La settimana scorsa, alcune rose nel pugno candidate nelle liste per le elezioni a Torino con in cima il Capezzone, hanno fatto una richiesta altamente provocatoria, quella di dedicare una via della città a Marco Biagi.
La provocazione non sta nella richiesta di intitolare la via a Biagi, in fin dei conti a Roma esiste già e Torino ha già le strade dedicate a Bava Beccaris, Vittorio Emanuele I, Carlo Felice... Uno più uno meno, dunque, fa poca differenza.
La provocazione sta nell' indicazione toponomastica che le rose nel pugno hanno indicato per la nuova via, cioè all' altezza dello stabilimento Fiat.
La beffa per i Torinesi e per i lavoratori (e il Capezzone non rientra in nessuna delle due categorie, soprattutto della seconda, come tanti radicali doc) è che proprio il tratto di strada parallelo a quello che le rose nel pugno vorrebbero intitolare a Marco Biagi, un tempo era dedicato a Filippo Corridoni. Nel 1945 il nome veniva sostitutito con quello di Giovanni Agnelli, con il risultato che Torino è l' unica grande città a non avere una via dedicata a Corridoni.
Vediamo quanto tempo ci metteranno a esaudire il desiderio del Capezzone, mentre da anni attende di essere soddisfatta la richiesta di un comitato cittadino che vorrebbe il ripristino della via dedicata a Filippo Corridoni.
Comunque, i radicali da quando in qua si occupano di lavoro?
Lascino perdere, si godano ministero della loro Canarina Mannara e tornino nel loro mondo fatto di marce in favore degli americani, distribuzioni di preservativi e raccolte di firme per referendum in cui non si raggiunge mai il quorum di votanti.