Te l'ho già detto sul forum Irredentista... rimettiti il vecchio avatar!![]()
Mi c'ero affezionato...![]()
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Eheh...Brasillach si è preso qualche giorno di riposo ed è sul mio pc in attesa di tornare tra qualche giorno.
Ma mi piaceva l'idea di un omaggio a Giuliano
Ne approfitto per un piccolo promemoria sulla figura
In ogni modo, appena gli fu possibile, Giuliano diventò il più fiero avversario di quella religione che egli vedeva come una mina per l’impero e per tutto il mondo ellenico ... non fu questo, però, che lo rese più grande o lo diminuì del suo valore di uomo, filosofo, letterato e imperatore.
Egli fu indubbiamente uno dei rari casi nei quali un filosofo e pensatore si dimostra uomo d’azione di straordinaria potenza. Il fedele storico Ammiano Marcellino, che bene lo conosceva per essere stato al suo seguito, dice di lui: "... tanto splendette da essere giudicato per la sua prudenza un nuovo Tito, eguale a Traiano per i successi in guerra, clemente come Antonino e, nelle indagini astruse della mente, paragonabile a Marco Aurelio". Si potrebbe obiettare che il giudizio di Marcellino fosse condizionato dall’ammirazione personale per l’amico imperatore ... e vediamo allora cosa ne pensava secoli dopo un filosofo che non veva conosciuto Giuliano, ma che metteva al primo posto la ragione: "Due o tre autori mercenari o fanatici , parlano del barbaro ed effeminato Costantino come di un Dio, e trattano come uno scellerato il giusto, il saggio, il grande Giuliano (... omissis ...) Giuliano è sobrio, casto, disinteressato, valoroso, clemente; ma non era cristiano ed è stato considerato per molto tempo un mostro (... omissis ...) ... si è costretti a convenire che Giuliano aveva tutte le qualità di Traiano, tranne quel gusto particolare che è stato così a lungo perdonato ai Greci e ai Romani; tutte le virtù di Catone, ma non la sua ostinazione e il suo malumore; tutto ciò che fu ammirato in Giulio Cesare e nessuno dei suoi vizi; egli ebbe la continenza di Scipione. Infine, fu in tutto uguale a Marco Aurelio, il primo degli uomini" (Voltaire – Dizionario Filosofico).
......
Giuliano, entra in scena quando il Cristianesimo era trionfante da almeno 50 anni; si era ormai affermato nelle città ed era diventata la religione degli stessi imperatori (le divinità elleniche resistevano arroccate nei villaggi e nelle campagne). Possiamo dire, a ragion veduta, che si era invertite le parti: era il paganesimo ad essere tollerato, mentre vittima era adesso l’elemento ellenico e politeista. Era troppo tardi per tutto: la Storia era andata troppo avanti per consentire opere di restaurazione ed una sola vita, anche molto lunga, non sarebbe bastata. Fosse vissuto due secoli prima (all’incirca ai tempi di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo che pure perseguitò i cristiani alla pari di Decio o di Diocleziano), probabilmente Giuliano sarebbe riuscito nel suo intento e il cristianesimo sarebbe rimasto una delle tante sette religiose del tempo.
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Sono stati perdonati assassini, ladri, parricidi, infanticidi, deicidi, sterminatori di popoli; anche per Giuda è stata trovata qualche giustificazione. Solo per Giuliano non si è mai avuto pietà. Nei suoi riguardi la Chiesa è stata spietata: non solo non ha avuto mai parole "cristiane" verso di lui, ma ha tentato di oltraggiarlo, di umiliarlo, di cancellarne anche la memoria. Il motivo di tanto odio, di questo accanimento ostinato sta nel fatto che il giovane imperatore aveva davvero colpito duramente il cristianesimo, attaccandolo con intelligenza ed abilità e forse, se ne avesse avuto il tempo, avrebbe potuto davvero distruggerlo.
....
Nel 363 Giuliano partì per una spedizione contro i Persiani. Avrebbe potuto farne a meno, non c’era tanta necessità di quella guerra ed i suoi amici lo avevano pure sconsigliato ... Non sappiamo perché decise quella spedizione che gli sarà fatale. Morì in battaglia a Ctesifonte colpito a morte da una lancia scagliatale contro nel corso di una mischia nella quale si era gettato (privo di corazza) per sostenere ed incitare i suoi.
Secondo Libanio, la lancia che lo ferì a morte fu scagliata da un certo Tajeno, un soldato cristiano delle truppe imperiali, ma la cosa non fu mai confermata da fonti cristiane soprattutto per il grande prestigio e per la simpatia che il giovane imperatore godeva fra i soldati.
Aveva solo trentadue anni!
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Va bene..............


(speriamo non passi Milite da 'ste parti...)
Se vuoi lo chiamo
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