salve,
il “corriere della sera” ha pubblicato un notevole articolo sul paganesimo e sul politeismo.
il quotidiano ha posto particolare attenzione al continuo espandersi della religiosita’ pagana.
alcune notizie presenti nell’articolo potrebbero essere meglio definite e precisate, ma in tempi in cui il monoteismo cerca di occupare ogni spazio poter leggere qualcosa di alternativo e’ sempre importante.
l’articolo di Canfora pone dei collegamenti inesistenti tra paganesimo e nazismo.
Stefan George apparteneva al movimento che comunemente viene definito “rivoluzione conservatrice. in altre occasioni ho ampiamente dimostrato l’inesistenza della presenza di elementi pagani all’interno del nazismo. se si vuole risalire alle radici cristiane del nazismo e’ sufficiente leggere il recente libro “il santo Reich, le origini cristiane del nazismo”.
gli interventi di introvigne e zocatelli rientrano pienamente in una logica cattolica, ci basta rilevare come zocatelli parli di neo-paganesimo.
il termine neo-paganesimo e’ un’invenzione cristiana derivante da fattori teologici e storici. l’origine teologica deriva dal fatto che per i cristiani la presenza di cristo ha spezzato il tempo, ha diviso il mondo in prima e dopo la sua venuta. i cristiani sostengo che dopo la comparsa di cristo nessuno puo’ essere come prima. i cristiani affermano che cristo e’ venuto per la salvezza di tutti, che ha redento tutta l’umanita’, e di conseguenza anche i pagani non possono piu’ essere quelli di prima.
certo come simili ragionamenti siamo alla follia.
i pagani e politeisti non hanno mai dubitato della follia dei cristiani. sull’argomento vi rinvio al libro di un autore cattolico: <<la follia dei cristiani, su un aspetto della “reazione pagana” tra I e V secolo.”
il motivo storico per cui la chiesa usa il termine neo- paganesimo risiede nel fatto che il nazismo agi sempre contro tutti i gruppi pagani. si poteva definire il nazismo paganesimo quando in realta’ esso combatteva il paganesimo ? il problema si risolse definendo il nazismo come movimento neo-pagano.
che fine hanno fatto i gruppi pagani che esistevano in germania all’avvento, nel gennaio 1933, nazismo?
a quanto mi risulta in italiano non vi sono notizie in merito. solo una rivista francese, nel 1997, e mai tradotta, riporta alcune interessanti notizie sull’argomento.
sotto vi riporto la traduzione:
<<Il paganesimo era tollerato sotto il terzo Reich solo quando rimaneva relegato nell’ambito privato e non entrava in conflitto con la politica ufficiale. I gruppi pagani furono infatti progressivamente messi sotto controllo, come lo furono le chiese, specialmente dopo la pubblicazione dell’enciclica “Mit brennender Sorge”, nel 1937. Il Tannenbergbund della coppia Erich e Mathilde Ludendorff fu interdetto nel 1933, e il “bund fur deutsche Gotterkenntnis”, che gli succederà nel 1937, fu saldamente messo in libertà sorvegliata. L’indologo e studioso del sanscritto Jakob Wihelm Hauer dovette abbandonare nel marzo 1936 la presidenza della “Deutsche Glaubensbewgung. “la fede allemanna e gli ebrei sono sulla medesima corda!” proclamerà nel 1938 il giornale antisemita “Der Sturmer”! Friedrich Bernard Marby, fondatore nel 1931 del “Bund der Runenforscher” ed editore della “Marby-Runen-Buchrei”, si vide interdire tutte le attività editoriali a partire dal 1935. Arrestato nel marzo del 1937, condannato alla detenzione a vita, trascorse circa nove anni in campo di concentramento, per la precisione a Dachau e Flossemburg, prima di essere liberato nel aprile 1945 dalle truppe alleate. H.A. Weis-haar (Kurt Paehlke), fondatore nel 1918 del “Bund der Guotend”, fu lui stesso internato fino alla fine della guerra nel campo di Bergen-Belsen. Lo scrittore e drammaturgo volkisch Ernst Wachler, fondatore nel 1903 “Harzer Bergtheater” presso Thale, fu perseguito per ragioni “razziali” e morì nel settembre 1944 nel campo di Theresiendstadt. Wihelm Kusserow, fondatore nel 1935 della “Nordische Glaubengemeinschaft”, fu denunziato come “agente britannico”. Nel 1941, praticamente tutti i gruppi pagani erano stati interdetti>>.
elements, nr. 89, Julliet 1997, pagg. 20,21
nell’articolo viene citato l’amico De Bono. io vent’anni fa partecipati all’avventura de “il teurgo”, anzi vi posso dire che facevo parte di colore che “(…) annunciarono - per finta - che avrebbero tagliato la testa a un ariete”. le nostre strade si separano per altro. il motivo lo potete leggere anche su un libro di Gian Antonio Stella.
per quanto riguarda la <<via romana>>. essa in realta’ non ha aspetti religiosi, ma esclusivamente culturali. e’ qualcosa, ma poco per noi.
massimo introvigne dichiara: <<(…) nel ricordo della romanità senza cristianesimo e del fascismo senza Concordato», sarei curioso di sapere almeno il nome di un gruppo che abbia questa posizione. ma forse il nostro non e’ molto aggiornato. l’unico personaggio storico che ebbee una simile posizione, negli anni 30, fu il senatore vincenzo morello che pubblico il libro <<il conflitto dopo la conciliazione>>.
e dopo la guerra?: <<(…) perche’ questo movimento fini’? essenzialmente per un errore di impostazione metodologica e per il motivo “classico” per cui nelle file del tradizionalismo “neo-pagano” scoppiamo le crisi: la conversione al cattolicesimo di una parte della leadership.>> (“il cammino della tradizione”, pagina 58).
nell’articolo leggiamo << il rito sull’Appia Antica effettuato con un’ascia bipenne>>. a quanto mi risulta niente di cosi’ esoterico. venne regalato a Mussolini un fascio littorio ritrovato in una tomba. il regalo non ebbe certo un buon effetto se mussolini nel 1929 dichiaro’: <<L’italia ha il privilegio unico di ospitare il centro di una religione da oramai due millenni. Non e’ per una mera coincidenza o per un capriccio degli uomini che tale religione e’ sosta e si irradia da Roma. L’impero romano e’ il presupposto storico del cristianesimo prima, del cattolicesimo poi.>>. questo mussolini lo dichiaro’ durante l’assemblea quinquennale del regime, il 10 marzo 1929.
penso che per il momento gli elementi siamo sufficienti a “rettificare” gli articoli del “corriere della sera”.
sotto vi riporto i due articoli.
saluti
francesco scanagatta
recapito:
istituto mediterraneo dei studi politeisti
c. p. 53 – 36063 Marostica (vi-vicenza)
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corriere della sera- sabato 6 maggio 2006 – pagina 25
E i giudici riabilitano gli dei dell’Olimpo Un tribunale di Atene autorizza i fedeli alla celebrazione degli antichi culti greci Politeismo in crescita anche in Italia. «Affascinati dalla spiritualità fai da te»
ROMA - La Fratellanza Solare, i Nativi d’Insubria, i Fedeli degli Asi, i Pitagorici, l’Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi, la Tribù Winniler. Sono tra noi, ma sparsi lungo la penisola, impermeabili tra loro e poco inclini a farsi conoscere, casomai il proselitismo è filtrato, cauto, graduale. Gruppi piccoli, piccolissimi talvolta. Si incontrano in case, o in Rete, oppure si parlano tramite riviste che possono avere trecento pagine o essere poco più di un foglietto. Il mondo difforme del paganesimo 2000. Neopagani. «Vedremo moltiplicarsi questi fenomeni», dice Marino Niola, che insegna antropologia dei simboli all’Università Suor Orsola Benincasa, Napoli. Perché, professore? «Perché nel paganesimo, cioè nel politeismo, ciascuno può costruirsi la sua via alla spiritualità. Ogni dio ha una sua funzione e il suo legame con un elemento naturale, monte, fiume, mare...». Il ritorno degli dei è avvenuto negli ultimi tempi, immancabilmente in Grecia. L’associazione «Ellis» ha ottenuto da un tribunale civile l’autorizzazione a venerare Zeus, Era, Poseidone, Ares, Afrodite e gli altri dell’Olimpo e ora vuol chiedere al ministro dell’Istruzione e degli Affari religiosi di celebrare gli antichi riti nei templi sull’Acropoli o su Capo Sunio. Con la rassicurazione: niente sacrifici di esseri viventi, offriremo frutta, dolci, vino, olio.
«Non sarebbe proprio una novità - dice Claudio Simeoni, da Marghera, portavoce della Federazione Pagana, animatore di Radio Pagana, autodefinitosi "Meccanico, Apprendista Stregone, Guardiano dell’Anticristo" -. L’anno scorso eravamo in tremila sotto il monte Olimpo per un rito nel nome di Prometeo». E da noi non si potrebbero usare i templi di Agrigento, di Paestum? «Ma no! I monumenti vanno tutelati e protetti. Noi per i riti abbiamo il nostro "bosco sacro", piantato a Jesolo, da un pagano».
Punto di riferimento neoellenico in Italia è il critico d’arte milanese Antonino De Bono che, a 82 anni, dice: «Sarebbe ridicolo oggi pregare Apollo o Hermes. Interessante invece è notare la rivalutazione degli dei come forze cosmiche dell’universo, che sfuggono al controllo dell’uomo». De Bono accusa Gesù «di essersi vantato di essere il Cristo, lo considera piuttosto un mago o un operatore dell’occulto, ma ha chiuso con la Grecia religiosa politeista vent’anni fa, dopo che alcuni suoi seguaci annunciarono - per finta - che avrebbero tagliato la testa a un ariete.
Così, per cercare un paganesimo mediterraneo in Italia si deve guardare alla «via romana», gruppi che si rifanno alla religiosità dell’antica Roma, ma più nel solco egiziano di Iside e Osiride, che in quello greco con Zeus che diventa Giove e Poseidone che si tramuta in Nettuno. Dice Massimo Introvigne, fondatore del Centro studi sulle nuove religioni: «Nel neopaganesimo romano ci sono due filoni principali, uno intellettuale formato da professori ed entusiasti degli studi classici, e l’altro di estrema destra, nel ricordo della romanità senza cristianesimo e del fascismo senza Concordato». Aggiunge il vicepresidente del Cesnur, Pierluigi Zoccatelli: «Il neopaganesimo coincide quasi sempre con l’esoterismo, l’ermetismo. Spesso per accedere agli strati più sottili dell’essere queste scuole si basano su teorie e pratiche che riguardano la manipolazione dell’energia sessuale, nella scia di Cagliostro». Così, nel passato dei movimenti neopagani romani ci sono riunioni nelle catacombe, là dove si rifugiavano i nemici di oggi, i primi cristiani. E c’è anche il rito sull’Appia Antica effettuato con un’ascia bipenne, forse alla presenza del filosofo Evola, rito che avrebbe "propriziato" l’avvento del fascismo.
«Il politeismo è una minoranza - ripete il professor Niola - Ma cresce soprattutto per la reazione al Cristianesimo, che ha spezzato il rapporto fra uomo e natura, ritenendo l’uomo superiore».
Andrea Garibaldi
FRA RELIGIONE E FILOSOFIA Zeus e gli altri? I «padri» dei santi cristiani
di luciano canfora
Non è la prima volta che torna in auge il culto degli dei greci, dopo la loro eclissi. All’inizio del Novecento, in Germania, la «cerchia di Stefan George», restaurò culto e cerimoniali sia pure ad uso di un gruppo piuttosto ristretto di letterati estetizzanti. Essi volevano essere direttamente i greci antichi. Non pochi ne sorrisero. Il loro contributo ad una rinascita dell’Ellade antica fu nullo. Altri culti «pagani», ma di origine paleogermanica, furono rimessi in vigore non molti anni dopo dal massimo criminale del secolo XX, Heinrich Himmler, il capo supremo delle SS e fondatore del «Ahnenerbe» (il lascito degli antenati). Qui la farsa diventò tragedia. Ma, indagando in tema di restaurazioni, si potrebbe riandare ancora più indietro nel tempo, fino al tentativo di un grande e misconosciuto imperatore del IV secolo, Giuliano, detto ingiustamente «l’apostata», il cui sforzo di restaurare l’antica religione greca fu incrinato dal modo stesso, filosofico e dunque metaforico, con cui egli intendeva tale restaurazione. Restaurare la religione greca è arduo. Esistette infatti una religiosità greca, ma, al tempo stesso, esistettero tanti e tra loro assai diversi culti riguardanti non di rado le stesse divinità. Quella greca non fu una teologia chiusa, ma piuttosto una teologia aperta, sorretta da una idea vaga e complessiva del divino e sempre più fortemente impregnata di filosofia. È dunque difficile ricavarne e addirittura restaurarne un determinato culto. Ma, a ben vedere, la religione dei greci, via via impregnata di pensiero neoplatonico, vive ancora: nel Cristianesimo e in particolare nel Cattolicesimo, che è solo apparentemente monoteistico, ma che ha ripristinato una molteplicità di entità divine attraverso il culto di figure intermedie quali la «Vergine» e i «santi». E inoltre esso è sorretto da una teologia che è innervata di pensiero greco. Nulla nella storia scompare, tutto si mescola e si trasforma.




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