Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Estropico Blog

    Ecocatastrofismo. "La grande truffa del riscaldamento globale". Un documentario del canale televisivo inglese Channel 4, sfida il pensiero unico ambientalista.

    Ti hanno detto che le attivita' umane stanno distruggendo il pianeta. E' colpa tua, della tua macchina e del tuo riscaldamento, dei tuoi viaggi di vacanza in aereo... Quello che non ti hanno detto e' che l'innalzamento dei livelli di CO2 segue l'innalzamento della temperatura con un ritardo di circa 800 anni e che quindi non puo' esserne responsabile; che l'attivita' delle macchie solari ha un impatto molto piu' significativo dell'attivita' umana, al punto che monitorandone l'attivita' e' possibile fare previsioni del tempo piu' accurate di quelle dei vari servizi meteorologici; che nel periodo del 'miracolo economico' dal dopoguerra ai primi anni '70, cioe' durante un periodo di massiccia produzione industriale e di massiccie emissioni di CO2, la temperatura globale si e' costantemente abbassata; che il vento solare puo' prevenire i raggi cosmici dal raggiungere il pianeta, impedendo loro di giocare il proprio ruolo nella creazione delle nuvole interagendo con le evaporazioni dalla superficie degli oceani.

    Dal trailer: "Alcuni dicono che non e' piu' tempo di discutere, che l'umanita' deve affrontare le proprie responsabilita' per il riscaldamento globale... Ecco pero' gli esperti secondo i quali le prove scientifiche puntano in un'altra direzione:

    'Quando dicono che non crediamo al riscaldamento globale, io rispondo che no, io ci credo, ma non credo che le emissioni di CO2 umane siano la causa di quel riscaldamento...'

    'Non si puo' dire che sia il CO2 a influenzare il clima... certamente non lo ha mai fatto in passato...'

    'Se sei scettico della litania del riscaldamento globale, all'improvviso e' come se fossi un negazionista dell'Olocausto!'

    'L'allarme intorno al riscaldamento globale e' presentato come scientifico, ma non e' scientifico...'

    'Ci hanno raccontato un sacco di bugie.'

    Il piu' controverso e stimolante documentario scientifico dell'anno esamina il ruolo giocato dalla natura nel riscaldamento globale. "
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Che ne pensate?
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    PERCHÉ IL RISCALDAMENTO GLOBALE NON PUÒ
    AVERE ORIGINI ANTROPICHE

    FRANCO BATTAGLIA
    DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DEI MATERIALI E DELL’AMBIENTE
    UNIVERSITÀ DI MODENA, ITALY


    È da un’intera generazione che la comune vulgata attribuisce alle attività
    umane la principale responsablità dell’attuale riscaldamento globale (RG). Il
    merito di aver attirato l’attenzione del mondo su questo problema è stato
    perfino ricompensato, nel 2007, con un premio Nobel (un premio Nobel per
    la Pace, però, non per la scienza). I media hanno anche spesso sottolineato il
    presunto grande numero di scienziati che attribuiscono a cause antropiche
    l’attuale RG (il consenso), alcuni dei quali godono anche dell’autorità di
    un’ottima reputazione scientifica. Tuttavia, la scienza non si fonda né sul
    consenso né sull’autorità di alcuno: la scienza si fonda solo sui fatti. In
    questo breve articolo vogliamo attrarre l’attenzione sulla circostanza che i
    fatti, in verità, negano qualunque ruolo significativo delle attività umane sul
    RG globale, presente o passato.1
    La congettura di un riscaldamento globale antropogenico (RGA) è molto
    semplice:
    1. è da 150 anni che il pianeta si sta scaldando;
    2. è da 150 anni che le attività umane immettono gas-serra (GS) in
    atmosfera;
    3. ergo, le attività umane sono responsabili del riscaldamento.
    La congettura è semplice e ragionevole ma, alla prova dei fatti, come
    vedremo, errata.
    1. Il pianeta è già stato caldo come e più di adesso: durante l’Età del Bronzo,
    nel periodo che i geologi chiamano Optimum Climatico Olocenico (Fig. 1)2 e
    durante il Periodo Caldo Medievale (Fig. 2).3 La domanda sorge spontanea:
    perché ciò che rese il pianeta caldo allora non può renderlo caldo ora?
    Nessuno ha dato risposta a questa domanda. Ed è, questa, una domanda
    difficile, alla quale la scienza del clima – una scienza ancora toppo giovane –
    non ha ancora dato risposta. Eppure, chi insiste nell’attribuire alle attività
    umane la principale causa dell’attuale RG sembra invece aver capito le cause
    del RG del passato, tanto da escluderle tra le cause del riscaldamento attuale.
    Naturalmente, la possibilità che i GS antropogenici siano la causa solo
    dell’attuale RG non può essere esclusa. Non ancora.

    Fig. 1 – Variazione della temperatura globale negli ultimi 11.000 anni.



    Fig. 2 – Variazione della temperatura globale negli ultimi 1100 anni.



    2. Ancora dalla Figura 2 notiamo che a cominciare dal 1200 d.C. circa, il
    pianeta cominciò a raffreddarsi e ha continuato a farlo per circa 400 anni,
    fino a raggiungere, nel XVII secolo, il minimo della cosiddetta Piccola Era
    Glaciale (PEG), Da allora in poi e fino ai nostri giorni il pianeta ha
    continuato a riscaldarsi. L’attuale RG, quindi, cominciò non 150 anni fa, ma
    400 anni fa. Ma 400 anni fa erano assenti sia l’industrializzazione che le
    emissioni di GS e la popolazione del mondo era di mezzo miliardo d’abitanti.
    Un’altra domanda sorge spontanea: cosa iniziò, 400 anni fa, il RG? Forse
    questa è la causa dell’attuale RG? Naturalmente, la possibilità che i GS
    antropogenici siano la causa solo del RG degli ultimi 150 anni non può
    essere esclusa. Non ancora.

    Fig. 3 – Variazione della temperatura globale negli ultimi 150 anni.



    3. Se osserviamo solo gli ultimi 150 anni, sappiamo che i GS sono cresciuti
    in modo monotòno; forse con qualche rallentamento nella velocità delle
    emissioni (come accadde per parecchi anni dopo il 1929) ma, definitivamente
    con aumento assoluto delle emissioni. E la temperatura (T)? è anch’essa
    cresciuta in modo monotòno? Possiamo rispondere a questa domanda
    osservando la Fig. 3:4 la risposta è negativa. Ad esempio, la T diminuiva
    negli anni 1880-1910; ma non diminuiva durante gli anni della Grande
    Depressione, gli anni successivi al 1929, quando le emissioni di GS subirono
    un forte rallentamento. Ma, soprattutto, la T ha diminuito per ben 35 anni, tra
    il 1940 e il 1975, che furono – quelli successivi agli anni Cinquanta – gli anni
    del boom demografico, industriale e di emissioni di GS. Com’è possibile che,
    proprio quando ci si sarebbe attesi, secondo la congettura del RGA, un
    accentuato aumento delle T, queste, invece, diminuivano? Forse che i GS
    antropogenici non hanno, tutto sommato, questo importante ruolo nel
    determinare la temperatura del pianeta? Ed infatti l’IPCC, nel suo ultimo
    Rapporto del 2007, non dice più ciò che ha detto e ripetuto per 15 anni, e cioè
    che è antropogenica la causa del RG degli ultimi 150 anni, ma dice che very
    likely è antropogenico il RG degli anni successivi al 1975! Ed infatti, la
    possibilità che le cose stiano così non può essere esclusa. Non ancora.

    Fig. 4 – Variazione della temperatura globale negli ultimi 30 anni.




    4. La Fig. 4 mostra la T globale degli ultimo 30 anni.5 Si vede in modo
    inequivocabile un leggero riscaldamento. Tuttavia, si vede pure che dal 1998
    in poi (mesi 228-240 in Fig. 4) T ha smesso di crescere (il 2008 è se non il
    più freddo, il secondo anno più freddo degli ultimi 10 anni: sono 10 anni che
    la T ha smesso di crescere, ma negli ultimi 10 anni le emissioni di GS hanno
    continuato a crescere senza sosta, esponenzialmente.
    Come si vede, siamo al cospetto di un RG che è occorso nei momenti
    sbagliati rispetto alla congettura che lo vuole di origine antropica.

    5. In realtà esso è occorso anche nei luoghi sbagliati, e questo è il punto più
    importante. Tutti i modelli matematici predicono che se il RG è dovuto ai GS
    antropogenici, allora si dovrebbe osservare, a 10 km nella troposfera
    equatoriale, un riscaldamento quasi triplo rispetto a quello che si osserva a
    terra. (Fig. 5).6 In Figura 5 abbiamo il polo Nord sulla sinistra dell’asse delle
    ascisse, il polo Sud sulla destra e in mezzo l’equatore; sull’asse delle ordinate
    (lato destro) vi è l’altezza da terra. Il pattern di temperature mostra il
    riscaldamento (dal giallo al rosso) o il rinfrescamento (dall’azzurro al
    violetto) della troposfera, come calcolato da tutti i modelli che attribuiscono
    ai GS antropogenici la principale causa del RG. A 10 km sopra dovrebbe
    osservarsi un riscaldamento quasi triplo rispetto a quello che si osserva a
    terra. Questo pattern fu definito come l’impronta digitale (finger-print) del
    RGA. Cosa dicono le misure satellitari e delle radiosonde è mostrato nella
    Figura 6.7 Il pattern misurato mostra che nella troposfera equatoriale a 10 km
    da terra non solo non si osserva alcun accentuato riscaldamento (men che
    meno triplo) rispetto a terra, ma si osserva, addirittura un rinfrescamento.
    Quella che voleva essere l’impronta digitale della congettura del RGA si è
    evoluta nell’impronta digitale della sua inconsistenza (una dettagliata analisi
    delle Figure 5 e 6 è stata fatta da Douglass et al. 8).


    Riassumendo: alla prova dei fatti, il RG è occorso nei tempi e nei luoghi
    sbagliati rispetto alla congettura che lo vuole di origine antropica; questa
    congettura è pertanto sbagliata. Il pianeta si sta riscaldando, l’umanità emette
    GS, ma questi non hanno alcun ruolo significativo sul RG. In ogni caso, il
    clima del pianeta è governato da migliaia di parametri: immaginare di
    governarlo controllandone uno solo (la concentrazione di GS antropogenici
    in atmosfera) è pura illusione.


    http://www.climatemonitor.it/wp-cont...-battaglia.pdf
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Personalmente credo che il riscaldamento globale sia un dato di fatto. Sostenere che l'emissione di CO2 da parte nostra sia un fattore determinante, credo che siamo ancora lontani dal provarlo con certezza, certo il dubbio rimane.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    PERCHÉ IL RISCALDAMENTO GLOBALE NON PUÒ
    AVERE ORIGINI ANTROPICHE

    FRANCO BATTAGLIA
    DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DEI MATERIALI E DELL’AMBIENTE
    UNIVERSITÀ DI MODENA, ITALY
    Franco Battaglia ha ZERO pubblicazioni inerenti alla climatologia o tematiche ambientali.

    Ha poche pubblicazioni(datate) nel suo campo di applicazione , chimica-fisica.
    All'università di Modena tiene corsi saltuari (non tutti gli anni) di chimica fisica (unica materia in cui è in grado di dire qualcosa) con scarso successo.
    (quest' anno a metà corso gli è stato affiancato un diverso professore).
    I suoi studenti lo considerano il peggiore professore avuto durante la loro attività.
    Se si presenta senza appunti non riesce a spiegare la sua materia , viene corretto dagli studenti ed il giorno successivo deve chiedere pubbliche scuse.

    Come consulente scientifico del Giornale è adattissimo.
    Come riferimento scientifico molto meno.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    Franco Battaglia ha ZERO pubblicazioni inerenti alla climatologia o tematiche ambientali.

    Ha poche pubblicazioni(datate) nel suo campo di applicazione , chimica-fisica.
    All'università di Modena tiene corsi saltuari (non tutti gli anni) di chimica fisica (unica materia in cui è in grado di dire qualcosa) con scarso successo.
    (quest' anno a metà corso gli è stato affiancato un diverso professore).
    I suoi studenti lo considerano il peggiore professore avuto durante la loro attività.
    Se si presenta senza appunti non riesce a spiegare la sua materia , viene corretto dagli studenti ed il giorno successivo deve chiedere pubbliche scuse.

    Come consulente scientifico del Giornale è adattissimo.
    Come riferimento scientifico molto meno.
    Grazie per le informazioni.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Da eurasia-rivista.org

    Terrorismo Ambientalista e Governo Mondiale
    di Marco Pistilli


    Ci sono temi che non passano attraverso il filtro delle idee politiche o della diversità culturale dei vari popoli, ma che vengono diffusi e presi per buoni dalle istituzioni che operano a livello mondiale. Tali questioni sono il pane quotidiano delle organizzazioni transnazionali e dei vari gruppi che si muovono a quel livello.

    La prima in assoluto è la “questione ambientale”. Le grandi organizzazioni “globali” ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia, il Presidente degli Stati Uniti ha utilizzato l’attenzione all’ambiente come tema privilegiato nella campagna elettorale nella quale ha stravinto, e ora tutto il mondo si aspetta grandi “cambiamenti”. Ma la realtà dei fatti è più spinosa di quella che sembra. Per cominciare bisognerebbe chiedersi se l’interesse per l’ambiente di questi grandi poteri sia una garanzia di cambiamenti in senso positivo: ci aspettiamo davvero che il governo statunitense, o l’Onu, agiscano per il nostro bene? Da decenni parlano e compiono riforme economiche che non hanno portato a nulla se non al capitalismo sfrenato e alla crisi economica; da decenni parlano di “sviluppo” dei paesi poveri (“in via di sviluppo”, appunto), ma la situazione è costantemente peggiorata; da secoli parlano di “pace”, ma continuamente scoppiano, per interessi inconfessabili, nuove guerre (che un certo “pacifismo” ritualizzato non ha gli strumenti per esorcizzare). Questo non per fare del pessimismo cosmico, ma per sottolineare come sono proprio i poteri che sono dietro la globalizzazione economica (liberismo, capitalismo) e la mondializzazione culturale che si trovano in prima fila per denunciare i pericoli ambientali. Non è sospetto tutto ciò?

    Ma ovviamente gli interessi di chi denuncia il degrado ambientale e chiede immediati provvedimenti non è quello di preservare l’ecosistema (distrutto a causa dell’attuale modello economico, mai messo in discussione), bensì quello di creare un allarme globale al quale far seguire un Governo Mondiale. Dopo aver terrorizzato l’intero globo attraverso film hollywoodiani, diffusi da MTV e da ogni canale occidentale, dopo aver inculcato all’intera popolazione mondiale l’incubo della fine del mondo, avranno gioco facile a far accettare a tutti provvedimenti globali, e quindi un Governo Globale. È chiaro come un Governo Mondiale abbia un centro decisionale ben preciso ed è proprio questo che ci aiuta a capire la questione: infatti chi oggi ritiene necessario questo Governo Mondiale non sono altro che gli appartenenti alla coalizione “occidentale” guidata dagli Stati Uniti d’America, vale a dire l’unica superpotenza che oggi si trova in declino e che, per preservare il proprio dominio, tenta questa strada globalizzatrice. In questo modo riuscirebbe a mantenere salde (o a riprendere) le redini del “villaggio globale” che, dopo il crollo dell’URSS, ha tentato di costruire.

    Con nuove potenze in enorme crescita, potenze come Russia, Cina, India che sempre più spesso compiono scelte in contrasto con Washington, gli Usa si trovano oggi in difficoltà, e la crisi economica che colpisce soprattutto l’egemonia del dollaro non fa che peggiorare la situazione; ecco allora che il terrorismo ambientale è un’ottima strategia per poter imporre al mondo intero alcune scelte le quali potranno preservare l’egemonia a stelle e strisce. Più praticamente, oltre il Governo Mondiale vero e proprio, che non sarebbe altro che l’istituzionalizzazione della globalizzazione (coerentemente con il “Destino Manifesto” americano, che tradizionalmente postula che siano gli Stati Uniti a dover guidare l’intero globo), in ambito ambientale ci sono dei precisi campi d’azione con i quali si vuole preservare l’egemonia yankee. Primo fra tutti è il modo con cui si è deciso di applicare le riduzioni di emissioni nocive; gli Stati Uniti non hanno mai accettato e firmato il protocollo di Kyoto per un motivo semplicissimo: per loro avrebbe senso soltanto se venisse firmato dalle potenze in rapida crescita, in primis India e Cina, così che si possa mantenere l’attuale scarto a vantaggio degli USA; infatti applicare le suddette riduzioni significa investire in tecnologie e sicurezza , cosa che comporta una riduzione della ricchezza nazionale e quindi della crescita; ma finchè a dover investire sono tutti, gli attuali equilibri vengono mantenuti. Senza contare come gli Usa, da centro unipolare quale sono, cercano di accaparrarsi le moderne tecnologie (soprattutto brevetti e cervelli), e lasciare agli altri le tecnologie obsolete. Purtroppo (per gli Usa) le cose non sono così facili: in primo luogo Cina e India non sono tenute a firmare Kyoto in quanto hanno diritto a pervenire allo “sviluppo” che in passato hanno raggiunto, senza badare agli effetti dell’inquinamento, le potenze occidentali; in secondo luogo, l’inquinamento pro capite di Cina e India è di circa 20 volte più basso di quello Usa, per via del gran numero della popolazione e per la vastità di questi Stati; quindi, porre dei freni (in questo modo) al loro inquinamento è un modo per colpire duramente la ricchezza nazionale e le popolazioni di quei Paesi (che per il livello economico e sociale in cui si trovano sono migliaia di anni luce in avanti rispetto all’Occidente riguardo l’utilizzo di materiali riciclati e sostenibili), a tutto vantaggio di una minoranza ricca occidentale, che in quel modo si assicura di preservare il proprio eccessivo stile di vita.

    Un’altra conferma che l’interesse alla riduzione delle emissioni ha come scopo il mantenimento dell’egemonia occidentale a guida statunitense è il modo in cui questa verrà attuata. In pochi infatti fanno notare come la politica contro l’inquinamento presuppone un vero mercato borsistico in cui si metteranno in vendita porzioni di inquinamento; è il meccanismo definito Cap and Trade, secondo il quale le imprese che eccederanno nell’inquinamento potranno pagare, cioè comprarsi, quella quota eccedente. Peccato, ed è qui che si capisce l’inganno, che non si voglia fare una vera e propria tassa pubblica sull’inquinamento a tutto vantaggio degli Stati, ma che tutto questo debba avvenire in una borsa privata, la Chicago Climate Exchange (1), di cui la famigerata banca Goldman Sachs ha già provveduto a rilevare il 10%. È chiaro come in questo modo, con una borsa controllata dagli Stati Uniti, si ripropone il vantaggio che Washington ha avuto sino ad ora, per esempio grazie all’utilizzo del dollaro come valuta di riferimento mondiale. Chi controlla il banco vince, e protegge la propria supremazia. E per fare tutto questo, come detto, c’è bisogno di terrorizzare e globalizzare l’opinione mondiale, cosa che fanno egregiamente personaggi come Cohn-Bendit, leader ecologista legato a Joschka Fischer (2), che sulle pagine dei quotidiani propaganda il capitalismo, l’economia di mercato, afferma che non ci sono più ideologie e ci insegna come l’ecologismo sia il nuovo modo per attrarre consensi. O come fanno egregiamente le centinaia di film come l’ultimo “The age of stupid”, utili per creare allarme e convincere le popolazioni mondiali, primi fra tutti le classi dirigenti onusiane, che le misure sin qui citate sono necessarie per il bene di tutti.

    Un’altro tema simile a quella ambientale, ma oggi lasciato in secondo piano, è quello “storico” relativo al problema dell’eccessivo peso demografico delle popolazioni mondiali. Per tutta una schiera di “studiosi”, infatti, il mondo si avvia verso la catastrofe poiché ha troppi abitanti. Conosciamo questa posizione perché ripetuta sin dagli anni 70, preannunciando disastri ambientali, dal “Club di Roma”, e negli anni seguenti da varie agenzie dell’ONU, fino a giungere ai nostri giorni, in cui non è più propagandata come prima (è sostituita dai “disastri” ecologici), ma rappresenta il coerente completamento della “questione ambientale”. Basti pensare che il maggiore consigliere di scienza e tecnologia di Obama, John Holdren, ha scritto un libro (3) in cui auspica un “Regime Planetario” col quale attraverso una “forza di polizia globale” si possa amministrare la demografia mondiale. In questo libro arriva ad auspicare (leggere per credere) aborti forzati, sterilizzazioni forzate e via dicendo; come è facile notare, l’interesse è sempre quello di mantenere l’egemonia mondiale “statunitense” (o meglio delle elite mondialiste), ed infatti l’autore fra le altre cose afferma: “Per fortuna nella maggior parte dei Paesi Sviluppati, quasi tutti i gruppi si controllano nel riprodursi”; questo sottolinea come, ancora una volta, il problema, per costoro, sono le grandi masse dei “Paesi in via di sviluppo”, che producendo ricchezza stanno sfidando gli attuali equilibri mondiali. Non è un caso che da questi stessi ambienti si consideri estremamente positiva l’emigrazione (con spregio per i drammi umani che nasconde), in quanto questa concorre a creare un villaggio globale (la globalizzazione senza culture) e a spostare masse di sfruttabili, a tutto vantaggio del futuro centro del Governo Mondiale responsabile dell’amministrazione di tutto ciò.

    Per concludere, è evidente come un miglioramento della situazione ambientale sia un vantaggio per tutti i popoli della terra, ma bisogna tenere gli occhi ben aperti e valutare chi e come dice di voler risolvere la questione. Quello che si sta notando in questi tempi in cui l’egemonia degli Usa è messa in pericolo da crisi economica e crescita di potenza di altri Stati, è l’interesse di Washington e dei suoi vassalli nel creare la necessità fittizia di un Governo Mondiale. In questo modo si riuscirebbe a mantenere ancora il decadente unipolarismo Usa, frenando il sorgente multipolarismo, garante di maggiore giustizia internazionale. Un approccio costruttivo e civile (nel senso proprio “di civiltà”) a tali questioni, quindi, non deve passare dalla creazione di un Governo Mondiale (che ricorda da vicino l’incubo preconizzato da Orwell), bensì attraverso la ricerca di sovranità, attraverso maggiore integrazione e cooperazione regionale e continentale fra Stati ed aree come lo spazio eurasiatico, il Sud America ecc. Solo un approccio di questo tipo garantirà equilibrio e giustizia nei rapporti internazionali e, di conseguenza, per le popolazioni di tutto il mondo.

    1) “Sarà la carbon-tax, lo vuole Goldman e Rothschild”, di Maurizio Blondet – EFFEDIEFFE.com Giornale Online | Direttore Maurizio Blondet - Home, 12 luglio 2009

    2) Riprendo da un altro articolo: “Un’appendice particolare merita il presidente del Nabucco (il gasdotto “americano” antagonista di quello euro-russo South Stream): Joschka Fischer. Questo, nel sessantotto attivissimo esponente “rivoluzionario”, poi verde-ambientalista, oggi è a capo del progetto Nabucco; esso è membro del Council on Foreign Relations, la fondazione privata dei Rockefeller, che è praticamente il centro dove si teorizza la politica estera statunitense e da dove nascono sia il gruppo Bilderberg che la Trilateral (giganti del capitalismo e del liberismo sfrenato). Oltre a confermarci la totale sottomissione agli interessi Usa, questo ci fa notare come il percorso individuale di alcuni famosi personaggi, che dal liberale Sessantotto sono passati alla fine ideologica della politica rappresentata dai verdi e dagli ambientalisti, oggi siano fautori di interessi petroliferi e capitalistici statunitensi… non si pensi ad un’eccezione, è la regola”. CpEurAsia

    3) Il libro è titolato “Ecoscience”; ne ha parlato ultimamente ancora M. Blondet riportando un articolo di “PrisonPlanet” titolato “Il maggiore consigliere scientifico di Obama auspicava il controllo forzoso della popolazione”. Per quanto riguarda John Holdren: John Holdren - Wikipedia, the free encyclopedia
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    "Alzare le tasse a chi inquina" Così l'ambiente batte la crisi - Repubblica.it

    CLIMA

    "Alzare le tasse a chi inquina"
    Così l'ambiente batte la crisi


    Rapporto Fmi: solo nelle casse Usa finirebbero 870 miliardi. Azioni efficaci contro le emissioni accelerano ripresa e contenimento dei deficit pubblici. Il caso della Germania, dove i posti di lavoro "verdi" sono ormai 280 mila

    di MAURIZIO RICCI

    VOLETE la ripresa? Lottate per l'ambiente. Un buon risultato al vertice di Copenhagen non solo fa bene alla salute del pianeta, ma conviene: l'economia ne guadagnerebbe a lungo termine, ma anche subito, sostiene il Fondo monetario internazionale. L'idea che la recessione in corso debba frenare gli interventi contro l'effetto serra è, insomma, sbagliata: al contrario, azioni efficaci per ridurre le emissioni possono accelerare la ripresa e favorire il contenimento dei deficit pubblici, gonfiati dalla crisi. E' la tesi centrale di uno studio, "Climate Policy and the Recovery", appena pubblicato dai ricercatori della massima istituzione finanziaria mondiale, che esamina, in particolare, gli effetti di un mercato delle emissioni, sul modello di quanto già realizzato in Europa, e l'impatto degli investimenti "verdi" sulla ripresa.

    Secondo il rapporto redatto, per il governo inglese, da Nicholas Stern, bloccare a 2 gradi l'aumento di temperatura costerebbe l'1 per cento del Pil mondiale l'anno. In realtà, questo 1 per cento è la media fra una proiezione ottimistica di -2 per cento (cioè l'economia mondiale, grazie ad un uso più efficiente dell'energia, ci guadagnerebbe) ed una pessimistica del 5 per cento. In ogni caso, non sembra una cifra esagerata rispetto alle possibili conseguenze dell'effetto serra: gli ambientalisti americani del National Resources Defence Council hanno calcolato in 270 miliardi di dollari l'anno i danni che l'effetto serra, fra uragani e siccità, può creare ai soli Stati Uniti entro il 2025. Al 2050, il conto raddoppia e sfiora il 2 per cento del Pil Usa. Del resto, non è un impegno fuori della portata dei governi: solo nell'ultimo anno, il 5 per cento del Pil mondiale è stato destinato a salvare le banche.


    La recessione degli ultimi due anni, tuttavia, ha modificato la percezione del problema. Sul piano dell'urgenza, anzitutto. La crisi dell'economia, di fatto, ha ridotto le emissioni che, quest'anno, dovrebbero scendere del 2,5 per cento, rispetto al 2008. E sul piano della volontà di aziende e famiglie di pagare un prezzo per le emissioni. In realtà, osserva lo studio dell'Fmi, il punto chiave - cioè la necessità di far pagare agli inquinatori l'intero costo delle loro emissioni - non ha niente a che vedere con il rallentamento dell'economia. E, anzi, continuano gli analisti del Fondo, gli ultimi sviluppi suggeriscono "obiettivi di abbattimento delle emissioni più, anziché meno, ambiziosi". Poiché, concretamente, i costi industriali di riduzione delle emissioni sono diminuiti, in questi anni, come dimostra la discesa dei prezzi dei diritti alle emissioni sul mercato europeo, la licenza di emettere CO2 dovrebbe, infatti, costare di più. Gli studiosi del Fondo riconoscono tuttavia che, davanti ad una ripresa "lenta e fragile", un aumento dei prezzi delle emissioni deve essere graduale, per evitare "pressioni indesiderate sui costi di produzione e sui redditi delle famiglie". Ma non bisogna dare troppo spazio a queste preoccupazioni: le distorsioni sul mercato del lavoro non si curano aumentando le distorsioni a favore degli inquinatori. "Il rischio, oggi, è semmai quello della troppa cautela", osservano gli autori del rapporto, invitando a non dare spazio alla retorica sulla perdita di competitività che sarebbe legata alla politica del clima, dato che il rischio riguarda solo "un pugno di aziende ad alta intensità di energia ed esposte al commercio internazionale", come le acciaierie.


    Un mercato internazionale delle emissioni darebbe certezze alle aziende, stimolando gli investimenti in energia pulita. E questi investimenti creano occupazione, come testimonia la Germania, dove i posti di lavoro "verdi" sono ormai 280 mila. E non è vero, dice l'Fmi, che le finanze pubbliche, disastrate dai salvataggi degli ultimi mesi, debbano temere nuovi impegni. Al contrario, "far pagare in modo più efficiente le emissioni può aiutare a restaurare le finanze pubbliche". Gli analisti del Fondo calcolano che, anche nel quadro di una proposta relativamente blanda di mercato delle emissioni, come quella in discussione negli Stati Uniti, mettere all'asta i diritti ad emettere Co2 potrebbe portare nelle casse pubbliche 870 miliardi di dollari, fra il 2011 e il 2019, una cifra pari al 15 per cento del deficit pubblico complessivo di quel periodo. Far pagare le emissioni di anidride carbonica, insomma, sarebbe una boccata d'ossigeno per i governi.

    (09 dicembre 2009)
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    E' 1 truffa!!! è solo 1 truffa , 1 delle + grandi e incredibili truffe !!!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?

    Citazione Originariamente Scritto da EURIDICE Visualizza Messaggio
    E' 1 truffa!!! è solo 1 truffa , 1 delle + grandi e incredibili truffe !!!
    OK se lo dici tu e Battaglia(bella coppia) allora ne sono perfettamente convinto.

 

 

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