De Santis chiede scusa alla famiglia Facchetti: 'Frasi false su Giacinto'
Con una lettera, l'ex arbitro, squalificato per 4 anni dalla giustizia sportiva e sotto processo a Napoli, aveva detto di avere intrattenuto con l'ex presidente dell'Inter "rapporti telefonici qualche volta oltre il lecito". Oggi afferma: "Non ripeterei quelle parole che non corrispondono per nulla al vero"
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Milano, 16 ottobre 2009 - Massimo De Santis chiede scusa alla famiglia Facchetti e lo fa attraverso una lettera in cui cerca di rimediare alle dichiarazioni rilasciate a Telelombardia e Antenna 3 in merito alle telefonate con l'ex presidente dell'Inter, scomparso il 4 settembre 2006.
Massimo De Santis, 47 anni, nel maggio 2006, ad un mese dai Mondiali cui doveva partecipare, venne coinvolto in Calciopoli in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche. Secondo queste, la sua figura sarebbe stata di primaria importanza nella Can (Commisisone Arbitri Nazionale) insieme con Paolo Bergamo e con Pierluigi Pairetto e di notevole peso nel cosiddetto Sistema Moggi e sarebbe stato anche a capo della "Combriccola Romana" formata da lui stesso, Pasquale Rodomonti e Luca Palanca (i quali sarebbero poi stati scagionati da ogni accusa).
Per quanto emerso dalle indagini, la Figc ha deciso di ritirare l'accredito di De Santis per i Mondiali. Nel luglio 2006, per delibera della Caf (Commissione di Appello Federale), viene inibito per 4 anni e 6 mesi per il coinvolgimento in Calciopoli. La sanzione viene ridotta a 4 anni nella decisione emessa dalla Corte Federale nel giudizio d'appello. Nel luglio 2007, De Santis viene ufficialmente dismesso dalla Can di A e B essendo pesantemente coinvolto nell'inchiesta Calciopoli sotto il profilo penale, per la quale infatti sarebbe stato rinviato a giudizio dinanzi al Tribunale di Napoli per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
Durante la trasmissione Lunedì di Rigore, in onda su Antenna Tre Lombardia e sul circuito nazionale Europa 7, De Santis ha dichiarato: "Avevo rapporti telefonici con Facchetti perché avevo un ottimo rapporto con lui: si parlava, si telefonava, mi chiedeva determinate cose. Forse in qualche occasione si è andato oltre quello che poteva essere il lecito". La lettera di scuse di De Santis ha convinto la famiglia di Giacinto Facchetti a ritirare la querela presentata dopo queste accuse.
Ecco il contenuto della missiva: "Si tratta di una vicenda incresciosa: oggi non ripeterei quelle parole che non corrispondono per nulla al vero; con Facchetti avevo solo ed esclusivamente rapporti istituzionali ai quali eravamo tenuti nei rispettivi ruoli. Quelle frasi, di cui mi dolgo, sono false e gravi per l'offesa che hanno arrecato alla sua memoria, ovvero una persona che non era coinvolta in qualsivoglia pratica illecita e che neppure era adusa a tenere comportamenti non corretti. Mi dispiaccio di quelle parole per le quali mi scuso pubblicamente".




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