Il 19 giugno 1919 cadde il governo Orlando e gli succedette un ministero formato da una maggioranza di liberali giolittiani e di esponenti cattolici.
Nitti era un intelligente studioso della questione meridionale e dei problemi della finanza pubblica.
Sul piano interno egli tentò di affrontare la crisi postbellica con una prospettiva di trasformazione in senso democratico dello Stato liberale e prese quindi una serie di provvedimenti che tenevano conto delle aspettative delle classi popolari.
In questo senso l' atto più rilevante di Nitti fu la riforma elettorale con introduzione del sistema proporzionale al posto del collegio uninominale; inoltre eliminò le residue limitazioni al suffragio universale maschile. Gli elettori passarono così da 5 milioni e mezzo ad 11 miloni.
Il provvedimento favorì i partiti di massa meglio organizzati e colpì il sistema delle clientele locali ruotanti attorno ai notabili sul quale poggiava il sistema di potere delle maggioranze trasformistiche e giolittiane.




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