PREMESSA:
dal resoconto stenografico della seduta del senato di ieri.
votazione palese per appello nominale.
presenti 321 (1 assente)
votanti 320 (il presidente non vota)
maggioranza per l'ottenimento della fiducia (quorum): 161
voti a favore (si):165
voti contrari (no):155 (meno un voto per il senatore assente)
astenuti: 0
1^ PRECISAZIONE: il voto di ASTENSIONE al senato non fa abbassare il quorum (pertanto è considerato per i suoi effetti un voto contro)
IPOTESI : qualora i 7 senatori a vita si fossero astenuti la votazione avrebbe dato il seguente:
presenti 321 (1 assente)
votanti 320 (il presidente non vota)
maggioranza per l'ottenimento della fiducia
(quorum): 161
voti a favore (si):158
voti contrari (no):155 (meno un voto per il senatore assente)
astenuti: 7
il senato NON APPROVA
2^PRECISAZIONE:
perchè fosse risultato davvero ININFLUENTE il voto dei senatori a vita, questi stessi avrebbero dovuto risultare ASSENTI e in tal caso il quorum era di
presenti: 314 (8 assenti)
votanti: 313 (il presidente non vota)
maggioranza: 157
voti si 158
voti no 155
il senato APPROVA
ALLA LUCE DI QUANTO POSTO IN PREMESSA
il ruolo dei senatori a vita per risultare (vista la particolarità che al senato il voto d'astensione vale come voto contrario) DEL TUTTO SUPER PARTES doveva imporre l'ASSENZA dei senatori stessi al momento del voto (e quindi l'uscita dall'aula), e il tal caso il governo avrebbe comunque ottenuto la fiducia.
ma il voto, per i senatori a vita, secondo prassi, è esercizio legittimo di una funzione (diritto-dovere) e i sette senatori avevano legittima facoltà di scegliere. Nel 1994 sul primo governo berlusconi il voto di 3 senatori a vita FU DECISIVO per l'ottenimento della fiducia al senato, in quel caso i senatori a vita erano 11 e qualora si fossero allontanati dall'aula al momento del voto, contrariamente a quanto accaduto ieri ove questo atto risultava ININFLUENTE, in quella circostanza non lo era,in quanto la loro assenza avrebbe decretato la NON FIDUCIA al governo berlusconi.
dichiarazioni di Gifuni su repubblica di oggi
«Ruolo che a volte si è rivelato decisivo», rievoca Gifuni. Come dodici anni fa, il 18 maggio '94, quando proprio tre senatori a vita consentirono la nascita del primo, e assai gracile, governo Berlusconi: Agnelli, Cossiga e Leone si espressero per il sì; Andreotti, De Martino e Valiani optarono per il no; Spadolini e Taviani si astennero in Aula (il che, al Senato, vale alla stregua di un voto contrario); Bo, Fanfani e Bobbio furono registrati come «assenti».
DETTO CIO'
appare davvero incredibile la dichiarazione di mister banana :<voto profondamente immorale> con la quale ha bollato i magnifici sette del senato!
siamo di fronte ad un personaggio ormai preda di profondissimo delirio da sconfitta
saluti
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