
Originariamente Scritto da
Informatore
Le radici del Cristiano sono in Cielo, non sulla terra sulla quale si può anticipare ma mai pienamente realizzare lo stato futuro. L'anticipazione, poi, NON SI MANIFESTA MAI con l'arcigno volto del potere ma come gratuità nella libertà: è il santo trasfigurato che anticipa, non l'autocrate o il partito politico.
Se io mi affeziono a ciò che faccio mettendovi radici sono quello al quale viene applicato il detto evangelico di Matteo 6:21: "Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore". E guai se il nostro tesoro sono i nostri libri, i nostri stessi ragionamenti, la nostra logica, il nostro mestiere ben eseguito in nome di Dio, il nostro partito... Saremo come le vergini stolte!
Per questo il nostro tesoro non è nell'Imperatore o nello Zar. Non è neppure nel partito cristiano dei "nostri" contrapposto a quello degli "altri", non è nelle "crociate" per una società più cristiana...
Il nostro tesoro non è nell'opera delle nostre mani che, per quanto nobile sia, conosce la tignola.
La domanda di Augustinus è "strana", appunto perché posta da uno che si definisce cristiano. Nell'antichità però il cristiano sapeva bene cosa significava "non mettere radici in ciò che si fa" perché il cuore di costui rimaneva solo in Cristo, in qualunque situazione fosse. Tuttavia ci sono ambiti - e la condivisione del potere può rientrare in questi - dov'è molto difficile far rimanere il cuore solo in Cristo.
Per questo i più radicali, i monaci, fuggivano dalle alte cariche e non erano rari coloro che, chiamati a fare i vescovi, rinunciavano addirittura a questo. Lo stesso Gregorio Magno, che deve provvedere pure ai bisogni elementari della città di Roma, al suo tempo ridotta ad un grande paese di fantasmi impauriti, si duole continuamente di non poter vivere come vorrebbe!
L'Occidente cristiano, tutto propenso al "fare", ha cominciato a capire sempre meno questo atteggiamento di radicalità evangelica al punto che già Dante CONDANNAVA papa Celestino V per aver posto il suo "GRAN RIFIUTO" verso il papato pur di tornare alla sua vita eremitica assai più radicalmente evangelica...
Eppure com'è possibile che i cosiddetti cristiani dimentichino l'esortazione dello stesso Cristo: "Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma" (Lc 12,33)?
Ma tant'è che succede quando si vuole a tutti i costi assolutizzare ciò che non è assolutizzabile o credere "vocazione" quello che vocazione evangelica non è, come ho già in altre parti dettagliatamente spiegato.