La magia, l'esoterismo, l'occultismo e l'alchimia hanno in un certo senso caratterizzato lo sviluppo del Rinascimento italiano arrivando sino al 700, secolo illuminato. L'antico sapere ha sempre affascinato e interessato la maggior parte degli artisti, dei pensatori, degli architetti del Medioevo in poi. Nei primi del 1600, in Germania, certo Giovanni Valentin Andrea, teologo luterano, pubblicò alcuni manoscritti ove si affermava che una società segreta, denominata Rosa Croce, era a conoscenza di formule occulte per fabbricare i metalli preziosi, guarire gli ammalati e addirittura resuscitare i morti. Questo materiale segreto fu rinvenuto nel 1604 in una tomba in Marocco ove era stato sepolto nel 1484 un cavaliere tedesco, certo Cristiano Rosankreuz, morto all'età di 106 anni per suo stesso volere.
Questa pubblicazione fece molto scalpore nel contesto culturale germanico del 1600, tanto che parecchi credettero ad un volgare scherzo di buontemponi. Ma la società si fece ben presto riconoscere in tutta Europa. In Francia, in Italia, specialmente a Mantova e Venezia, in Spagna e in Inghilterra. In questa ultima nazione il grande medico inglese Robert Fludd ne incamerò i principi, accettando la sua teosofia. Robert Fludd risulta Gran Maestro del Priorato di Sion al N° 16 dell'elenco.
Tra i più coinvolti erano senza dubbio i "dipintori".
I pittori sono stati gli artisti che più di ogni altro hanno effettuato lavori per committenza. L'artista, per poter lavorare e vivere, aveva bisogno di denaro, ma soprattutto di uno o più "protettori", ai quali si appoggiava per avere lavoro nell'ambito sociale, sia esso di carattere privato laico o di carattere ecclesiastico. Ma l'artista aveva anche una sua personalità, una sua fede, una sua idea politica che spesso non si conciliava con la situazione del momento e con le idee del committente. Ecco venire in aiuto la simbologia, l'allegoria, il doppio senso. Il significato nascosto in un gesto, in un oggetto. Tramite la simbologia, il pittore poteva esprimere quello che avrebbe voluto veramente dipingere, ma non poteva eseguire per evidenti motivi: chi commissionava l'opera, solitamente famiglie influenti, ricchi privati e apparati della Chiesa, desiderava vedere quello espressamente richiesto. Quindi il pittore si trovava stretto nella morsa della richiesta figurativa del richiedente, senza poter esprimere alcun concetto contrario all'opera.
Vi erano casi però in cui il vero credo politico, religioso, filosofico di un artista emergeva creando anche dei dissapori con il committente. Come precedentemente detto, l'arte del Botticelli è stata considerata nel Rinascimento l'ultima grande espressione artistica del 1400. Ed è per questo motivo che probabilmente, senza trascurare altri, Botticelli è stato prescelto dal Priorato di Sion, un ordine che i più fanno derivare dagli stessi Templari, per rappresentare la massima figura giuridica di un'organizzazione segreta. Ma per entrare a far parte di un'associazione occulta, bisognava effettuare un iter iniziatico, ove il nuovo adepto doveva dimostrare di accettare i principi sostanziali dell'organizzazione. In un certo senso recepire a distanza di tempo i segreti della tradizione, tramandata di generazione in generazione. Questo assorbimento doveva essere palese nelle opere. Nel caso specifico gli affreschi, le tele, le tavole.
Certo è che Botticelli fu un seguace del Savonarola e che quando, nel 1498, il grande frate domenicano venne bruciato sul rogo, il pittore Botticelli rimase profondamente turbato.
Interpretazione esoterica di alcune opere
Botticelli, dal 1470 al 1482, dipinse diverse opere di carattere biblico ed ecclesiastico, rispettando la sua affannosa ricerca della plasticità, della bellezza associata alla filosofia del neoplatonismo, dove l'anima deve trasparire nei ritratti e nelle movenze dei corpi. "La scoperta del cadavere di Oloferne" e "Il ritorno di Giuditta e Betulla" ne sono la massima espressione. La stessa ricerca della soavità, della bellezza, del candore la ritroviamo nelle Madonne con Bambino.
Ma Botticelli ci fece intravedere in alcune sue opere quasi un percorso "iniziatico", ove determinati dettagli ci portano ad un idea eretica, da alcuni ricondotta ad alcuni iniziati eredi dei Templari e affiliati al Priorato di Sion. Dal 1480 circa, nell'arte di Botticelli si notò un leggero cambiamento non riferito allo stile, ma all'immagine. Cosa accadde al Botticelli in questo periodo?
Sembra che l'artista sia venuto a conoscenza di una fonte, avulsa dal Cristianesimo, allontanandosi - in termini di ricerca - dalla pittura che eseguiva anni prima. Sembra quasi che "qualcuno" abbia influenzato Botticelli, spingendolo verso la conoscenza occulta e il sapere nascosto che avrebbero dovuto emergere nelle sue opere. Quindi, attraverso la pittura, un viaggio "iniziatico" per arrivare al massimo grado massonico di Gran Maestro del Priorato di Sion. Gli elementi che caratterizzavano alcune sue opere sono le "eresie" massoniche, cioè le eresie che hanno influenzato la filosofia pre e post Cristianesimo attraverso gli Esseni, i Templari, i Rosa Croce, la Massoneria: in pratica i custodi dell'antico sapere e della "tradizione". Questi principi sono sostanzialmente tre: la non regalità divina di Gesù Cristo, quindi un Cristo uomo; l'importanza della figura profetica di S. Giovanni Battista; l'elevazione della figura femminile della Maria Maddalena, discepola di Cristo e madre della dinastia del Graal.
Le opere in cui possiamo vedere questi elementi di caratterizzazione non sono molte, ma importanti per capire il lungo percorso "iniziatico" del Botticelli.
1475- Adorazione dei Magi - Firenze, Uffizi
* Ingrandimento
In questo dipinto non troviamo ancora tracce del viaggio iniziatico del Botticelli, ma ci sono alcuni riferimenti che si riscontreranno successivamente in un analogo dipinto di Leonardo.
L'opera rappresenta l'adorazione dei Magi a Cristo, Re dei Giudei. I Magi sono rappresentati da Cosimo dei Medici, Piero dei Medici e Giovanni dei Medici seguiti da Lorenzo il Magnifico, Angelo Poliziano (educatore dei figli di Lorenzo), Pico della Mirandola, Giovanni Argiropulo, Gaspare Lama e Lorenzo Tornabuoni. Vi sono inoltre raffigurati due figli di Lorenzo, nella parte sinistra dell'opera per chi guarda, e altre personalità della corte medicea. Botticelli si è autoritratto nella parte destra con indosso una veste color marrone chiaro.
L'ambientazione è classica quattrocentesca. Le rovine simboleggiano la fine del paganesimo, a seguito della nascita del Cristianesimo. Molti studiosi d'arte ritengono che Botticelli abbia ritratto anche Leonardo da Vinci all'età di circa 20 anni. Leonardo potrebbe essere il ragazzo in alto a sinistra, non rivolto alla scena della natività. Come del resto lo è lo stesso Botticelli. Sembra quasi che Botticelli e Leonardo non siano interessati alla nascita del Cristo. In questa rappresentazione i Magi donano oro, incenso e mirra.
1482- 1483 – Pallade e il Centauro
Questo dipinto ha generato numerose interpretazioni da parte di studiosi dell'arte. Ma, al di là del significato dell’opera, vi sono dettagli che riconducono alla figura di S. Giovanni Battista in maniera incontrovertibile. Osservando il centauro, si può notare che la testa non fa tutt'uno con il resto del corpo, ma sembra quasi appoggiata, mentre la mano di Pallade la sorregge per i capelli. La fisiognomica del centauro si avvicina molto alla caratteristica iconografia di S. Giovanni Battista: capelli lunghi, barba e baffi incolti, viso scarno, a causa della vita ascetica del profeta. Anche il movimento di leggera torsione del capo è amorfo rispetto al corpo stesso. Inoltre la mano destra che regge l'arco, esegue il classico simbolo giovannita: il dito indice alzato, o quantomeno allungato.
Prima di continuare è doveroso fare alcune considerazioni: ogni opera d'arte che presenti un'allegoria o una simbologia, può spesso essere interpretata in maniera soggettiva. Quindi chiunque può interpretare la soggettistica in relazione a molteplici punti di vista. Ma quando il dettaglio diventa, in un certo senso, avulso dal contesto dell'opera, si possono sicuramente formulare dei dubbi. Dubbi, questi che hanno la funzione non di far capire l'opera, ma consentire, eventualmente, di approfondirne le ricerche e il significato simbolico.
1489/1492 – Compianto su Cristo morto – Monaco, Alte Pinakothek
* Ingrandimento
Quest'opera, unitamente ad una analoga del 1495, viene legata alla crisi mistica del Botticelli a causa del Savonarola. La raffigurazione è di alto contenuto drammatico. Un repentino cambiamento, non di stile, ma di immagine.
Il dipinto raffigura la deposizione di Cristo nel Santo Sepolcro. I personaggi che caratterizzano l'insieme sono: il Cristo defunto sulle gambe di Maria, sua madre, i santi Pietro, Paolo e Stefano, Giovanni, l'apostolo prediletto, due figure femminili e una figura probabilmente maschile che si nasconde il viso con un mantello.
In questa raffigurazione è racchiusa, in maniera sintetica, la storia del primo Cristianesimo: Stefano, primo martire cristiano, che fu lapidato con in mano una pietra; Paolo, che ha divulgato i dogmi del primo Cristianesimo e Pietro, erede in maniera virtuale del trono di Roma, non con due chiavi ma con una chiave sola. Inoltre, le figure di Maria, madre del Cristo, e Giovanni, l'apostolo prediletto di Gesù a cui egli, prima di morire, affida la madre (Vangelo di Giovanni). Le due donne chine risultano alquanto strane. La figura femminile che stringe i piedi è facilmente riconoscibile in Maddalena, ma la figura che stringe in maniera affettuosa il capo di Gesù baciandolo, chi è ? Forse Maria di Betania. Probabilmente. Ma, come è utile ricordare, Maria di Betania e Maria Maddalena sostanzialmente risultano la stessa persona. Osservando attentamente si può notare che le due figure si somigliano in maniera impressionante. Stesso viso, identici capelli.
La donna che bacia il Cristo sul viso è dipinta in maniera molto più vistosa dell'altra, che sembra riflettersi per i colori degli abiti sbiaditi, nonostante il mantello di Stefano sia rosso intenso. Ambedue sono sante, come dimostra l'aureola. I colori che distinguono l'iconografia pittorica del Medioevo della Maddalena sono il blu e il rosso e la donna che bacia il Cristo sulla guancia è vestita con abiti di questo colore. Però, se una delle due donne fosse Maria di Betania, sarebbe strano che sia stata dipinta con una aureola, perché non è mai diventata santa. E Maria di Betania non era presente alla crocifissione di Gesù. In conclusione, le due figure rappresentano un'unica figura femminile: la Maria Maddalena. Ma chi è il personaggio che si nasconde il volto alla vista del Cristo, quasi rifiutasse di essere visto in tale circostanza? Osservando attentamente la mano sinistra, egli sorregge con un gesto appena accennato degli oggetti filiformi. A prima vista potrebbero sembrare chiodi, simboli della passione. Ma da un attento esame con una lente d'ingrandimento sembrerebbero essere pennelli: uno strano personaggio che, in una scena di alta drammaticità, regge pennelli. Forse allude allo stesso autore dell'opera che si rifiuta di assistere ad una scena non veritiera?
Il Cristo risulta glabro, pulito, immacolato. I segni della sofferenza sono appena accennati, non figurano macchie di sangue, quasi a sottolineare che il sacrificio di Gesù non è stata una sofferenza o che non era lui sulla croce.
La credenza che Cristo si sia salvato dalla croce è una convinzione attuale anche della religione musulmana. Un'opera di difficile interpretazione cristiana. Soltanto un dipinto risalente al II - III secolo D. C., rinvenuto nelle catacombe romane, ci mostra un Cristo senza barba e senza baffi. Successivamente verrà sempre effigiato con le predette caratteristiche.
Perché Botticelli non ha rispettato il canone accettato dell'immagine di Cristo?
1495 – Compianto su Cristo morto - Milano, Museo Poldi Pezzoli
* Ingrandimento
La raffigurazione è simile alla precedente, ma i personaggi sono in numero inferiore. Vediamo Maria con il corpo di Cristo sulle gambe, Giovanni l'apostolo dietro di lei, la Maddalena ai piedi di Gesù, una donna che sorregge il capo del defunto, una donna dietro Maddalena che si copre il volto e, probabilmente, Nicodemo che regge i segni della passione: una corona di spine e tre chiodi. Anche in questo caso i segni del supplizio di Cristo non sono enfatizzati, i tre chiodi sembrano spilloni e non strumenti di tortura, la corona di spine è un semplice ramo intrecciato.
Il ruolo di Maddalena è quello di protagonista e la sua sofferenza è palpabile, riconoscibile dalla posizione amorevole che ha ai piedi di Cristo. Inoltre Gesù è cinto da una veste marcatamente scozzese. Un'opera che si ricongiunge con la precedente, e a cui il Botticelli ha aggiunto ulteriori dettagli.
Ultima opera, non per importanza, è uno strano dipinto eseguito dal Botticelli tra il 1500- 1505, attualmente a Cambridge, Massachussetts, Fogg Art Museum.
Il soggetto riassume toni ancora più drammatici dei precedenti, i colori risultano scuri, l'atmosfera apocalittica. Il dipinto rappresenta la crocifissione di Cristo.
La figura di Gesù è sofferente, sul viso sono stati dipinti i baffi e la barba. Il corpo poco sanguinante è cinto da una veste bianca, la croce sembra avvolta da un intenso fumo che si sprigiona da essa, la Maddalena, unica figura evangelica e prona sotto la croce, con le braccia cinge la base di essa. È vestita con abiti di colore blu e mantello rosso. Nella parte alta del cielo volano, in maniera inspiegabile, scudi bianchi con croce rossa. Nella parte destra della Maddalena, sofferente ma non interessata all'uomo sulla croce, staziona un angelo il quale porge alla Maddalena un animale, un ermellino. Sullo sfondo la città di Firenze.
L'opera, nel suo insieme, è alquanto misteriosa. Quale potrebbe essere l’interpretazione?
Gesù è inchiodato alla croce e da essa si sprigiona un'intensa nuvola di fumo di colore scuro: nel Medioevo, ma ancora oggi, quando un oggetto non era più utile veniva bruciato. Durante i Sermoni del Savonarola, a Firenze furono bruciate centinaia di opere d'arte ritenute non consone per la cristianità. Le decine di fuochi accesi per bruciare quadri, libri, oggetti vari vennero denominati "Roghi della Vanità".
Quindi l'artista sembrerebbe manifestare un certo disprezzo per la croce, tanto da renderla inutile, bruciarla. Sotto il Cristo è riconoscibile la Maddalena che non sembra interessata alla morte del suo maestro, ma piuttosto a ciò che l'angelo le sta porgendo, un ermellino. Questo animale, per la sua preziosa pelliccia, è sempre stato ritenuto simbolo della regalità terrena. Inoltre ha la prerogativa di avere il pelo diventa bianco in inverno e marrone in estate. Botticelli ha dipinto un ermellino marrone probabilmente perché il periodo della messa in opera del quadro era estivo.
L'angelo dona un simbolo di regalità terrena a Maddalena e non a Cristo. Inoltre, nella parte alta del quadro si possono notare degli scudi "volanti". Gli scudi sono triangolari, di colore bianco e una croce rossa: sono scudi templari. La forma triangolare dello scudo (triangolo equilatero) veniva usata al tempo delle crociate.
Sembra che gli scudi simboleggino cavalieri virtuali che vigilano l'intera scena. È palese e difficilmente contestabile che alla Maddalena stia per essere dato il titolo di Regina. La Regina è colei che possiede, per dono naturale, il diritto e dovere di prolificare e svezzare il sangue reale.
Ci siamo resi conto che Botticelli non è stato influenzato in maniera radicale dalle prediche del Savonarola. Il frate domenicano, in sostanza, non era adirato con la figura di Cristo, ma con l'opulenza, la mondanità e l'ipocrisia della Chiesa dell'epoca. La ricchezza dei Papi e dell'alto clero era notoria. Veniva addirittura ostentata quasi a spregio di chi, sulle strade, ogni giorno moriva di fame, di malattie dovute alla scarsa igiene. L'appellativo di "Piagnone" dato al Botticelli non rispecchia assolutamente la trasposizione del proprio stato nelle opere. Il viaggio iniziatico è terminato con la proclamazione virtuale della Maddalena "regina, moglie o compagna di un re" che non ha regnato. Quindi di un predestinato al regno.
Il cammino iniziatico comincia nel 1483 anno della guida del Priorato di Sion, per terminare alla sua morte nel 1510. Questi dipinti hanno marcato man mano tutto il cammino della sua vita.
Prima di concludere con la figura del Botticelli mi sembra opportuno aggiungere che il grande artista non ha dipinto soltanto su muri, tele e tavole, ma anche il primo mazzo di carte italiane per i tarocchi. Perciò non si può dire che Botticelli non conoscesse l'ermetismo: sarebbe un'eresia...
Paolo Michele Corna
Dal sito www.heramagazine.net






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