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Alcune proposte concrete per migliorare la situazione....
1) Previsione di indagini periodiche di verifica da parte di organizzazioni umanitarie non governative per monitorare la situazione in termini di tutela di diritti umani.
2) Possibilità di ingresso dei giornalisti per incontri con i "rinchiusi" per facilitare le denunce (individuali o collettive) degli atti che ledono i diritti e la dignità umana.
3) Una visita settimanale della ASL competente e conseguente possibilità di chiudere i centri se non vengono rispettate i minimi standards igenico-sanitari.
4)Previsione di assistenza legale gratuita.
5) Preventiva selezione dei potenziali rinchiusi per assicurare che:
5.1) agli ex detenuti dopo l'espiazione della pena, di regola con provvedimento giudiziario di espulsione, sia rilasciato il documento di viaggio per il rimpatrio durante la permanenza nell'istituto penitenziario, quindi senza alcuna necessità di ricorrere ad alcun trattenimento in CPT dopo l'espiazione della pena.
5.2) ai richiedenti asilo con diniego da parte della Commissione e senza autorizzazione al soggiorno sia concessa la sospensiva (possibilità di permanenza nel Territorio senza la necessità della reclusione nei CPT) durante l'iter burocratico/giudiziario per l'ottenimento del diritto d'asilo
5.3) vi siano i presupposti per la protezione sociale ex articolo 18 e per la protezione umanitaria ex articolo 19 del Testo unico, anche in considerazione dell'articolo 11 comma 1c-ter del Regolamento alla legge Bossi/Fini D.P.R. 18 ottobre 2004 n. 334. Ad esempio, nel caso di giovani stranieri che per un lungo periodo hanno avuto la protezione in quanto minori e che non hanno più legami con il paese di origine.
6) Per i cittadini stranieri trovati, nel corso di controlli da parte delle forze dell'ordine, in attività illecite (ma non necessariamente di valenza penale), oppure considerate in situazioni di devianza sociale e comunque senza permesso di soggiorno ( questa categoria appartengono donne straniere che hanno svolto attività di prostituzione, piccoli trafficanti di stupefacenti, persone impegnate in commercio irregolare ecc) introdurre un sistema di "ritorno concordato" (che vale comunque per tutti le categorie di rinchiusi nei CPT).
Cosa significa "ritorno concordato"
l'opzione del "ritorno concordato" che presuppone la piena collaborazione per stabilire la vera identità e per l'ottenimento di un documento di viaggio da parte del Consolato dello Stato di appartenenza. In mancanza di mezzi propri lo Stato paga le spese per il viaggio di ritorno annullando al momento dell' effettivo imbarco l'eventuale provvedimento di espulsione. All'arrivo della persona nel paese di origine viene erogata un'assistenza una tantum in denaro e offerte di inserimento in un programma di reintegrazione nella comunità di origine.
Questo meccanismo è stato ampiamente sperimentato e attuato dall'O.I.M. in convenzione con vari Stati europei di immigrazione, in particolare in Germania, Olanda, Belgio e Spagna.
Si può pensare anche al coinvolgimento dei paesi di origine, per esempio nel contesto degli accordi di riammissione.
Vantaggi per lo straniero: il viaggio di ritorno è volontario senza scorta e senza consegna alle autorità del paese di origine. Non si applica il divieto del reingresso in Italia o altro Stato dell'Unione Europea. La misura del "ritorno concordato" non viene registrata nel SIS. In alcuni casi si può anche pensare al loro inserimento in quanto alle liste di prenotazione per l'ingresso per motivi di lavoro presso i Consolati italiani.
Un altro vantaggio consiste nel fatto di evitare o ridurre la "vergogna", che secondo numerose testimonianze, la persona sente nei confronti della comunità di appartenenza per il fallimento del progetto migratorio.
Vantaggi per lo Stato: La misura del "ritorno concordato" è decisamente molto meno onerosa rispetto alle spese connesse all'espulsione forzata incluse le spese per il trattenimento in CPT, quelle per la scorta e quelle amministrative. Attraverso il "ritorno concordato" si può ridurre notevolmente la recidività, ovvero consecutivi tentativi di ingresso irregolare della stessa persona.
7) Possibilità di elezione di domicilio presso privati garanti, o associazioni accreditate che potrebbe riguardare tutti coloro che non destano particolari preoccupazioni, per le qualità personali o per i comportamenti in concreti tenuti.
8) Previsione di sorveglianza speciale (fuori dai CPT in caso di elezione di domicilio), qualora si ravvisi l'esigenza di un monitoraggio sul fedele adempimento degli obblighi, o del rispetto di eventuali prescrizioni.
9) I centri di permanenza temporanea ed assistenza andrebbero riservati a coloro che, sulla base di un provvedimento del prefetto, siano ritenuti pericolosi, per i quali le altre misure (rimpatrio concordato/assistito, elezione di domicilio e sorveglianza speciale) siano ritenute inadeguate, ovvero che non hanno osservato le misure di minore afflittività, ovvero hanno violato le prescrizione impostegli.
10) Preventivo corso per gli operatori dei CPT vertente sulle principali norme nazionali ed internazionali in tema di tutela dei diritti umani e presenza obbligatoria nei centri di interpreti delle lingue straniere parlate nei principali Paesi-fonte.


Sono proposte ideate da te?Originariamente Scritto da AVION
Saluti


Sono proposte che ho selezionato a seguito di alcune mie ricerche sui dibattiti politici intorno al tema.Originariamente Scritto da Franzele
Avevo collezionato tali punti, secondo me piu' interessanti, per alimentare un dibattito su questo forum (riporto il thread in questione).
http://www.tuttostranieri.it/forum/t...?TOPIC_ID=1017
Ciao


Link molto interessante e approfondito dal punto di vista tecnico!Originariamente Scritto da AVION
Grazie![]()
ROMA- Il ministro dell'Interno Giuliano Amato sta lavorando affinchè venga costituita una Commissione di ispezione mista, con personale amministrativo e con esponenti del mondo del volontariato, incaricata di verificare le condizioni di vita all'interno dei Centri di permanenza temporanea.
Questa la strategia del ministro dell' Interno, Giuliano Amato, illustrata in una lettera inviata dal suo portavoce, Fabrizio Forquet, al direttore del Manifesto, Gabriele Polo.
"Il tema delle condizioni di vita all'interno dei Centri di permanenza temporanea e dell'accesso ad essi è una priorità del ministro dell'Interno - scrive Forquet - A presiederla il ministro ha già invitato una personalità come Staffan De Mistura, rappresentante del Segretario Generale dell'Onu, impegnandosi personalmente nel tentativo di risolvere le questioni di regulations del personale delle Nazioni Unite, che una nomina di questo tipo comporta".
"La Commissione avrà un termine di sei mesi per concludere i suoi lavori, aprendo la strada alle decisioni non rinviabili per risolvere il problema", conclude Forquet.
Della commissione faranno probabilmente parte almeno due funzionari del ministero e quattro rappresentanti di associazioni di volontariato. L'istituzione della Commissione è stata al centro, venerdì scorso, di un incontro svoltosi al Viminale fra il sottosegretario all'interno con la specifica delega all'immigrazione, Marcella Lucidi e rappresentanti di diverse organizzazioni di volontariato, ootre ad un rappreesentante dell'Anci.
I lavori dovrebbero concludersi, nel termine di sei mesi, con la formalizzazione di una proposta per superare e migliorare l'attuale modello dei Cpt.
Intanto un'altra notizia segnala un'apertura per quanto riguarda il controllo dei Cpt.
Il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, intervenendo a un convegno sull' immigrazione organizzato a Roma dal Centro Astalli, ha dichiarato che: "merita considerazione l' appello a rendere i Cpt accessibili ai giornalisti".
metropoli-repubblica


Qualcosa si muove.....Originariamente Scritto da motan
Il G8 di Mosca ha confermato che sull'immigrazione clandestina i paesi piu' sviluppati del mondo procederanno con gli stessi metodi fin qui seguiti, inasprendo in alcuni casi il blocco alle frontiere. La posizione espressa dalla Francia, che nell'ultimo anno ha promosso un giro di vite e ampliato i controlli e le verifiche, ha costretto il nostro paese ad uniformarsi e a ribadire che non fermera' la creazione di nuovi centri di permanenza temporanea, assicurando al contempo che quelli gia' esistenti saranno piu' vivibili, come quello di Lampedusa, dove lo Stato sta spendendo qualche decina di milioni di euro per farne uno del tutto nuovo, molto piu' grande, in una zona interna dell'isola. I ministri Clemente Mastella e Giuliano Amato che vi hanno partecipato congiuntamente e che sono in procinto di ripartire per Roma, spinti dalle forti pressioni di alcuni partiti della maggioranza -Rifondazione comunista e i Comunisti Unitarli in prima linea- e rimasti senza l'appoggio della Francia e men che meno della Germania, hanno dovuto ammettere che gli auspici sono una cosa la realta' e' purtroppo un'altra. Si faranno delle commissioni che studieranno il problema, ma il cpt non si tocca: e' l'unico strumento contro le invasioni e per tentare di scoprire chi e' l'immigrato senza documenti che arriva con la carrette del mare o attraverso le frontiere con la Croazia. "L'eliminazione dei cpt puo' essere solto una prospettiva", ha concluso Mastella.
(aduc.it)