Caro Silvio Berlusconi, pur non essendo esattamente un suo elettore non nascondo di averla ammirata in più occasioni per la sua coraggiosa opposizione al comune nemico; nella vita si può sempre fare un pezzo di strada assieme e se la stessa vis pugnandi fosse stata mostrata anche dai suoi infami alleati - cui non riconosco alcuna dignità, se non forse alla Lega - oggi io non sentirei il bisogno di scrivere queste righe e lei potrebbe occupare meglio il suo prezioso tempo. Oddio, non che lo abbia sempre impiegato in maniera esemplare ed ammirevole, ma non è questo il punto e comunque il discorso ci porterebbe troppo lontano. Lungi da me l'idea di tentare una pallida analisi dell'ultimo risultato elettorale (siamo fuori tempo massimo e comunque non è andata poi così male) vorrei portare la sua attenzione su un aspetto assai più modesto sebbene rilevante. Lei ci parla dei nostri avversari politici come mostri generati da un odio atavico perpetuato per anni ed anni nei nostri confronti e nei suoi in particolare. E' così, indubbiamente, la sinistra si nutre e si rigenere con l'odio e traballa quando deve trasmettere valori. Ma da dove nasce questo odio? Ci potranno essere indubbiamente molti validi motivi per averla in antipatia, caro Silvio, e per non condividere le sue battaglie, spesso astruse e insignificanti quando non addirittura sgradite ai suoi stessi elettori e simpatizzanti. Ma molta gente, mi creda, la odia senza sapere il perché, senza chiederselo più che altro. Una verità incontestabile, un dogma inconfutabile tra i tanti, un po' come il mito della resistenza, i rigori della juve (sic), i libri di Umberto Eco o i film di Nanni Moretti. Ora, a me sembra che buona parte di questo odio lei se lo sia coltivato in casa, tra le sue tanto vituperate reti televisive che, tra un Fede e l'altro, pullulano maledettamente di sfigati e ex sessantottini. Tanta liberalità non le è stata riconosciuta (tra l'altro il compagno Bertinotti gliele ha già promesse, bella riconoscenza), né mai le verrà dato credito di aver concesso vast spazi - poi occupati e infine intasati - alla sinistra praticamente ad ogni ora e in ogni circostanza, dall'informazione alla (mono)satira alla fiction (ieri sera per evitare Moggi & Co. mi sono dovuto sorbire Questa è la mia terra, manco la vecchia Littoria lasciano in pace 'sti pezzenti di professione). Ha mai provato a dare un'occhiata su Rai3 o La7? Personaggi e palinsesti non mutano da anni, articolati attorno a contenuti e messaggi che non serve spiegare. Sul cartaceo se la cava meglio, è vero, leggendo il suo Giornale si ha meno occasione di essere bastonati a domicilio, ma è solo perché le truppe della sinistra non riescono a coprire gli imponenti spazi a disposizione (Corsera, Repubblica, Stampa, probabilmente anche Dylan Dog, mi dicono...). Nessuna lista di proscrizione, nessuna epurazione, per carità. Ma pensi anche a noi di destra ogni tanto, perché anni di cattedre negate, editori ostili, finanziamenti inaccessibili, produzioni impraticabili e porte sistematicamente chiuse all'uopo ci hanno fatti a pezzi nel tempo. Altrimenti le foibe resteranno cavità carsiche e Katyn un terzino polacco (non era Kozminski?). Altro che buoni e cattivi, caro il mio Silvio, a dividerci ci ha già pensato la nostra Costituzione tanti anni fa. Ma già Dostojevski diceva che all'amore per l'universo spesso si accompagna l'odio per il vicino. Magari si sbagliava ed io con lui.
Saluti, faccia il bravo
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