
Originariamente Scritto da
iannis
Vedendo i risultati elettorale in questo mese mi è saltato all'occhio questo: ossia che se ci sono stati degli sconfitti (o quasi) a queste elezioni in cui veri sconfitti non ce ne siano stati, politicamente sono stati coloro che almeno economicamente si collocano in opposizione al cdx, nel csx, ma con idee vicine al liberismo, al riformismo, per le privatizzazioni, le liberalizzazioni, una economia "moderna". In una parola Montezemolo, qualche grande impresa, molte banche, il "Riformista", la Rosa nel Pugno, i laici e british riformisti Ds, Rutelli.
Questi sapevano dell'appeal della sinistra radicale, ma pensavano di strappare voti di centro alla CDL, di strappare i voti dei produttivi del Nord, magari con alta istruzione, degli imprenditori o i consulenti, o i professionisti che avevano votato CDL. Nulla di ciò è avvenuto, e in più sono stati rosicchiati voti a sinistra. Anzi, coplice il fattore cattolico proprio al Nord qualcosa è stato fregato pure a favore del centrodestra.
Ci pensavo oggi vedendo parlare il Montezemolo, che la sua nel Paese è una utopia minoritaria: ossia porsi a favore del csx e allo setsso tempo difendere la legge Biagi e volere privatizzazioni. Il popolo che ha votato il csx non la pensa così, non vuole la legge Biagi, e chi la vuole si colloca nel cdx. Non sarebbe stato così se ci fosse stata quella vittoria della RNP, dell'Ulivo, trascinato come molti speravano dal popolo delle primarie, dai giovani professionisti illuminati e ulivisti. Ma così non è stato.