Pensioni, necessario significativo aumento età uscita - Draghi
mercoledì, 31 maggio 2006 2.45
Versione per stampa
di Francesca Piscioneri
ROMA, 31 maggio (Reuters) - Innalzare in modo "significativo" l'età pensionabile superando anche la soglia dei 60 anni e dare impulso alla previdenza complementare.
E' la ricetta del neogovernatore di Bankitalia Mario Draghi in materia di pensioni, in un'ottica di contenimento della spesa corrente, che suona come un richiamo diretto al governo.
Il neo-esecutivo di centrosinistra ha annunciato l'intenzione di eliminare lo 'scalone' - introdotto dal governo Berlusconi - che dal gennaio 2008 farà alzare in un colpo solo l'età pensionabile a 60 anni dagli attuali 57. La ratio è quella di ritornare al percorso di aumento graduale dell'età come previsto dalla riforma Dini del 1995.
INNALZARE ETA' PENSIONE OLTRE I 60 ANNI
Per frenare la spesa primaria corrente "vi sono, accanto alla compressione delle spese di funzionamento dell'amministrazione, due priorità ineludibili: affrontare il nodo del'età media effettiva di pensionamento; responsabilizzare pienamente regioni ed enti locali nel controllo della spesa", ha detto Draghi leggendo le sue prime considerazioni finali.
Il governatore ammette che le riforme previdenzali degli anni '90 hanno portato a un innalzamento dell'età media di uscita intorno ai 60 anni ma lascia intedere che non basta. L'età di ritiro dal lavoro "è di 61 in Germania, di 62 nel Regno Unito e di oltre 65 negli Stati Uniti. Le donne e gli uomini di 60 anni hanno ora davanti a sé un periodo di vita rispettivamente di 25 e 21 anni", dice l'ex direttore generale del Tesoro.
Prosegue Draghi: "In prospettiva, insieme con lo sviluppo della previdenza complementare, solo un innalzamento significativo dell'età media di pensionamento può conciliare l'erogazione di pensioni di importo adeguato con la sostenibilità finanziaria del sistema contributivo. L'allungamento dell'età lavorativa aiuterà anche ad aumentare il tasso di partecipazione al mercato del lavoro".
La riforma approvata dal centrodestra è finalizzata a contenere la spesa previdenziale dello 0,7% del Pil a regime per evitare una crescita fuori controllo che andrebbe ad aggravare ulteriormente i conti pubblici, con un debito/Pil che per quest'anno viaggia verso il 108%. Sia l'Europa sia gli istituti internazionali premono affinché l'impegno sia rispettato.
Secondo Bankitalia, la spesa previdenziale è pari attualmente al 15,4% del Pil, di cui "quasi un quarto è assorbito da pensioni di vecchiaia e anzianità versate a persone con meno di 65 anni".
I sindacati - che si sono strenuamente opposti alla riforma di Berlusconi ritenendo che sufficiente la legge Dini - sostengono che in realtà la spesa effettiva per la previdenza in Italia è di poco superiore al 10% del Pil. La stima del 15% si raggiungerebbe poiché nella spesa per la previdenza si calcola anche quella per l'assistenza che in altri paesi Ue è scorporata.
SMOBILIZZO TFR LIBERA RISORSE PER CIRCA 21 MLD
Draghi ritiene poi "necessaria" una accelerazione dei fondi pensione a integrazione delle pensioni pubbliche nel futuro.
A questo scopo si sollecita la riforma del Tfr che consentirà lo smobilizzo di risorse che "per il settore privato ammontano a 1,5 punti percentuali di Pil all'anno", cioè circa 21 miliardi di euro.
Per Draghi, i vantaggi per i lavoratori sarebbero rilevanti. "Un maggiore investimento in azioni innalzerebbe il frutto del risparmio previdenziale: nel lungo periodo il rendimento delle azioni ha largamente superato quello delle obbligazioni e la crescita del reddito nominale; è stato molto maggiore, in media, del rendimento del Tfr". Il governatore sollecita che siano comunque assicurati ai lavoratori "adegati margini di flesibilità nell'utilizzo delle risorse accantonate e un apporpriatocontenimento del rischio".
Quanto alle imprese, gli sgravi contributivi annunciati dal governo, le "compenserebbero pienamente" della perdita di liquidità.
© Reuters 2006. Tutti i diritti assegna a Reuters.
http://www.borsaitaliana.reuters.it/...NZA-DRAGHI.XML




Rispondi Citando
