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  1. #1
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    Predefinito Intervista della Sbarbati al Corriere della Sera

    Titolo del giornale:
    Sbarbati: ingenua a credere a Romano.Aveva ragione La Malfa,mi dimetterò.

    «Ho sbagliato tutto. Tutto. Mi sono fidata di Romano: pensavo fosse un amico, invece ci ha tradito. A 60 anni è difficile ammettere di essere stata un'ingenuotta. Ma è così. Ora posso solo dire: ho fallito. E rassegnare le mie dimissioni in consiglio nazionale».
    Il bersaglio principale della rabbia di Luciana Sbarbati si chiama Romano Prodi. È il premier, per la leader dei Repubblicani europei, il «vero colpevole della nostra esclusione dal governo». Lui, «che non ha avuto neppure il coraggio di guardarmi negli occhi e dirmi: Luciana, sono tra due fuochi, devo escludervi. No, ha fatto finta di niente, si è nascosto, si è negato persino al telefono. Mandava avanti Ricky Levi. Insomma, non ha salvato neppure la buona educazione, tra noi. È il crollo di un sogno. E di un'amicizia».

    Scusi, Sbarbati, cominciamo dall'inizio. C'è stato un tempo non troppo lontano in cui lei era tra i più fidati collaboratori di Prodi. Basta pensare alla convention al PalaLottomatica, a Roma. Sedeva a tutti vertici dei leader, nelle foto ufficiali...

    «E lo dite a me? A pensarci mi tremano ancora le vene dei polsi. In questi anni sono stata sempre presente. Con Romano ci conosciamo dal '94. Sono stata a casa sua a Bologna e a Bruxelles. E poi a tutte le iniziative ufficiali, ai vertici, alle riunioni. Mai avrei pensato che la mia storia potesse essere così mortificata. E sia chiaro: il mio non è un pianto per una poltrona. Io contesto il sistema».
    Ma cosa è successo, secondo lei?

    «Posso solo dire che a vederli al Senato mentre chiedevano la fiducia mi è passata davanti la storia degli ultimi undici anni della mia vita. Io, che mi sono battuta per tenere i Repubblicani nel centrosinistra, e che in questo ho avuto Giorgio La Malfa contro, oggi so che lui aveva visto giusto».
    La Malfa ?
    «Sì, con umiltà devo ammettere che Giorgio aveva ragione. Faceva un'analisi esatta quando diceva che i repubblicani nel centrosinistra possono starci solo a patto di morire».
    Quindi adesso intende passare col Polo?
    «No, mai. Voteremo la fiducia perché abbiamo avuto un mandato dai nostri elettori. Ma saremo vigili».
    La causa della vostra esclusione?
    «L'esistenza di un patto di potere a due: Ds e Dl. Rutelli lo aveva detto al seminario di San Martino del Campo: non vi vogliamo nell'Ulivo. È stato di parola».
    E Prodi non vi ha difesi?
    «Macché. Ha detto qualche parola, ma poi ci ha mollati. Per farmi ricevere da lui, dieci giorni fa, ho dovuto mandargli un telegramma. Ma sono stata fedele fino all'ultimo. Anche quando dovevo firmare la lista dell'Ulivo al Senato e ho scoperto che non potevo firmare - io cofondatore - perché era stata fatta un'associazione diversa».
    Perché ce l'avevano tanto con lei?
    «Perché davo fastidio. Io donna libera, autonoma, non gestibile. Ero il terzo incomodo. E dire che Romano l'ho sempre difeso, anche a costo di sacrifici personali. Sono andata a votare la fiducia a D'Alema con dodici fratture e la febbre a causa di un incidente grave. E anche quando avevo problemi familiari, non mi sono mai risparmiata. Ma lui, Romano, non ha capito niente. E ha lasciato che ci escludessero, giorno dopo giorno».
    E adesso?
    «Adesso aspetto solo di incontrarlo, Romano. Potete immaginare cosa succederà: la mia voce è bella tonante».

    Angela Frenda tratto dal Corriere 20 maggio 2006
    omar proietti

  2. #2
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    Che noia.

    Che noia le lamentele sulla fiducia tradita, quando si sa che in politica le amicizie non esistono, e come se non ci fosse stato l'esempio delle elezioni regionali, quando, nonostante la sbandierata amicizia con Prodi, nessun esponente dell'MRE fu inserito nei listini regionali. Queste cose alla Sbarbati erano state dette.

    Che noia la ragione data a Giorgio La Malfa. Non esiste alcuna specifica preclusione nei confronti dei repubblicani, a mio parere. C'è da chiedersi, piuttosto, come mai tutti sembrino avercela proprio con i repubblicani e solo con i repubblicani. Come mai il PSDI, che ancora uno o due anni fa si presentava con il centrodestra, che non ha europarlamentari, una volta passato con il centrosinistra stringe con facilità accordi con tutti mentre per i repubblicani tutto sembra essere tanto difficile? Semplice: perché il PSDI non se la tira, non pretende, non sbraita. Ha preso più voti dell'MRE ma non fa casini. Se c'è da presentarsi alle elezioni si presenta, mette in campo i suoi candidati, cerca di farli eleggere; se va bene bene, altrimenti pazienza. Non è che pretenda di avere ministeri senza voti o di far eleggere i propri candidati con i voti altrui.

    Che noia la retorica su "io donna autonoma, libera, non gestibile, terzo incomodo, che dà fastidio". La Sbarbati tutto ha giocato, tranne un ruolo politico autonomo negli ultimi due anni e non è alla sua "indipendenza" che è dovuta la sua esclusione.

    Che noia anche la retorica sull'Ulivo "patto di potere" tra DS e Margherita. Siccome l'MRE ne è stato escluso diventa un "patto di potere"? E quando ne fu escluso Di Pietro, per esempio, ma l'MRE era dentro, non era un "patto di potere"? E, parlando di "patti di potere", l'MRE non è forse gestito in base ad un "patto di potere" che aggrega una cricca autoreferenziale?

    Basta con questa poltichetta, per cui tutto va bene quando si riceve l'osso e tutto va male quando l'osso ci viene sottratto.

    La sola buona notizia è che la Sbarbati si presenterà dimissionaria.

    L'MRE farebbe buona cosa ad accettare le dimissioni.

  3. #3
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    La politica non è una questione di fiducia in Tizio, di sfiducia in Caio o di simpatia per Sempronio.

    La politica si fa sulle idee e sull'organizzazione, non sulla fiducia e la sfiducia, la simpatia e l'antipatia, la rabbia o il risentimento. Su questo si costruiscono, talvolta, le carriere, non un progetto politico.

    Un progetto politico non diventa m**** se fino al giorno prima è stato finissimo cacao solo perché non se n'è ottenuto quel che si desiderava per sé; la bontà di un progetto politico va valutata sui suoi presupposti e sulle sue prospettive politiche.

    Questa che emerge dall'intervista della Sbarbati è una visione della politica da tinello.

  4. #4
    Quin igitur expergiscimini?
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    La chiave di tutto sono quei 51.000 voti pari allo 0,14%,
    Non ci sono linee politiche che tengano, se si conta elettoralmente così poco.
    Lucio Sergio Catilina

  5. #5
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus
    non pretende, non sbraita . . .
    Infatti è vergognosissimo l'atteggiamento che stiamo tenendo.

  6. #6
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus
    La politica non è una questione di fiducia in Tizio, di sfiducia in Caio o di simpatia per Sempronio.

    La politica è questione si fa sulle idee e sull'organizzazione, non sulla fiducia e la sfiducia, la simpatia e l'antipatia, la rabbia o il risentimento.
    Certamente.
    Come credo abbia scritto "Ciceruacchio" da qualche parte, se non si ottengono poltrone per pochezza di consensi, la politica la si può fare anche all'impiedi.

  7. #7
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus
    Che noia.

    Che noia le lamentele sulla fiducia tradita, quando si sa che in politica le amicizie non esistono, e come se non ci fosse stato l'esempio delle elezioni regionali, quando, nonostante la sbandierata amicizia con Prodi, nessun esponente dell'MRE fu inserito nei listini regionali. Queste cose alla Sbarbati erano state dette.

    Che noia la ragione data a Giorgio La Malfa. Non esiste alcuna specifica preclusione nei confronti dei repubblicani, a mio parere. C'è da chiedersi, piuttosto, come mai tutti sembrino avercela proprio con i repubblicani e solo con i repubblicani. Come mai il PSDI, che ancora uno o due anni fa si presentava con il centrodestra, che non ha europarlamentari, una volta passato con il centrosinistra stringe con facilità accordi con tutti mentre per i repubblicani tutto sembra essere tanto difficile? Semplice: perché il PSDI non se la tira, non pretende, non sbraita. Ha preso più voti dell'MRE ma non fa casini. Se c'è da presentarsi alle elezioni si presenta, mette in campo i suoi candidati, cerca di farli eleggere; se va bene bene, altrimenti pazienza. Non è che pretenda di avere ministeri senza voti o di far eleggere i propri candidati con i voti altrui.

    Che noia la retorica su "io donna autonoma, libera, non gestibile, terzo incomodo, che dà fastidio". La Sbarbati tutto ha giocato, tranne un ruolo politico autonomo negli ultimi due anni e non è alla sua "indipendenza" che è dovuta la sua esclusione.

    Che noia anche la retorica sull'Ulivo "patto di potere" tra DS e Margherita. Siccome l'MRE ne è stato escluso diventa un "patto di potere"? E quando ne fu escluso Di Pietro, per esempio, ma l'MRE era dentro, non era un "patto di potere"?

    La sola buona notizia è che la Sbarbati si presenterà dimissionaria.

    L'MRE farebbe buona cosa ad accettare le dimissioni.

    nulla da aggiungere se non che jan è sempre più bravo

  8. #8
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    HO LETTO L'iNTERVISTA SUL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI. COMPRENDO L'AMAREZZA DI LUCIANA MA NON BISOGNA MOLLARE.
    AVANTI TUTTA ALLA "Torquemada" SNIDARE - SNODARE - SNUDARE!!!!!
    APPOGGIO ESTERNO E PRIMA O POI ALLA PRIMA DEFAIANCE GOVERNATIVA - ECCOCI.

    TIRIAMO FUORI GLI ATTRIBUTI CHE ANCHE NOI GLI ABBIAMO E TANTI!!!
    Coraggio.
    Ciceruacchio

  9. #9
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    La Sbarbati era stata avvertita più volte sull'esito nefasto a cui avrebbero inevitabilmente condotto determinate scelte, ma i suoi consigliori e lo stuolo di entusiasti plaudenti e scodinzolanti hanno sempre negato l'evidenza presi da smania di onnipotenza, da velleità di grandi statisti. Chi ha tentato, come il sottoscritto, di dipingere uno scenario più problematico è stato accusato di disfattismo (manco fossimo nel PCI!) e di remare contro la direzione.
    Sentir parlare ora di appoggio esterno mi fa ridere (amaramente). Non abbiamo neppure le dimensioni per essere la mosca cocchiere! Siamo (anzi ora posso dire siete) un microbo con smisurate ambizioni

  10. #10
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    Come repubblicano, sono infastidito e imbarazzato.
    Mi sento offeso e svilito da quest'ennesima intervista a ruota libera.
    Mi astengo da ogni altro commento.

 

 
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