aggiuntiva Bersani ha risposto: "Se possiamo la evitiamo. Il governo preferisce dare una impostazione strutturale".

  6. #16
    Repubblica
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    Tra due settimane ne riparliamo....

  7. #17
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    Veramente lo stato dei conti si conoscerà tra 15 giorni, quindi non so nemmeno di cosa vai farfugliando.

    strano, durante la campagna elettorale quelle galline spennacchiate di Prodi, Fassino e Rutelli hanno rinfacciato più volte a Tremonti che tutto era un disastro... per dire ciò dovevano essere al corrente dello stato dei conti, o no?
    stavano solo facendo moggismo elettorale?
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #18
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    vorrei sapere dall'esimo sign. tolomeo la fonte che ha ispirato il titolo di questo 3d....grazie

  9. #19
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto
    Kingzorc, quella del 3,1% dovrebbe essere una statistica ottenuta perché si è deciso di spostare determinate entrate (una tantum) dall'anno in cui sono state ottenute a quelli successivi. Il divario era minore.
    E' vero,ma considerando i dati antecedenti alla revisione,il "buco" esisteva lostesso,non mi rocordo sinceramente quanto era il deficit prima del ricalcolo,mi pare che invece di 3,1% fosse 2,qualcosa..

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    Veramente alludevano (e dicevano)ANCHE questo.Quando chi taroccò il Deficit dicendo che era allo 0,8%(mentre era al 3,1,dati eurostat)furono proprio LORO.
    Caro Kinzorc . io di questo buco ne ho piene le palle per cui mi sono rivisto l'evoluzione del fabbisogno 2001 consultando i documenti ufficiali e sono addivenuto alla conclusione Che la storia del "buco" come e' rappresentata dagli esponenti del Governo e' un insullto alla verita' , e' un'offesa agli italiani.

    Se avrai la pazienza di leggere quanto segue non potrai che concordarte con me.

    "BUCO"
    Di solito all'on. Visco , Ministro dell'Economia nel 2000 , responsabile dei documenti programmatici per il 2001 , anno in cui la responsabilita' dell'Economia e' passata al ministro Tremonti ( dal CSX al CDX ) si contesta la responsabilita' di avere previsto per il 2001 un deficit di 9,8 miliardi di euro pari allo 0,8% del PIL mentre se si consultano oggi i dati Eurostat lo stesso deficit e' quotato 38,8 mld di euro pari al 3,2% del PIL.
    In pratica si accusa l'on Visco di avere nascosto 29 mld di euro ( 2,4% del PIL ) di extra deficit od occultando le spese , o non prevedendone una copertura reale , o sovrastimando le entrate .
    Ripercorrendo passo passo i documenti di programmazione ( tutti reperibili all'indirizzo http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/A...nti-/index.htm ) sono riuscito a scomporre la differenza nel modo seguente :

    Riclassificazioni secondo direttive Eurostat : 10,544 miliardi di euro ( 0,87% del PIL )
    Affinamenti contabili ISTAT 10,597 mld di euro ( 0,87% del PIL ) ( compresi circa 2,2 miliardi da affinamento dei conti 2000 il cui effetto e' slittato sul 2001)
    Mancata crescita H2 2001 : 5,64 mld di euro ( 0,46 % del PIL )
    Scostamento 2,16 mld di euro ( 0,18% del PIL)
    Totale 28941 ( 2,38% del PIL )

    Considerato che :
    1) riclassificazioni : i principi contabili che le hanno determinate sono stati definiti dall'Eurostat nel corso del 2002 ed in anni successivi
    2) gli "affinamenti" : sono correzioni a consuntivi fatti in precedenza ; non si puo certo pretendere che previsioni fatte ancora prima dei consuntivi "affinati" possano essere piu' accurate di questi.
    Per assurdo se l'on. Visco avesse avuto a disposizione i dati reali 2001 ed anzicche' prevederli li avesse elaborati con gli strumenti informatici ( basi , disaggregazioni , eccetera ) a disposizione l'anno seguente questi dati avrebbero subito gli stessi affinamenti.
    A parita' di strumenti informatici , la precisione delle previsioni non puo' essere migliore di quella dei consuntivi quando entrambi elaborabili con gli stessi strumenti.
    3) effetti dal flop della crescita : alla data di definizione ( dicembre 2000 ) dell'ultimo documento ( Programma di stabilita' ) in cui viene confermata la crescita prevista per il 2001 al 2,9 % , l'on. Visco conosceva questa serie di crescite timestrali sul trimestre omologo dell'anno precedente :
    q4 1999 3,6%
    q1 2000 3,6%
    q2 2000 3,3%
    q3 2000 3,1%
    per cui non penso si possa dire che la crescita prevista fosse un azzardo , tant'e' che ha sostanzialmente tenuto nei primi due trimestri ( q1 2001 = 2,9% , q2 2001 2,3% ) e si e' afflosciata solo nella seconda parte dell'anno ( q3 1,2% , q4 0,7% )
    4) scostamenti residui ( rilevati dal primo consuntivo ) : e' l'unica parte del "buco" che , pur con i limiti riconosciuti nello stesso documento che li espone , puo' essere considerata imprecisione di programmazione.

    Pertanto parlare di "BUCO" di 29 miliardi ed adossarne la responsabilita all'on.Visco e' almeno ingeneroso e rasenta una certa interessata cattiva fede.

    E' invece corretto che il fabbisogno del 2002 ( realizzato dal CDX ) pari a -2,95% = -2,7% ( ufficiale ) - ,25% ( incassi del lotto e cartolarizzazioni slittati da 2001 a 2002 ) venga paragonato al -3,2% del 2001 in quanto prodotti con gli stessi principi contabili e determinati con la stessa precisione.

    Di seguito i vari passi , tutti documentati da documenti ufficiali del Ministero dell' Economia , che hanno fatto lievitare il fabbisogno 2001 dallo 0,8% previsto nel 2000 al 3,2% oggi documentato da Eurostat.



    EVOLUZIONE DEL "BUCO" : dal 2000 al 2005

    -0,80 % = 9,800 mld --- xx-dic-00 --- PROGRAMMA DI STABILITA' DELL'ITALIA 2000
    e' l'ultimo documento programmatico lasciato dal Governo di CSX ( on VISCO ) , prevede anche una crescita del 2,9%

    -1,89 % = 45000 mld lire = 23,241 mld euro --- 11-lug-01 --- on. TREMONTI AL TGI ( stima RAGIONERIA )
    -2,60 % = 62000 mld lire = 32,020 mld euro --- 11-lug-01 --- on. TREMONTI AL TGI ( stima BANCA d'ITALIA )
    L'on.Tremonti , agitatissimo , accusa per la prima volta la sx del BUCO : la sua convinzione si basa sul fatto che il fabbisogno di cassa e' molto piu' alto di quello di competenza.

    -1,89 % = 23,241 mld --- 14-lug-01 --- D.P.E.F. 2002 - 2006
    L'on.Tremonti emette il D.P.E.F. sulla base della stima piu' bassa del buco , con un preambolo sulla divergenza del fabbisogno di cassa e di competenza e stimando che alcune spese e sgravi fiscali di competenza 2001 non siano coperti per 25700 mld lire ( 13,3 mld euro dei 13,441 di differenza) ( pagine 7 - 11 e 17 del documento )

    -1,14 % = 13,944 mld --- 27-set-01 --- RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ( RPP ) - RELAZIONE PER IL 2002.
    Questo documento e' molto importante : l'innalzamento del deficit nel DPEF ad 1,9% ( 45000 mld di lire 23241 mld euro) e' ridotto al 1,14% ( 27000 mld di lire 13944 mld euro ) : la differenza di 4,144 mld ( 9,297 mld sono spariti ) non e' piu' dovuta a MANCATA COPERTURA bensi' a ( pagina 45 del documento ) :
    1) crescita spesa sanitaria maggiore dell'ipotizzata
    2) maggiore costo del servizio del debito anche in relazione al maggior fabbisogno dei primi mesi
    3) minore efficacia nel contenimento della spesa di acquisto di beni e servizi.
    4) ritardo nella vendita degli immobili
    ma grazie all'introduzione del monitoraggio della spesa , al patto di stabilita' interno con le Regioni , allo snellimento delle procedure per vendere gli immobili unitamente ad una insperata riduzione dei tassi (-0,4% ) il ministro Tremonti si sente di impegnarsi per un fabbisogno di 27000 miliardi di lire ( 13,944 mld di euro pari al -1,14% sul PIL )
    Notare che siamo a soli 4,1 mld eccedenti l'obiettivo del ministro Visco , attribuiti inefficienze nei primi mesi dell'anno.
    ( pagine 44 - 46 del documento )

    -1,10 % = 13,455 mld --- xx-nov-01 --- PROGRAMMA DI STABILITA' DELL'ITALIA 2001
    L'1,1%& e' confermato nel Patto di Stabilita' dell'Italia ( pagine 9 - 10 del documento )

    -1,45 % = 17,600 mld --- xx-apr-02? --- RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELL'ECONOMIA NELL'ANNO PREC... ( RELAZIONE 2001 ed AGGIORNAMENTO 2002 )
    Si tratta di un consuntivo ISTAT.
    Il ministro Tremonti fa certe considerazioni per commentare lo scostamento. Vorrei farne un'altra : il crollo della crescita negli ultimi due trimestri ( q1:2,9% , q2 : 2,3% , q3 : 1,7% , q4 : 0,7% ) ha ridotto la crescita dal 2,9% previsto da Visco all'1,8% comportando un minore gettito fiscale pari a ,47% punti di PIL ( -1,1% X 42,4% ( = pressione fiscale ))
    Cio giustificherebbe 5,6 mld dei 7,8 mld di differenza.
    Quindi all'on. Visco si potrebbe al massimo rimproverare di essere stato troppo ottimista sulla stima della crescita ( anche se l'andamento dei primi due trimestri parrebe escluderlo ) e non di avere lasciato alcune spese senza copertura .
    Questo preconsuntivo ISTAT ridimensiona quindi il "BUCO" da 13,4 mld a 7,8 mld (dicui 5,6 imputabili alla frenata dell'economia.non prevedibile in base ai dati di cresita t/t-4 noti all'on. Visco e peraltro confermata nel I trimestre cresciuto del 2,9% sul I trimestre 2000) ma sopratutto dissipa ogni dubbio sulla MANCATA COPERTURA evocata nel DPEF 2002 - 2006.( pagine 34 - 37 del documento )

    -1,63 % = 38471 mld lire 19,869 mld euro --- 24-mag-02 --- ( RGE ) RELAZIONE GEN. SULLA SIT. EC. DEL PAESE 2001( vecchie regole )
    Questo e' il consuntivo ISTAT prima dell'applicazione delle regole del SEC95 (pag I- 105 del documento - in lire )
    C'e' un ulteriore lievitazione di 2,269 mld ( circa lo 0,18% ) attribuiti dal ministro Tremonti allo slittamento sul 2001 di un extra deficit 2000 ( affinamento ISTAT ) e all'accelerazione degli investimenti in cofinanziamento coi fondi europei.
    Mi pare ancora che cio' non possa essere attribuito all'on Visco.
    ( pagine I-84 - I-86 ed I-105 del documento )

    -2,20 % = 26,798 mld --- 24-mag-02 --- ( RGE ) RELAZIONE GEN. SULLA SIT. EC. DEL PAESE 2001( nuove regole ) ( stesso documento concettualmente spaccato in due )
    L'ulteriore peggioramento di 6,929 mld e' dovuto all'applicazione di SEC95 ed EurostatII deciso da Eurostat il 3 luglio p.v. ( e' bizzarro che un documento citi un fatto POSTERIORE alla data dells sua pubblicazione ma e' proprio cosi - pag I - 84 ).Questa decisione non ha permesso di contabilizzare a riduzione dell' indebitamento netto :
    a) le cartolarizzazioni delle entrate future del lotto : 2,996 mld
    b) le cartolarizzazioni di alcuni immobili : 3,794 mld
    c) altro 0,139 mld
    L'on. Visco non poteva immaginare due anni prima una tale direttiva contabile ( tra l'altro l'on.Tremonti stesso , ad inizio maggio , era convinto che queste cartolarizzazioni fossero contabilizzabili a riduzione dell'indebitamento nel 2001 )
    ( ancora pagine I-84 - I-86 ed I-105 del documento )

    -2,20 % = 26798 mld --- 05-lug-02 --- D.P.E.F. 2003 - 2006
    questo documento conferma l'indebitamento netto della relazione precedente ma in esso viene anche detto che ( pagina 18 ) :
    a) i 3,0 miliardi del lotto non contabilizzati nel 2001 lo saranno nel 2002-3-4 ( 1 miliardo / anno )
    b) 3,7 miliardi degli immobili non contabilizzati nel 2001 lo saranno : 2,0 miliardi nel 2002 ed il resto nel 2003.
    Questo e' importante perche' il disavanzo 2002 godra' di un miglioramento di un quarto di punto percentuale.( 3,0 mld )
    ( pagine 16 - 18 del documento )

    -2,20 % = 26,798 mld --- 30-set-02 --- RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ( RPP ) ( RELAZIONE PER IL 2003 )
    -2,20 % = 26,798 mld --- xx-nov-02 --- PROGRAMMA DI STABILITA' DELL'ITALIA 2002

    entrambi i documenti confermano il 2.20% di deficit

    -2,65 % = 32,229 mld --- xx-apr-03? --- RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELL'ECONOMIA NELL'ANNO PREC...
    ( RELAZIONE 2002 ed AGGIORNAMENTO 2003 )
    La differenza di 5,431 mld e' da attribuire alla revisione di routine che fa l'ISTAT : la differenza non trascurabile dello 0,45% ( 5,431 mld ) deriva dall'aggiornamento della base informatica ed ad un affinamento nella classificazione e valutazione di alcuni aggregati :
    Lo split dei 5,4 mld e' il seguente :
    a) spesa sanitaria 1,8 mld di cui 60% attribuibile all'aggiornamento della base informatica.
    b) prelievo fiscale 0,9 mld
    c) Conto dello Stato 2,4 miliardi
    d) maggori interessi sui buoni postali 0,6 mld
    e)lo split dato dal documento non quadra per - 269 milioni
    L'on. Visco , tre anni prima , aveva lavorato su dati ISTAT non cosi' raffinati pervenendo ad una previsione che scontava la maggiore grossolanita' dei dati.D'altra parte questa correzione era sfuggita all'ISTAT stessa l'anno precedente nella determinazione del risultato 2001.
    ( pagine 66 e 67 del documento )

    -2,64 % = 32,229 mld --- 18-apr-03 --- ( RGE ) RELAZIONE GEN. SULLA SIT. EC. DEL PAESE 2002
    solo la percentuale e' un poco minore perche e' stato considerato un PIL leggermente maggiore ( 1220.147 mld contro 1216,600 )

    -2,65 % = 32,300 mld --- xx-apr-04? --- RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELL'ECONOMIA NELL'ANNO PREC...
    ( RELAZIONE 2003 ed AGGIORNAMENTO 2004 )
    come sopra ( con arrotondamento )

    -2,65 % = 32,262 mld --- 00-mag-04 --- ( RGE ) RELAZIONE GEN. SULLA SIT. EC. DEL PAESE 2003
    come sopra ( con arrotondamento )
    Curiosa la data 00 maggio.ma e' proprio cosi'.

    -3,18 % = 38,741 mld --- 20-mag-05 --- ( RGE ) RELAZIONE GEN. SULLA SIT. EC. DEL PAESE 2004
    dei 6,512 mld di differenza rispetto ad RGE 2002 6,393 mld derivano da ( tra parentesi stessa correzione per 2002 e 2003 )
    a) trasferimenti a ferrovie da considerare a fronte dell'indebitamento 3,615 mld ( 4,078 mld , 3,934 mld ( riclassificazione )
    b) anticipi delle Banche su F24 ( riscossione imposte ) solo nel 2003 2,691 mld ( riclassificazione )
    c) trasferimenti alle imprese piu' dettagliate 1,995 mld ( 1,135 mld , 0,843 mld ) ( affinamento )
    d ) contabilizzazione di crediti d'imposta alle imprese 0,783 mld ( 0,672 mld , 0,429 mld ) ( affinamento )
    totale 2001 : 6,393 mld , 2002 : 5,885 mld , 2003 : 7,897 mld
    Anche in questo caso non vedo responsabilita' dell'on. Visco ( riclassificazioni ed affinamenti effettuati quattro anni dopo ) per il 2001 ne' per l'on. Tremonti per gli anni successivi.
    ( pagine I - 74 , I - 75 ed I - 150 )
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

 

 
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