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    Predefinito Ci risiamo: ancora un attacco a un cimitero ebraico

    Sono episodi che si ripetono con allucinante puntualità, quasi ogni anno.

    Il più delle volte sono falsi clamorosi – ce n’è una lunga lista, dal falso professor Marsiglia a Verona all’attacco antisemita del cimitero di Roma poi rivelatosi una vendetta dei becchini perché pagati mali, sino all’incredibile montatura della “notte dei cristalli” a Lugano per il gesto di uno squilibrato contro una sinagoga.

    Ora è la volta di Milano dove non si sa chi ha spaccato quaranta lapidi tombali ebraiche.

    Immediatamente è scattata la solita messa in scena:titoloni in prima pagina di tutti i quotidiani, foto di deportati , incombente pericolo di pogrom, ondata antisemita e via con l’orchestra.






    Puniamo i revisionisti: la solita solfa su un caso molto, molto oscure che con i revisionisti ovviamente c'entra niente


    Ogni giorno è il giorno della memoria, 365 giorni l’anno. Date un’occhiata al Corriere della Sera: non ce giorno che Dio fa che non si parli dei problemi degli ebrei, delle loro sofferenze, o dei mancati risarcimenti, o della cultura ebraica, o della storia di tale o tal altro ebreo. Sembra la Gazzetta di Tel Aviv. Eppure l’Italia non ha solo il problema della memoria ( selettiva: degli italiani massacrati nelle foibe per esempio si parla mai: centinaia di povere vittime precipitate legate con fil di ferro in orrendi dirupi a morire di fame e di ferite non hanno avuto la minima giustizia, mentre una magistratura da operetta cerca sempre l’ultimo caporale della Wehrmacht colpevole di una qualche rappresaglia), l’Italia dicevamo ha sempre più un problema di sopravvivenza per milioni di italiani. Problema che a quanto ci risulta concerne pochissimi ebrei in quel paese, per fortuna e merito loro, ovviamente..

    Ma torniamo alle lapidi. Un atto infame, ma soprattutto di una stupidità veramente incredibile. Saremmo quasi pronti a giurare che gli autori non si troveranno.

    La domanda comunque è sempre la stessa: pur dando per assodato che gli antisemiti siano tutti scarsamente intelligenti, non si capisce perché siano anche masochisti.

    Se vogliono fare danni agli ebrei la scelta è infinitamente più vasta che colpire dei sepolcri: i morti per fortuna se ne infischiano, le lapidi sono alla frontiera dell’eterno, a qualunque religione appartengano, segnalano i confini di un universo in cui tutto è diverso. Non riusciamo davvero a credere che un teppista sia così demente dal colpire una tomba per qualsiasi motivo, salvo che per rubare, ma non è questo il caso.

    Delle due l’una: o non si tratta di antisemiti ma di provocatori con tutt’altri moventi, o se si tratta di antisemiti gli ebrei possono tirare un sospiro di sollievo: con dei nemici così cretini non serve nemmeno l’intercessione del Dio dell’Antico Testamento.

    Anzi, i sionisti più radicali hanno materia per i soliti allarmi.

    Ma le domande vere da porsi sono altre. Il cimitero ebraico di Milano non è un piccolo cimitero di campagna. Visto che ciclicamente salta fuori la storia delle aggressioni ai cimiteri ebraici, perché non munirlo di telecamere? Non costano quasi nulla, quelle a raggi infrarossi registrano anche di notte. E allora? Si saprebbe finalmente chi sono questi invisibili nazisti che se la prendono con i morti anziché con i vivi, come sarebbe più logico, vista la loro ferocia. E invece mistero.

    La Repubblica ha un attimo di dubbio: vicino al cimitero sono accampati zingari. L’argomento è minato, zingari ed ebrei sono sempre accomunati nelle persecuzioni. Eppure qualche dubbio è lecito, dice la Repubblica perché “questi zingari entrano spesso nel cimitero. Fanno i loro bisogni ( incredibile: lo scrive la Repubblica del 17 o5 ) usano i secchi d’acqua degli ebrei…”

    Un branco di zingari nazisti o prezzolati da qualcuno?


    L’ineffabile Gad Lerner, che sostituisce Elia Wiesel per le liturgie minori, non ha molti dubbi e ha scritto un lungo articolo in prima pagina ( Repubblica 17 05) sul risorgente antisemitismo ( sempre risorgente, più o meno da tremila anni: è peggio di Lazzaro) articolo in cui ci ha messo proprio tutto: le sinistre cattive, l’orrendo presidente iraniano Ahamdin Nejad, ( con il dioploma di ultimo Hitler, successore legittimo di Saddam, Milosevic , Arafat, Khomeini e forse Chavez per non parlar di Putin che secondo i sionisti promette bene) i no global, i sacerdoti cattolici “populisti” e infine gli estremisti di sinistra che hanno bruciato le bandiere di Israele. Come si può bruciare una bandiera?, si chiede con il solito ghigno il testimonial del movimento sionista: dimentica di essere stato con Ferrara e altri suoi compari un militante dell’estremissima sinistra: quella che bruciava le bandiere americane ( era il Vietnam, allora: loro erano tutti di Lotta Continua. Poi Gad, con Ferrara e altri della stessa risma continuò la lotta nei salotti della plutocrazia) e anche quelle italiane, simbolo dell’odiato nazionalismo, Perché l’unica bandiera che sarebbe vietato bruciare è quella di Israele? Gode di diritti speciali?

    Ma restiamo in tema di antisemitismo.

    Sarebbe davvero ora di finirla, anche se non accadrà perché l’antisemitismo fa davvero comodo agli interessi sionisti.

    Cominciamo con il dire che gli ebrei non sono affatto discriminati. Ma proprio per niente.

    Se noi per esempio consideriamo che la discriminazione e la diffamazione oggi si compiono soprattutto non certo con vandalismi ma attraverso il potere mediatico, ebbene gli ebrei hanno una posizione di tutto rilievo.

    Ci sono 35.000 ebrei in Italia che, su 57 milioni di italiani, fanno lo 00,05 per mille o giù di lì .

    Orbene le “firme” ebree nella grande stampa si avvicinano al ..30% ! Basti pensare allo stesso Lerner, a Ferrara, a Jesurum, a Fiammetta Nierenstein, ai Levi ( ce n’è una fila) a Montefiore, a Stern, a Luzzato, ai vari Foa, Segre per non parlare dei pesi massimi come Mieli, cui gli Elkann hanno dato signoria sul Corriere della Sera, o i televisivi Camun, già direttore di TG1 o Mentana, ex TG5 e tralasciamo. De Benedetti, una dei più potenti famiglie ebraiche d’Italia, possiede una catena di giornali e ovviamente lo stesso accade agli Elkann.

    Ora se sono tanto più bravi degli altri italiani che magari un posto di giornalista in terza fila se lo sognano,meglio per loro. Ma almeno abbiano la decenza di non parlare di discriminazione, di ondate di antisemitismo eccetera eccetera.

    Un conto è attaccare qualcuno per la sua religione o razza, fare una discriminazione personale o collettiva inaccettabile. Altro è discutere sulle leve di comando e sugli interessi di un paese. Proprio di recente una pubblicazione ebraica ricordava che fu un ufficiale ebreo, certo Segre, ad ordinare il fuoco a Porta Pia e vantava la lotta degli ebrei contro l’influenza a loro dire nefasta della Chiesa cattolica in Italia. Ecco un estratto:” L’esempio del capitano Segre detta il nostro comportamento di fronte all’offensiva clericale che sembra voler fare dell’Italia oggi una colonia vaticana. Gli interventi delle gerarchie cattoliche nella società civile ( in materia di matrimonio e di convivenze more uxorio che per definizione stanno fuori dell’ordinamento della Chiesa e sulle quali la Chiesa stessa non è pertanto legittimata dalla norma costituzionale ad intervenire; in materia di divorzio e di aborto; in materia di ricerca scientifica ) non hanno pari in nessun Paese a maggioranza cattolica sia in Europa che in America latina. Le pressioni effettuate da parte delle stesse gerarchie sia al fine di ottenere privilegi fiscali non consentiti dalla norma costituzionale (art. 20 della Costituzione) né previsti dai Concordati del 1929 e del 1984 sia al fine di aggirare le norme sul pubblico impiego in materia scolastica; il ritorno di fatto all’obbligatorietà dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole; la pretesa di definire i limiti di una "sana" laicità; la condanna da parte del Papa del "relativismo", una condanna che suona come un ritorno all’enciclica Quanta cura, al Sillabo e al Concilio Vaticano I, come se non fossero passati da allora 135 anni e come se la stessa Chiesa non avesse poi fatto proprio il riconoscimento dei diritti dell’Uomo affermati dalle rivoluzioni americana e francese; la pervicace difesa dell’esposizione del crocifisso, ignorando il significato di intolleranza omicida che esso ha spesso assunto per i non cattolici (si pensi ai "Viva Maria" dell’epoca risorgimentale e alle croci in fiamme del Ku Klux Klan nell’America contemporanea); l’umiliazione, l’intimidazione e la pena, cui sono stati sottoposti esponenti politici del mondo laico, indotti per sdoganarsi a gridare ai quattro venti se e quanti figli hanno mandato nelle scuole dei preti; la stessa pressione della stampa per ottenere l’estensione agli enti dei culti diversi da quello cattolico per farne dei complici dei privilegi fiscali che si sono voluti riconoscere agli enti ecclesiastici, impongono ora di dire "Basta !".

    Il testo è di un certo Guido Fubini , dell’Unione delle Comunità ebraiche.

    L’attacco contro i cattolici, lo si vede , è durissimo. Ma se fosse stato fatto analogo ed esplicito attacco contro la politica delle comunità ebraiche in Italia, avremm sentito, ripresa da tutta la stampa degli Elkan e dei De Benedetti, una cagnara stellare sul “rinascente antisemitismo”.

    E invece è un diritto e un dovere di tutti i cittadini liberi attaccare qualsivoglia gruppo di potere che si ritiene non faccia gli interessi nazionali. Troppo comodo criticare tutti e dichiararsi al di sopra di tutti, al di sopra delle critiche.

    Gli ebrei, italiani, svizzeri, francesi possono sicuramente difendere Israele e magari ritenere gli interessi di Israele più importanti degli interessi dei paesi ove risiedono ed hanno la cittadinanza.

    Ma gli altri hanno pieno diritto di farlo notare e di contrastarli.

    Essere ebrei è una condizione , chiamiamola così visto che non accettano di essere solo una religione e non vogliono essere definiti una razza: come tale non è ne criticabile né giudicabile.

    Ma essere per esempio sionisti è una scelta: e così come si ha pieno diritto di criticare i cattolici, i mussulmani o altri, si ha pieno diritto di criticare gli ebrei sionisti, tanto più che la politica di Israele è disastrosa per l’Europa. L’antisemitismo non c’entra, ma le lobbies di potere devono essere combattute. Ma è proprio questo o oggi che dà fastidio: molto più comodo inventare sempre inesistenti persecuzioni con l’aiuto di una penosa grancassa mediatica.

    Significativo l’accenno di Gad Lerner al primo atto vandalico contro un cimiteri ebraico avvenuto a Carpentras , in Francia: le responsabilità non furono mai chiare, i danni furono limitati all’ovvio danno morale ma la lobbies ebraica fece passare la legge Fabius che limitò in modo osceno e inaccettabile la libertà di pensiero, di opinione e di ricerca storica. Una legge infame poi diffusa in tutta Europa dall’oligarchia dominante.

    I vandali – di qualunque colore siano – vanno mandati in galere, ma ne abbiamo abbastanza anche di strumentali e opportunistiche paranoie.

  2. #2
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    e ha scritto un lungo articolo in prima pagina ( Repubblica 17 05) sul risorgente antisemitismo ( sempre risorgente, più o meno da tremila anni: è peggio di Lazzaro)

 

 

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