Sono d'accordissimo sul turboliberismo. Ora me ne vo a letto, che domani lavoro. riprendiamo la discussione in seguito, magari.iaociao:


Sono d'accordissimo sul turboliberismo. Ora me ne vo a letto, che domani lavoro. riprendiamo la discussione in seguito, magari.iaociao:
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Spese talmente irrisorie che nel sistema delle case popolari (basato sugli affitti) attuali in realtà già ora gli enti sono a carico del contribuente: non prendiamoci in giro.
Inoltre ora nel sistema degli affitti delle case popolari si verificano troppi abusi: in molte regioni spesso queste case vengono occupate da inquilini abusivi tagliando fuori che sta nelle graduatorie (e questo non succede solo in regioni inquinate dalla criminalità organizzata come la Campania dove la camorra assegna agli abusivi le case popolari che invece spetterebbero a chi sta in graduatoria) ma persino nel centro nord dove gli extracomunitari senza nessun titolo spesso le occupano abusivamente.
Il sistema degli affitti delle case popolari si è rilevato fallimentare e va quindi sostituito e il mutuo sociale è appunto una proposta di riscrittura totale delle regole per un problema sociale che purtroppo è reale
Ultima modifica di C@scista; 18-01-10 alle 02:48










Il mutuo sociale, il cavallo di battaglia di Casapound.
Domanda ingenua: chi paga il debito accumulato dallo Stato per finanziare a fondo perduto gli alloggi?
Se gli economisti di Casapound riescono a trovare una soluzione a questo insignificante dilemma, allora siamo a posto.
Non ci lamentiamo se la demagogia aleggi sempre laddove uno si attenderebbe di trovarla e puntualmente spunta fuori.
Per indole, tutto ciò che ha come desinenza finale "sociale" lo reputo un'escamotage per far pagare a chi produce qualcosa a chi non produce.
La politica degli spreconi di denaro pubblico che deriva da tasche private. Quelle dei contribuenti che, ormai più pochi, pagano le tasse.
Mai che senta da questi economisti neri un modo più pragmatico e meno mangia-soldi di ricavare benessere per i contribuenti. Ci deve essere sempre qualcun altro a concederli questi fondi. Lo Stato, questa chimera, come se lo Stato i soldini li raccogliesse dall'albero della cuccagna, piantato in ogni comune.
Troppo difficile, meglio la propaganda; tanto qualcuno ci abboca sempre, elogiando la sperequazione del debito come "ottima idea". Si badi bene, non critico chi propone queste teorie della decrescita, fanno solo il loro dovere per accaparrarsi voti e consenso.
La regoletta semplice dovrebbe essere: ti impresto dei soldi? Me li restituisci. A quale interesse se ne può discutere, data l'età, occupazione, aspettativa di vita. Specie se quei soldi imprestati gradevolmente dallo Stato sono il frutto del mio lavoro tramite le tasse che si pagano.
Spacciare l'assistenzialismo con la legittima attenzione alle fasce più deboli è pratica piuttosto stucchevole, che alla lunga stanca, annoia e crea problemi irreparabili.






Analisi condivisibilissima. Ma mi viene un dubbio: se la stessa proposta venisse fatta in un paese diverso dall'Italia, patria dei furbi e di conseguenza anche dei fessi, sarebbe in qualche modo più accettabile o l'aggettivo "sociale" ha una valenza negativa in ogni caso?
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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