di Herman Bashiron
500.000 elettori palestinesi non posssono essere considerati terroristi...
500.000 mila palestinesi, mezzo milione di uomini e donne, hanno fatto uso del mezzo democratico per eccellenza, la scheda nell’urna, le libere elezioni, per chiamare i rappresentanti di Hamas a governare il loro popolo senza Stato. Tutto legittimo, tutto democraticamente corretto, Hamas è stato liberamente scelto, Hamas è la “democrazia” che dicono di voler esportare. Eppure in questo specifico caso, come anche in Iran, in Venezuela o in Libano (vedi HizbAllah e Amal), dall’Occidente politicamente corretto fioccano commenti di inquietudine, analisi drammatiche, si crea un clima di paura, si crea il nemico cattivo e pericoloso e si passa alle solite minacce di vario genere. Una strategia che è oramai più che consueta. Eppure molti popoli stanno dimostrando di non cadere in simili tranelli e stanno scegliendo la via più diretta per la loro indipendenza.
Hamas è un movimento politico nato nel 1987 per resistere all’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi. Fondato dallo Sheikh Ahmed Yassin (assassinato da Israele il 22 marzo del 2004), il movimento di “Cambio e Riforma” si è da subito riconosciuto nei valori islamici, ma promuovendo un’azione incessante per aiutare indiscriminatamente ogni palestinese, a prescindere dalla sua confessione.
Nel campo del sociale Hamas è un’istituzione forte, radicata e riconosciuta da tutti i palestinesi. Dove Israele distruggeva case e scuole, loro si adoperavano per ricostruirle e per assicurare una educazione ai bambini palestinesi.
C’è chi insiste nel disegnare Hamas come un’entità islamica fondamentalista ed estremista, eppure nelle ultime elezioni appena vinte figuravano nelle loro liste anche personalità cristiane. Basta leggere l’intervista, rilasciata all’emittente televisiva del Qatar, Al-Jazira, di Hosam al-Taweel, candidato cristiano di Hamas, il quale ripete quello che i cristiani di Palestina hanno sempre dichiarato: “Siamo tutti, cristiani e musulmani, uniti per una Palestina libera. Entrambi dividiamo una comune sofferenza sotto l’occupazione israeliana”.
La menzogna dell’estremismo islamico del movimento di Hamas sarebbe quindi facile da sfatare, ma i grandi media occidentali non ne parlano e di persone che cercano un’informazione alternativa ce ne sono purtroppo ancora poche. Tra le ovvie, immediate, reazioni del mondo di cui sopra, ve ne sono state alcune che hanno praticamente ripetuto in coro tutti: “Hamas non riconosce lo Stato di Israele (…) Hamas deve riconoscere lo Stato di Israele” … “Hamas deve disarmarsi”.
Proviamo a spiegare. Hamas in effetti non riconosce chi sta occupando i territori Palestinesi da oltre mezzo secolo; non riconosce l’entità che è piombata in casa sua, gli ha cacciato i nonni, con le famiglie e i relativi discendenti, e non ha nessuna intenzione di farli ritornare; non riconosce chi gli ha sottratto l’acqua, gli alberi, le città, il mare, ogni economia di sostentamento, le case, i padri, i figli, le mogli e la vita stessa, scandita da attese ai check-point, deviata da muri, mitra e fili spinati. Hamas non riconosce lo Stato di Israele perché Israele non ha mai riconosciuto uno Stato di Palestina, uno Stato con una propria sovranità, con uno sviluppo normale, con dei confini.
Perché Israele può permettersi di non riconoscere uno Stato palestinese, anzi stuprare la terra altrui arraffandone le risorse e può inoltre sottrarsi a innumerevoli risoluzioni internazionali?
Perché Hamas, che è adesso ufficialmente a capo del governo dei palestinesi, e quindi non è una milizia extra-parlamentare, deve disarmarsi e non si chiede il disarmo di Israele (in possesso, sembra, di oltre 200 testate nucleari mai dichiarate e delle armi più tecnologiche e potenti)?
Perché Hamas è tacciata in maniera univoca come un movimento terrorista e non come un movimento di liberazione e resistenza contro chi sta occupando la Palestina? Alle volte le risposte sono molto più facili delle domande: bisognerebbe fare più attenzione alla realtà del conflitto, superare il velo di ipocrisia, le barriere mediatiche che nascondono le verità e le menzogne che, una volta svelate, sembrerà impossibile non avere notate prima. Proprio per questo bisogna innanzitutto porsi delle domande. Se Hamas continuerà ad essere considerata ‘terrorista’, tra Gaza e Cisgiordania vi sono adesso più di 500.000 elettori ‘terroristi’, uomini, donne e tanti bambini che chiedono giustizia, diritti e libertà per il proprio popolo, quello palestinese.
fonte: Rinascita, 31 gennaio 2006


Rispondi Citando
