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PREMESSA
Intorno al 600-500 a.C., la struttura della societa' in India era assai complessa ed in continuo fermento. Esistevano diversi modelli organizzativi sociali che comprendevano:
A tutto cio' occorre aggiungere le difficolta' derivanti dal processo di integrazione, non ancora concluso, delle popolazioni arya, che erano penetrate nel territorio circa un migliaio di anni prima.
- clan o gruppi familiari aborigeni, a livello del neolitico, abitatori delle folte foreste e che vivevano di caccia e della raccolta dei frutti spontanei della natura;
- tribu' autonome dedite a forme di agricoltura primitive, sovente alla ricerca di nuove terre da sfruttare;
- tribu' o federazioni di tribu' riunite in particolari "repubbliche", governate da un "monarca" con prerogative sovrane limitate. Queste popolazioni praticavano forme di agricoltura piu' evolute ed erano generalmente stabili su di un determinato territorio;
- stati veri e propri, governati da sovrani e/o conquistatori, occupanti territori che comprendevano anche importanti citta', nelle quali venivano esercitate attivita' artigianali, commerciali ed artistiche evolute e, a volte, paragonabili alle civilta' corrispondenti attestate nel bacino mediterraneo;
- popolazioni nomadi e pacifiche dedite alla pastorizia;
- popolazioni nomadi bellicose la cui principale attivita' consisteva nella razzia e nel saccheggio;
- comunita', citta' o stati costieri che avevano creato e sviluppato intensi traffici commerciali su lunga distanza e che avevano frequenti e consolidati rapporti con la Persia e coi paesi del Mediterraneo.
Un diffuso senso pessimistico della vita che era maturato sul territorio (difficile da intendere nel mondo occidentale e scarsamente sperimentato anche nei secoli piu' oscuri della storia dell'Occidente stesso) era dovuto, in massima parte, alle grandi e sovente cruenti trasformazioni della societa' indiana, una buona parte della quale tendeva a passare da organizzazioni tribali primitive a quelle piu' evolute di tipo repubblicano o assolutistico, in cerca di sistemazioni territoriali non sempre facili ed, a volte, ferocemente osteggiate.
In un ambito cosi' complesso, articolato ed in continua trasformazione (e dove sovente ognuno era in guerra contro l'altro) erano venute a mancare determinate certezze di tranquilla stabilita'. Il senso di incertezza del domani aveva diffuso un crescente pessimismo sulla natura e sul significato stesso dell'esistenza.
La casta brahamanica, intenta a raccogliere e a far confluire nel pantheon di divinita' (che costituiranno la base del futuro induismo) le miriadi di dei locali e particolari, presenti sul territorio, non era in grado di dare una risposta concreta ai problemi esistenziali del tempo.
Le vie di liberazione, teorizzate da insigni maestri, furono, almeno in parte, una risposta a tali problemi esistenziali.




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