Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    PaoloBardamu
    Ospite

    Predefinito La bufala della "lista di proscrizione"

    di Claudio Moffa

    NON BASTAVA LA GUERRA, ORA C’E’ ANCHE L’INDIGNAZIONE “PREVENTIVA”. NESSUNO SA UN TUBO, NESSUNO SA CHE LA "LISTA DI PROSCRIZIONE" E’ IL COPIA INCOLLA DI UNA PETIZIONE “MULTIETNICA” NIENTEMENO DELL’UCEI ANNO 2005, MA TUTTI SI STRACCIANO LE VESTI PUR DI NON SUBIRE IL VETO DELLA COMUNITA’ EBRAICA ALLE PROSSIME ELEZIONI. RESTANO DI QUESTA INCREDIBILE VICENDA, DUE PUNTI INTERROGATIVI: LE PROVOCAZIONI GERMINATE TRAMITE IL SITO 'IL CANNOCCHIALE" SONO FINITE? E QUAL ERA IL COMMENTO DEL BLOG ALLA LISTA REDATTA DALL’UCEI, UNICO MA IGNOTO DATO UTILE PER UNA POSSIBILE (E A QUESTO PUNTO BEN FONDATA) ACCUSA DI RAZZISMO?

    Lista di proscrizione? Guardiamo ai fatti:

    1) la lista di proscrizione de il blog il cannocchiale non è altro in effetti che un copia incolla di una lista di firmatari di un appello contro le Università inglesi a loro volta favorevoli al boicottaggio, redatto dall’Unione delle Comunità israelitiche nel lontano maggio 2005;

    2) A quell’appello pro Israele avevano aderito anche docenti non ebrei: dunque la natura della lista ripresa dal blog è non certo razziale ma prettamente politica. Non a caso mentre Repubblica travisa titolando “prof ebrei” (p. 10 dell’edizione odierna), Il Corriere titola a sua volta correttamente “prof pro-Israele” (p. 18).

    3) La lista è stata caricata sul sito Il Cannocchiale il 16 gennaio, al momento cioè della polemica sul Papa a La Sapienza, e fino all’8 febbraio, benché il monitoraggio di internet da parte dei cacciatori di "antisemiti" sia notoriamente indefesso e diffuso, nessuno se lo è filato.

    4) Resta un unico aspetto oscuro, stando almeno a quanto (non) si legge sui principali giornali: il commento e la presentazione dei blogghisti all’elenco dei firmatari dell’appello pro Israele. Cosa hanno veramente scritto? Solo qui potrebbero trovarsi eventuali elementi di reato, o toni comunque razzisti e antisemiti. Ma secondo la stessa Repubblica i 162 firmatari, nonostante il titolo del quotidiano già citato, sarebbero stati rubricati come “la lobby filoisraeliana degli atenei italiani”: e allora, dov’è il delitto, se nella Grande America Democratica Walt e Mearsheimer hanno scritto un libro titolato “The jewish lobby”, tradotto in Italia da Mondadori? Dov’è il delitto, se Christian Rocca ha esplicitamente sottolineato in un libro sui neicons editore il Foglio, le radici ebraiche del Think-tank proisraeliano? Dove sarebbe il delitto persino se la lista dei firmatari dell’appello dell’UCEI del 2005 fosse stata composta da soli docenti ebrei, visto che circola liberamente in Italia un libro di Carlo Schaerf (ebreo) sui cognomi ebrei in Italia?

    Le conclusioni dunque sono per ora due: la prima è che quanto appena detto non esclude affatto la finalità razzista della sortita del blog: solo che bisogna documentarsi e documentare i lettori prima di sparare paginate di demonizzazioni. Né si può sostenere che visto che la critica è rivolta anche contro prof ebrei, si sarebbe di fronte a un episodio di antisemitismo: sarebbe fare dell’ “antirazzismo” razzista, pretendere cioè che sia lecito criticare il lobbismo dell’Opus Dei o di chiunque altro, ma non degli ebrei.

    Seconda conclusione: il fatto che la notizia sia diventata scandalo nazionale soltanto l’8 febbraio, nonostante fosse stata caricata sul sito almeno tre settimane prima, indica chiaramente il segno “elettorale” dell’indignazione “preventiva” sulla cosiddetta “lista di proscrizione”. Leggete i giornali di oggi, e c’è sì qui – di fronte alla pochezza dell’evento, montato grazie a un blog strasconosciuto fino a 24 ore fa, e su una lista raccolta dall’UCEI nel lontano 2005 – da inorridire. Nessuno sa un tubo, nessuno ha letto, ma tutti, rievocando Hitler, la giornata della Memoria da imporre nelle Università, le tombe profanate, i delitti rituali e via sproloquiando, sparano bombe e missili sulla campagna ormai in atto.

    Una campagna elettorale in cui è scesa in campo – questo il significato ultimo della vicenda – la comunità ebraica italiana, impegnata a chiedere “tutto” anche se non subito: dalla revisione del messale di Papa Ratzinger, all’accettazione da parte dell’imam della visita alla Sinagoga di Roma, alla fine del boicottaggio della Fiera del Libro. Questo oggi: ma state sicuri che è solo l’aperitivo. Adesso, sull’onda dello scandalo e delle prime dichiarazioni prone e superficiali dei politici, gli ultras della minoranza ebraica cominceranno a martellare tutti i partiti e candidati, di destra e di sinistra, per l’imbavagliamento dei blog ex progetto di legge Levi-Prodi, e per la reintroduzione della legge Mancino. Defenestrato con successo D’Alema, hanno dato il buon anno all’Italia.

    Claudio Moffa

    (Fonte: http://21e33.blogspot.com/ del 9.02.2008)

  2. #2
    KeN$h!Ro
    Ospite

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    sempre in gamba !

    forza Professor Moffa !

  3. #3
    Forumista senior
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    PER LEGGERE LA NOTIZIA DIRETTAMENTE SUL SITO CLICCA SOTTO
    ( http://www.forumpalestina.org/news/2...uBlackList.htm )



    Il Forum Palestina sulla vicenda della lista nera dei docenti universitari

    Comunicato stampa



    La vicenda della black list di docenti universitari filo-israeliani, merita alcune sottolineature chiare e preventive:



    1) Condanniamo senza mezzi termini qualsiasi discriminazione o attacco di tipo razziale o religioso nei confronti di chiunque. Condanniamo queste discriminazioni e attacchi soprattutto quando essi passano da odiosi pregiudizi a veri e propri sistemi legislativi.



    2) Avvertiamo che qualsiasi tentativo di mettere in relazione la vicenda della lista nera dei docenti universitari con la campagna politica in corso sulla contestazione della Fiera del Libro di Torino, troverà una ferma risposta sia sul piano politico che legale. Apprezziamo invece le dichiarazioni che intenderanno o hanno inteso tenere ben distinte le due cose.





    3) Sospettiamo che la scoperta in questi giorni di aspre polemiche sulla Fiera del Libro di Torino, di una lista nera di docenti che nel 2005 sottoscrissero un appello contro il boicottaggio delle relazioni tra università britanniche e israeliana, non sia del tutto casuale ma strumentale. Quel documento era postato anonimamente da tempo in un blog, ma solo adesso è stato notato e intercettato.



    4) Il vizio delle liste nere non appartiene solo ai circoli neonazisti e antiebraici. Ne segnaliamo uno (http://masada2000.org/list-A.html) nel quale un gruppo ultrasionista elenca tutti gli ebrei e gli israeliani ritenuti “traditori o minaccia” per Israele ed “ebrei che odiano se stessi”. In esso compaiono autori e personalità molto conosciute nel nostro paese come Norman Filkestein, Ilan Pappe (che verrà in Italia nei prossimi mesi), Naomi Klein, il musicisita Gilad Atzmon, Nuri Peled e centinaia di altri.



    La campagna “2008 anno della Palestina” andrà avanti nelle sue iniziative e nel suo calendario di lavoro, ben consapevole che i mesi che vanno da qui alla Fiera del Libro di Torino a maggio saranno pieni di provocazioni, imboscate e tentativi di criminalizzazione che respingeremo in modo fermo e condiviso.



    Il Forum Palestina

  4. #4
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    http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=16961

    La notte della Ragione. Lobby o discriminazione razziale?
    di Massimo Mazzucco - 09/02/2008

    Fonte: luogocomune.net [scheda fonte]

    L’invito, se possibile, è a leggere questo articolo prima di tutto come uno scandalo logico-semantico, e solo in secondo luogo, eventualmente, come la denuncia di una macroscopica ingiustizia, peraltro ormai nota al mondo intero.

    La notizia è questa: una lista di 162 professori universitari, in maggioranza ebraici, pubblicata da un non meglio identificato “blog”, ha scatenato un finimondo a livello mediatico e politico, risolvendosi in una condanna compatta e univoca contro gli autori di quella lista.

    "Siamo in presenza di un evento inquietante - ha detto Anna Foa, docente di Storia moderna dell'università La Sapienza di Roma - Chi si è reso autore di questa iniziativa delirante ha commesso un reato e va punito". Mentre il rettore Renato Guarini, “interpretando i sentimenti di tutta la comunità universitaria”, lo ha definito un “inaccettabile atto di intolleranza". Chiude la fiaccolata dello sdegno l’immancabile Walter Veltroni, con un chiaro invito al “rifiuto di ogni forma di discriminazione e di odio".(ANSA).

    Ma che cosa conteneva di così grave questa “lista”? Di cosa erano accusati, coloro che vi comparivano?

    Di "fare lobby". Questa è la notizia ufficiale, riportata ieri dai giornali e dalle TV.

    Ohibò, “fare lobby”. E in che cosa consisterà mai, questo curioso peccato capitale, del quale non si può accusare nessuno senza addirittura “commettere un reato”?

    Trattandosi di una parola inglese, ci rivolgiamo direttamente al dizionario, ...


    ... dove troviamo questa definizione:

    LOBBY: “A group of persons who work or conduct a campaign to influence members of a legislature to vote according to the group's special interest”. “Un gruppo di persone che si adoperano o conducono una campagna per influenzare i membri di una legislatura a votare secondo gli interessi particolari di quel gruppo”.

    Dov’è il problema, quindi? Una volta stabilito che si utilizzino esclusivamente dei mezzi legali per “influenzare” i legislatori, non si comprende dove possa stare la pietra dello scandalo.

    Non solo le lobby in Italia non sono proibite – in America poi sono una vera e propria istituzione - ma fanno parte integrante di una società che da un lato è basata sulla competizione e sul libero mercato, e dall’altra sulla sacrosanta libertà di espressione.

    Se quindi io voglio convincere un parlamentare a promuovere una legge che favorisca le auto a olio di colza invece di quelle a benzina, perchè mai non potrei farlo?

    Nel libro di Mauro Fotia “Le lobby in Italia: gruppi di pressione e potere”, c’è addirittura una sezione intitolata “Lobby e Istituzioni”, nella quale ad esempio leggiamo (pag. 29): “Una lobby è altresì in grado di presentarsi come la fonte più autorevole delle informazioni più aggiornate nel settore in cui opera e in ogni caso di risultare di gran lunga superiore alle fonti autonomamente attivabili dalla presidenza delle camere, delle commissioni o dai singoli parlamentari. Infine, una lobby ha la concreta possibilità di dimostrare plausibilmente la congruenza fra i suoi interessi specifici e quelli più generali, almeno, ma non solo, per quanto attiene alla regolamentazione della tematica di cui si occupa.”

    Che cosa c’è quindi di così scandaloso nel sentirsi accusare di “fare lobby”? Anzi, visto che le persone elencate in quella lista hanno chiaramente degli interessi in comune, sarebbero ben poco astuti ad agire ognuno per conto proprio, senza coordinare i loro sforzi verso un obiettivo comune.

    Dove starebbero quindi l’odio e la discriminazione di cui parla Veltroni, da parte di chi li “accusa” di “fare lobby”? Ma dove starebbe soprattutto il “reato” compiuto da costoro, nel pubblicare quella lista, visto che si sostiene che un certo gruppo di persone compie un’azione del tutto legale?

    Lo ripetiamo, per maggiore chiarezza: o ciò che fanno questi professori è illegale, e allora vanno semplicemente arrestati e processati, oppure è legale, e allora non si comprendono ne l’ “accusa” da parte dei blogghisti ai professori, nè lo scandalo da parte di questi ultimi, nè soprattutto dove stia il “reato" dei primi.
    Siamo di fronte a un tale paradosso logico-semantico, che viene il sospetto che al gruppo di professori abbia dato in realtà fastidio il semplice fatto di essere stati “elencati”. E’ possibile cioè, essendo ebrei, che il fatto stesso di veder comparire il proprio nome in una qualunque lista possa evocare in loro i tristi ricordi delle leggi razziali, delle deportazioni e dei campi di concentramento.

    Forse è questa la “discriminazione” di cui parla Veltroni, nel tornare in qualche modo a “ghettizzare” gli ebrei di oggi, e in questo senso si può anche dargli ragione. “Fare le liste” è brutto comunque, per principio, perchè scava inevitabilmente un solco fra gli esseri umani che diventa poi più difficile da appianare.

    Non è bello dire “i negri”, “gli omosessuali”, o “le donne” - anche se si vuole magari difendere la loro categoria - perchè nel farlo si riafferma comunque una loro “diversità", discriminandoli in ogni caso.

    Anche in questa ipotesi, però, la logica si scontra con i dati di fatto: non sono gli ebrei stessi a sostenere di essere diversi? Non dicono loro di essere il “popolo eletto”? Un volta chiarito che “popolo eletto” non significa necessariamente “favorito” (per quel che ne sappiamo, possono anche essere stati “scelti” per prendere botte da tutti, e sui disegni del Creatore non possiamo certo metterci a discutere), resta il fatto – storico, innegabile e onnipresente – che siano sempre stati gli ebrei a non volersi mescolare al resto dei “goyim”.

    Padronissimi di fare gruppo a parte, naturalmente, ma questo impone ora di escludere un risentimento da parte loro per essere stati identificati come ebrei. Sono i primi a far notare al mondo si esserlo, e ci tengono pure da morire.

    Quindi? Che cosa ci rimane, a questo punto?

    Rimane solo quel fantasma, indefinito e inafferrabile, chiamato “antisemitismo”.

    Tu ce l’hai con me - sostiene l’ebreo che accusa un non-ebreo di antisemitismo - e questo non puoi farlo. Tu non mi puoi odiare, non mi puoi schernire, non mi puoi disprezzare, perchè io ho già avuto sei milioni di morti, e ho sofferto abbastanza.

    Ora, gli ebrei - almeno quelli intelligenti - non pretendono certo di stare simpatici a tutti, però chiedono - pare di capire – di tenersi per sè eventuali antipatie, per non fomentare ulteriormente violenza contro di loro.

    E si potrebbe pure dargli ragione, anche perchè il pregiudizio non è comunque una bella cosa, e alimentarlo negli altri va evitato in ogni caso.

    Ma allora perchè, ci si domanda, quando Oriana Fallaci parla dei musulmani come se fossero topi di fogna, le sue parole finiscono addirittura in prima pagina sul Corriere, e nessuno trova nulla da ridire?

    Che differenza c’è fra parlare male di un musulmano – o di tutti i musulmani insieme - e parlare male di un ebreo, o di tutti gli ebrei insieme?

    Seminando disprezzo verso una qualunque etnìa, gruppo o religione, non si fomenta forse un eventuale odio latente verso quella etnìa, gruppo o religione, qualunque essi siano?

    Che differenza c’è, quindi, fra un “antisemita” e un “antimusulmano”, e perchè mai il primo andrebbe “punito” a termini di legge, e il secondo addirittura premiato con le prime pagine dei più prestigiosi quotidiani?

    Forse perchè gli ebrei hanno avuto l’Olocausto, e i palestinesi no?

    Anche qui si va a cozzare dritto contro la storia: il fatto che nelle scuole non si insegni che cosa è stata la Nakba non significa che non sia mai esistita. Ne vogliamo davvero parlare?

    Quindi, siamo punto e accapo: non si riesce a trovare un solo motivo valido di risentimento, da parte di quei 162 professori, che non sia il fatto stesso di essere stati “elencati”.

    E allora guardiamo bene che cosa ha fatto, ad esempio, lo Steven Roth Institute, un organismo con base a Tel Aviv che si occupa di catalogare e denunciare, paese per paese, i mille fatti di “antisemitismo” che accadono nel mondo:

    Ha pubblicato una lista! Anzi, ne ha pubblicato dozzine, di liste, una per ogni nazione in cui essi ritengono che esista anche solo un potenziale focolaio di “antisemitismo”.

    Nella pagina che riguarda l’Italia troviamo elencati, ad esempio, il “Partito dei Comunisti Italiani”, il “Partito della Rifondazione Comunista” e la “Federazione dei Verdi”, che sono fra l’altro definiti degli “anti-parliamentary parties”, ovvero dei partiti in qualche modo “contro il Parlamento” [?].

    Sono poi elencati, con nome e cognome, gli esponenti più in vista delle varie associazioni islamiche, come ad esempio Roberto Hamza Piccardo, oppure il chirurgo siriano Mohammad Nur Dachan, divenuto cittadino italiano. Ci sono scrittori come Dagoberto Bellucci, Claudio Mutti o Maurizio Blondet, siti Internet come 11settembre.net, Disinformazione o ComeDonChisciotte, e quotidiani come il Manifesto o lo stesso Corriere della Sera.

    Insomma, paragrafi e paragrafi di elenchi dai quali non sembra salvarsi praticamente nessuno: tutti in qualche modo ce l’avrebbero con gli ebrei, e tutti vengono accuratamente etichettati e catalogati come “antisemiti”.

    Dal che si deduce, per tornare al discorso iniziale, che sia lecito elencare chi è “antisemita”, ma chi è “lobbysta” no. Siamo cioè alla notte della Ragione.


    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

  5. #5
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    teniamo in alto, teniamo in alto...

  6. #6
    antistinto calcolatore
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    Teniamo In Altissimo.

  7. #7
    disse
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    Predefinito Esiste un'altra Black List di ebrei e israeliani traditori

    A denunciarlo il Forum Palestina
    Kantor preoccupato: «Temiamo
    un'altra Notte dei cristalli»

    ROMA
    Esiste un’altra black list su Internet contro cittadini ebrei. Lo denuncia in una nota il forum Palestina, una rete militante di solidarietà filopalestinese. Ad una verifica, alle 9.30 di questa mattina il link segnalato dal comunicato risultava attivo, effettivamente con i contenuti segnalati: la pagina, in inglese, si intitola Jewish S.H.I.T. list (in inglese traducibile con lista ebrei di m***a, ma Shit in questo caso è anche acronimo per Self-Hating and/or Israel-Threatening, traducibile come "minacce per Israele o gente che odia se stessa").

    «Il vizio delle liste nere - si legge nella nota del Forum Palestina - non appartiene solo ai circoli neonazisti e antiebraici. Ne segnaliamo uno, http://masada2000.org/list-A.html , nel quale un gruppo ultrasionista elenca tutti gli ebrei e gli israeliani ritenuti "traditori o minaccia" per Israele ed "ebrei che odiano se stessi". In esso compaiono autori e personalità molto conosciute nel nostro paese come Norman Filkestein, Ilan Pappe (che verrà in Italia nei prossimi mesi), Naomi Klein, il musicista Gilad Atzmon, Nuri Peled e centinaia di altri».

    «Sospettiamo - continua la nota - che la scoperta in questi giorni di aspre polemiche sulla Fiera del Libro di Torino, di una lista nera di docenti che nel 2005 sottoscrissero un appello contro il boicottaggio delle relazioni tra università britanniche e israeliana, non sia del tutto casuale ma strumentale. Quel documento era postato anonimamente da tempo in un blog, ma solo adesso è stato notato e intercettato».

    «Condanniamo senza mezzi termini - dicono in conclusione gli attivisti del Forum Palestina - qualsiasi discriminazione o attacco di tipo razziale o religioso nei confronti di chiunque. Condanniamo queste discriminazioni e attacchi soprattutto quando essi passano da odiosi pregiudizi a veri e propri sistemi legislativi».

    Il Congresso Ebraico Europeo teme una seconda Notte dei cristalli
    Il Congresso ebraico europeo - che ha riunito ieri a Parigi la sua Assemblea generale straordinaria - e il suo presidente Moshe Kantor intervengono con fermezza dopo gli ultimi episodi in Italia: il boicottaggio della Fiera di Torino e la pubblicazione sul web della Black List.

    Per questo subito dopo approvano - su richiesta dei due delegati italiani dell’Unione delle Comunità ebraiche, Claudia De Benedetti e Alessandro Ruben - di organizzare «tende contro il razzismo»: la prima, nelle prossime settimane, proprio davanti all’Università La Sapienza dove insegnano i professori della lista nera e a Torino, a maggio, in occasione della Fiera del libro che avrà come ospite d’onore Israele.

    «All’orizzonte - dice Kantor - vedo la possibiltà di una seconda Notte dei Cristalli», quella che in Germania nel ’38 portò all’incendio di Sinagoghe e dei libri ebraici. Quello che è successo in Italia in queste ultime settimane - aggiunge - rappresenta un andamento che ricorda ciò che successe 70 anni fa quando si cominciarono a bruciare in piazza, in Germania, i libri di autori ebrei».

    Nelle due tende saranno mostrati filmati su cosa è stata la Shoah e le persecuzioni razziali, saranno diffusi documenti sul conflitto in Medio Oriente e sulla realtà di Israele. L’iniziativa sarà organizzata dalle Unioni delle comunità ebraiche italiane e da un gruppo di giovani in contatto con il Congresso mondiale ebraico che ha sede a New York.

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...0015girata.asp


  8. #8
    lupo della sila
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    Citazione Originariamente Scritto da daca. Visualizza Messaggio
    PER LEGGERE LA NOTIZIA DIRETTAMENTE SUL SITO CLICCA SOTTO
    ( http://www.forumpalestina.org/news/2...uBlackList.htm )



    Il Forum Palestina sulla vicenda della lista nera dei docenti universitari

    Comunicato stampa



    La vicenda della black list di docenti universitari filo-israeliani, merita alcune sottolineature chiare e preventive:



    1) Condanniamo senza mezzi termini qualsiasi discriminazione o attacco di tipo razziale o religioso nei confronti di chiunque. Condanniamo queste discriminazioni e attacchi soprattutto quando essi passano da odiosi pregiudizi a veri e propri sistemi legislativi.



    2) Avvertiamo che qualsiasi tentativo di mettere in relazione la vicenda della lista nera dei docenti universitari con la campagna politica in corso sulla contestazione della Fiera del Libro di Torino, troverà una ferma risposta sia sul piano politico che legale. Apprezziamo invece le dichiarazioni che intenderanno o hanno inteso tenere ben distinte le due cose.





    3) Sospettiamo che la scoperta in questi giorni di aspre polemiche sulla Fiera del Libro di Torino, di una lista nera di docenti che nel 2005 sottoscrissero un appello contro il boicottaggio delle relazioni tra università britanniche e israeliana, non sia del tutto casuale ma strumentale. Quel documento era postato anonimamente da tempo in un blog, ma solo adesso è stato notato e intercettato.



    4) Il vizio delle liste nere non appartiene solo ai circoli neonazisti e antiebraici. Ne segnaliamo uno (http://masada2000.org/list-A.html) nel quale un gruppo ultrasionista elenca tutti gli ebrei e gli israeliani ritenuti “traditori o minaccia” per Israele ed “ebrei che odiano se stessi”. In esso compaiono autori e personalità molto conosciute nel nostro paese come Norman Filkestein, Ilan Pappe (che verrà in Italia nei prossimi mesi), Naomi Klein, il musicisita Gilad Atzmon, Nuri Peled e centinaia di altri.



    La campagna “2008 anno della Palestina” andrà avanti nelle sue iniziative e nel suo calendario di lavoro, ben consapevole che i mesi che vanno da qui alla Fiera del Libro di Torino a maggio saranno pieni di provocazioni, imboscate e tentativi di criminalizzazione che respingeremo in modo fermo e condiviso.



    Il Forum Palestina
    .

  9. #9
    lupo della sila
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  10. #10
    "Von" di mestiere
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    suuuuu .. e vediamo se qualcuno ne parlerà nei media

 

 

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