............ E' assolutamente normale.......... Sono rottami della prima repubblica ..........Originariamente Scritto da destracristiana
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............ E' assolutamente normale.......... Sono rottami della prima repubblica ..........Originariamente Scritto da destracristiana
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Ma scusami questo è falsare le elezioni. Anche se il centrodestra avesse vinto al senato pure nel colleguio estero, l'Unione avrebbe avuto maggioranza grazie a questi vecchiacci. Capite benissimo che ci si può incazzare...e l'avreste fatto anche voi.Originariamente Scritto da bohemiankiller
Brunik si sarebbe incatenato nudo fuori dal Senato..


A proposito anche Berlusconi è piuttosto anziano. E poi non va nemmeno in bicicletta ne partecipa alle maratone. Se aggiungiamo che non scopa più dai tempi del tumore alla prostata...cos' si sfoga a rompere i maroni a noi. Tra cinque anni avrà la stessa età dei senatori a vita e per quello che ha fatto + più probabile per lui il carcere a vita che non fare il senatore a vita.


Originariamente Scritto da destracristiana
questo è chiacchiericcio da Bar sport........chi mi dice o chi ti dice che non avrebbero votato con la maggioranza....in ogni modo a prescindere da chi avesse vinto???
o avete anche la certezza della loro intenzioni???
a me risulta(ditemi se sbaglio non ne sono sicuro) che al momento i senatori a vita non sono risultati determinanti per la fiducia ............ e che comunque hanno votato per la pèarte che aveva una seppur risicata maggioranza


Come mai non avete protestato qunado Gianni Agnelli votò la fuducia a Berlusca?Originariamente Scritto da destracristiana
In ogni caso a differenza della Cdl del 1994 l'Unione ha avuto la maggioranza anche senza i senatori a vita. Questo dimostra quanto siano strumentali le vostre menate. Ricordo che il senato è stato eletto in base a una legge che avrebbe dovuto favorire la destra, e che la destra ebbe nel 2001 il 42% al senato. Voi siete curiosi le cose che valgono per gli altri non valgono per voi!


Se al Senato il computo totale dei 315 (309 italiani e 6 esteri) avesse visto in vantaggio il cdx si sarebbe rivotato.Originariamente Scritto da destracristiana
Altre soluzioni, cioè far nascere un governo di csx ugualmente solo con l'appoggio DETERMINANTE dei senatori a vita sarebbe stato uno strappo alle regole non accettabile.
L'avatar raffigura Andrea Costa, il primo italiano che ebbe l'onore di portare l'Idea Socialista in Parlamento.


La questione dei fischi ai senatori a vita rende nota una dura realtà: l'inesistenza di una vera e propria cultura istituzionale di governo da parte del centrodestra. Mi sembra una cosa logica che tutti e sette i senatori a vita abbiano votato la fiducia, compresa gente come Andreotti e Pininfarina. I senatori nominati dal presidente dovrebbero comunque vada legittimare una maggioranza che comunque l'Italia ha premiato. Guardate che i sette si saranno messi tutti d'accordo sul fare ciò. Perlopiù, anche se è stupido fare un ragionamento del genere, se io venissi nominato senatore a vita darei la fiducia ad un governo di centrodestra.
Livio


Moralismo banana. Fate come dici e non come faccio.
Nel 1994 Berlusconi non aveva la maggioranza al Senato. Eppure passò. Lo votarono 3 senatori a vita + qualche acquisto dell'ultima ora.
Tuttavia, qualche riflessione di principio su poteri e doveri dei senatori a vita, Gaetano Gifuni la concede.
La sua lunga esperienza di alto funzionario e segretario generale del Senato (17 anni) e di segretario generale del Quirinale (14 anni, con funzioni onorarie oggi) lo rendono un testimone autorevole delle prassi repubblicane. Che non giudica affatto stravolte dal voto di fiducia al governo di Romano Prodi, voto definito «profondamente immorale» da un Silvio Berlusconi all'attacco.
«È un punto costituzionale nitido e preciso, in dottrina non se ne discute neppure», spiega. Vale a dire che nessuno può seriamente pensare che i titolari del laticlavio d'onore (e tra di loro pure i senatori a vita «di diritto», in quanto ex presidenti) godano di prerogative «in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo attenuate», rispetto a quelle attribuite dalla Carta costituzionale agli eletti dal popolo.
«Mai, dal 1948 ad oggi, questo problema è stato posto. Mai qualcuno ha messo in dubbio che potessero o non potessero votare per la nascita di un esecutivo, oppure per leggi diverse. Mai si è preteso che la loro fosse una presenza "sterilizzata" e platonica, come se dovessero esser sottoposti al vincolo di non confondersi con la politica. Hanno sempre votato tutti e su tutto ciò che poteva sembrare loro importante. Scegliendo secondo i propri orientamenti e in qualche caso anche indipendentemente dalla loro adesione alla maggioranza del momento».
L'esempio forse più assiduo di attenzione, presenza e interventi al Senato rimanda al repubblicano Leo Valiani. Ma anche il critico letterario Carlo Bo, il filosofo Norberto Bobbio e tanti altri, procedendo a ritroso nella storia di Palazzo Madama, hanno voluto esercitare pienamente e senza alcuna remora il ruolo affidato loro motu proprio dai capi dello Stato.
«Ruolo che a volte si è rivelato decisivo», rievoca Gifuni. Come dodici anni fa, il 18 maggio '94, quando proprio tre senatori a vita consentirono la nascita del primo, e assai gracile, governo Berlusconi: Agnelli, Cossiga e Leone si espressero per il sì; Andreotti, De Martino e Valiani optarono per il no; Spadolini e Taviani si astennero in Aula (il che, al Senato, vale alla stregua di un voto contrario); Bo, Fanfani e Bobbio furono registrati come «assenti».
I senatori a vita, quel giorno, erano 11 anche per effetto di una lettura estensiva della norma che regola questa materia. Uno scatto in avanti compiuto prima da Pertini e poi da Cossiga, interpretando che il tetto di cinque nomine ad honorem si riferisse a ciascun capo dello Stato e non fosse invece il limite massimo di «presenze» contemplato dalla Costituzione. Un passo indietro, nel senso di ancorarsi alla prassi precedente, lo annunciarono e lo compirono Scalfaro e Ciampi. «Del resto — conclude Gifuni — basta fare due conti. Se ogni inquilino del Colle nominasse cinque senatori, questi, insieme ai presidenti emeriti che senatori lo sono ex lege, potrebbero lievitare a un numero parecchio elevato. Tanto da poter magari formare (di fatto) un influente gruppo a sé. Però, quelli che ci sono ora, li si lasci almeno esercitare in libertà il loro diritto- dovere».
Corriere di oggi


Cossiga invita l'ex premier a fare un passo indietro nel tempo, nel giorno in cui "il governo Berlusconi ottenne la fiducia per un solo voto, a garantirla tre senatori a vita: Giovanni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone. Nessuna accusa di 'immoralita ci fu rivolta allora nè dalla sinistra nè...Da te!".
Bel capolavoro dell'Innominato! In un colpo solo si innimica tutti i senatori a vita, compresi Andreotti (non era il loro candidato alla presidenza del senato?) Cossiga (non era con loro?) e Ciampi (non erano per il suo rinnovo per un altro settennato?).
Concludo con una frase dedicata all'innominato, tratta dal Cantico dei Cantici: "questa è l'invidia che ti fa parlare perchè sei stitico e non puoi cagare"


Originariamente Scritto da Liberale
Ma per cortesia! Quel presidente ha vissuto tangentopoli, la mafia, il nuovo schema politico! Le tue parole hanno dell'incredibile.