Anni fa chiacchieravo con un giudice del Consiglio di Stato, quando entrambe osserviamo una donna che passa disinvolta a fianco a noi. La seguimmo con lo sguardo in quel silenzio tipico degli uomini, quel silenzio e quello sguardo che prelude inevitabili valutazioni da macho; giudizi spesso spropositati, ma comunque profondamente rivelatori delle aspirazioni neanche tanto segrete d'ogni maschietto.
"Ecco il bivio fra i gusti politici e quelli sessuali", mi disse l'acuto Giudice.
Era Isabella Rauti in Alemanno.
Professoressa integerrima e serissima Isabella ha lo sguardo languido del padre, contrassegnato dal taglio degli occhi, il naso marcato (quasi equino), le labbra adeguate ad un sorriso che concede con discreta avarizia. E un corpo perfetto.
Più alta del maritino, deve averlo scelto negli ambienti politici: fra i discepoli del babbo doveva essere il più garbato, anzi, diciamo meglio: il meno manesco... Carino di faccia, preciso e non stoltamente forbito nell'eloquio, determinato e lucido. E ha una testa piena di capelli: da scompigliare come si fa con i bambini simpatici e con la faccia da schiaffi. Non sono donna, eppure nella mia ammirazione verso Isabella, riesco ad intuire il perchè della sua scelta.
Alemanno inoltre non è neanche un perdente: contrariamente al tracotante Storace, ha giustamente sperato nel ballottaggio. Ma è stato sballottato...da una coalizione divisa nell'assurda emulazione del giochino nazionale delle tre punte. Così - fino a metà aprile - Roma era tappezzata di cartelloni per l'ex ministro Baccini (UDC) e per l'improponibile Antoniozzi (FI), che - secondo me -della sua candidatura a sindaco, non l'aveva detto neanche alla moglie...
Dobbiamo rispettare questo candidato: ha perso, ma dobbiamo concedergli l'onore delle armi. Un avversario, non un nemico, che ha saputo silenziosamente fare a meno del capo del partito il quale, infingardo, da quando fu batostato da Rutelli, si vede a Roma solo in tribuna Monte Mario (con l'amabile Danielina Di Sotto) e ...a via della scrofa.
Bravo Alemanno: vorrei che ti dedicassi sinceramente e completamente a Roma. E magari un po' meno ad Isabella!
Informauro




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