Gruppi cristiani si assoggettano al Sinedrio
Maurizio Blondet
13/01/2006
La Cupola della Roccia è il piu antico monumento esistente nell'architettura islamica, dove dovrebbe risorgere il tempio di GerusalemmeISRAELE - Mesi fa (30 ottobre 2004) abbiamo dato notizia della rinascita del Sinedrio: l’accolita dei «savi di Sion» che non si riuniva dal 429 dopo Cristo è rinata per opera di 71 rabbini estremisti.
Guidati da rabbi Ysrael Ariel, che disse allora che la rinascita del Sinedrio «è un passo ulteriore verso il compimento delle profezie ebraiche».
Tali profezie contemplano la finale soggezione dei non-ebrei (gentili, goym) ai «Savi di Sion».
Ora apprendiamo che dieci non-ebrei si sono presentati davanti al nuovo Sinedrio a Gerusalemme, per dichiarare la loro soggezione alle «leggi noachide».
Ossia alle «leggi di Noè» che secondo la dottrina rabbinica obbligano i non ebrei, al contrario delle leggi di Mosè specificamente previste per gli ebrei.
Noè infatti non era ebreo (essendo nato prima di Abramo) ed è il simbolo della comune umanità in generale.
I delegati dei buoni servi noachidi sono stati introdotti davanti all’Alta Corte Ebraica, dove i 71 «savi» erano riuniti in sessione speciale sotto il loro «nasi» (presidente), rabbi Adin Even-Israel Steinsaltz.
Sopra di loro pendeva una grande tela con un presunto passo biblico: «perché allora Io cambierò le nazioni e farò loro parlare una lingua pura, così che esse proclameranno il nome del Signore, e lo serviranno con decisione unitaria».
I noachidi sono stati lasciati in piedi davanti al Sinedrio.
Ma rabbi Michael Bar-Ron li ha lodati così: «sono venuti da ogni parte del mondo, con grande dispendio di energie e di denaro, per dichiarare davanti alla Corte e a tutto il genere umano la loro obbedienza alle sette Leggi di Noè, le leggi del Creatore».
Ciascuno dei dieci noachidi ha pronunciato la seguente formula: «dichiaro la mia obbedienza ad HaShem, Dio di Israele, Creatore e Re dell’universo, alla sua Torah e ai suoi rappresentanti, il Sinedrio. Pertanto obbedirò alle sette leggi di Noè in ogni dettaglio, secondo la Legge Orale di Mosè sotto la guida del Sinedrio. Possa HaShem benedirmi e aiutare me, tutti i membri della mia comunità e tutti i B’nai Noach (‘figli di Noè’) in ogni loro impresa per il bene del Suo nome».
«Abbiamo scritto un paragrafo della storia della civiltà, ed è anche il compimento della profezia», ha commentato uno dei noachidi, tale Roger Grattan, venuto dal Maine.
Altri nomi: Bud Gill (coordinatore delle relazioni estere noachidi), Billy Jack Dial, Andrei Overall, Adam Penrod, Jacob Scharff, Larry Borntrager, Vendil Jones, Jack Saunders, e il «portavoce del consiglio noachide» Jim Long.
Jim Long si è rivolto alla Corte chiedendo il riconoscimento formale del consiglio dei goym: «vostro onore [sic], stimati savi. Siamo qui a causa della vostra Torah. Rabbini prima di voi hanno alzato la Torah e ci hanno atti ad entrare in essa - prima che noi inciampassimo nelle tenebre».
Rabbi Even-Israel Steinsaltz li ha accettati.
Poi ha detto: «stiamo adempiendo oggi a una missione globale - non reclutiamo gente, ma la portiamo a capire che c’è un solo D.».
Quanto ad adempimenti ed obblighi particolareggiati che dovranno essere seguiti dai noachidi, rabbi Steinsaltz ha annunciato: «un Shulhan Aruch per i B’nai Noah sarà scritto, in modo che ciascuno possa essere guidato in che cosa fare».
Era un riferimento alla «legge pratica» scritta per i giudei nel 1560 da Josef Karo e tutt’ora in uso.
E il rabbino ha messo in guardia dalle difficoltà che i «figli di Noè» incontreranno, via via che il movimento aumenta di aderenti.
«Se si parla in generale quasi ogni essere umano può accettare più o meno le leggi di Noè;ma quando dettagliamo i particolari, arriviamo a punti in cui gravemente dissentiamo dal cristianesimo e dall’Islam».
Ma niente paura: «noi saremo al vostro fianco.
Siamo membri della stessa religione che l’Onnipotente ha dato agli uomini: parte di questa è stata data agli ebrei, e parte all’umanità nel suo complesso».
Poi ha preso la parola rabbi Yaakov Ariel, del Temple Instite, la yeshiva (scuola rabbinica) che raccoglie fondi per ricostituire il tempio di Gerusalemme.
Ha rivelato di aver visto, quel mattino, un arcobaleno (come quello che Noè vide alla fine del «diluvio»): «è stata la cosa più vicina alla vista di Noè in persona: il segno del patto fra D. e l’umanità testimoniato da Noè».
Vendyl Jones, capo dei noachidi, ha offerto un banchetto al Sinedrio, durante il quale ha parlato delle sette leggi di Noè, spiegando nei particolari gli undici primi capitoli del Genesi che le delucidano.
Ha confessato di aver sempre compreso le prime sei, ma non la settima, che vieta di mangiare un membro di un animale vivo.
Ma poi, ha aggiunto, si è ricordato dei giorni in cui marchiava il bestiame in Texas: «marchiavamo e castravamo i vitelli quando ero giovane, e la sera attorno al fuoco mangiavamo quelle che chiamavamo ‘ostriche di montagna’, i testicoli di animali viventi».
Rabbi Nachman Kahane ha tranquillizzato il peccatore: «D. ha creato un mondo primitivo.
Non coltiviamo pane, ma grano che deve essere mietuto, macinato e cotto. Il nostro compito è essere partner di D.; purtroppo, lungo la storia, questa idea si è pervertita. Come puoi essere un partner di D. se la tua religione ti dice di mandare i tuoi figli nei supermercati a far saltare in aria la gente? Ciò che oggi facciamo è creare di nuovo il collegamento tra la gente e D. - D. dice all’umanità: ognuno ha un compito. Io quello di sacerdote (avrò un compito particolare quando il tempio sarà costruito) ma tutti voi avete ugualmente uno specifico compito. Io non sono migliore».
Il rabbino Nachman è il fratello di Meir Kahane, un estremista nero ebraico americano che aveva creato una organizzazione paramilitare che commetteva violenze; il suo partito «Kach» è stato bandito come razzista. Kahane è stato ucciso in uno scontro con gruppi palestinesi.
Alla cerimonia e alle celebrazioni ha preso parte un italiano: lo sheikh Abdul Hadi Palazzi (al secolo Massimo Palazzi, un ex mormone, che si dichiara «docente di storia delle religioni» all’Università di Velletri, dove non esiste università) autonominatosi capo dell’Assemblea Islamica Italiana.
«La legge islamica contiene le sette leggi di Noè», ha detto fra l’altro.
Rabbi Yoel Schwartz ha ricevuto da rabbi Shalom Elyashiv - guida spirituale degli haredim - l’incarico di allestire un tribunale per giudicare i figli di Noè che vìolano le 7 leggi. «La jihad islamica contro il mondo ha rimesso la religione al centro della coscienza mondiale», ha detto Schwartz.
Ed ha ricordato: «oltre 30 anni fa un uomo di nome Eisenberg mandò una proposta alle Nazioni Unite in cui sosteneva che non ci sarà pace nel mondo se i cittadini del pianeta non concordano su alcuni principii di fede. E’ stato adottato dall’ONU come uno dei suoi documenti, ma non ha avuto seguito. Noi oggi siamo qui per dar seguito ad esso, e ricordare all’ONU il motivo per cui esiste».
Rabbi Schwartz ha tradotto in arabo vari libri sulle leggi noachidi.
«Genitori musulmani mi hanno ringraziato per aver insegnato ai loro figli che c’è una strada per il paradiso diversa da quella dello shahid, il martire».
Ha aggiunto che la dispersione degli ebrei aveva questo scopo, disseminare le verità della Torah nel mondo.
Ma quando gli ebrei sono tornati in Israele, sono nate tecnologie che consentono di raddoppiare gli sforzi restando in «terra santa».
«Telefono, radio e poi computer e internet sono fioriti dal nostro ritorno in Israele. D. ci ha dato i mezzi per fare il lavoro da qui».
Rabbi Elyaho Essas, che è stato un refusnik sovietico, ha sottolineato l’urgenza di insegnare le leggi noachidi ai non ebrei venuti dall’ex URSS: «ci sono almeno 400 mila, e forse un milione, venuti dall’URSS che non sono ebrei secondo le leggi ebraiche. Molti di loro credono di essere ebrei, ma non hanno madre ebrea e perciò non sono ebrei secondo il diritto ebraico. Circa 150 mila non hanno rapporto di sangue con la nazione di Israele: spose e parenti che sono venuti secondo la legge del ritorno; ce ne sono 30 mila che non hanno nulla a che fare col popolo ebraico, ma hanno falsificato i documenti».
Tutti costoro devono essere indotti a diventare «figli di Noè»; ma la questione è complicata, ha aggiunto e dovrà essere discussa dal Sinedrio e dal Consiglio Noachico.
La questione dei matrimoni misti, per esempio, non è stata mai discussa perché non si è mai verificata in misura così grande: «ma oggi abbiamo il 50% delle famiglie dell’ex URSS e ancor più in America che si trovano in questo stato. Se uno dei coniugi è ebreo e l’altro è un figlio di Noè, quale è la loro condizione giuridica?».
Jim Long ha concluso: «chiunque legga la Bibbia vede che la nostra Torah è la vostra costituzione, il vostro testo dei diritti, e il nostro diritto alla terra d’Israele. Pubblicheremo libri di preghiere noachidi, libri per bambini e documentari per insegnare a vedere la scienza e il mondo attraverso le lenti della Torah».
Maurizio Blondet
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