Che cosa aspetta la tv a parlare del referendum?
Intanto continua il dibattito sul muro contro muro.
Il Cavalier Patacca ci si è rotto le corna e ora dice e contraddice, oppure fa contraddire dai suoi, che negano abbia mai parlato di spallate.
In effetti parlò di sfratto, che è molto più di una spallata.
Ma lasciamo perdere e occupiamoci piuttosto, come dicono i politici, dei problemi del Paese, cioè del disastro provocato dal governo del boss di Bossi.
Ieri mattina a Omnibus il ministro Di Pietro affermava la sua volontà di completare le opere in corso, ma lamentava di non aver trovato in cassa neppure i soldi per la gestione ordinaria.
Invece i signori della destra si strappano i capelli per la disperazione che il nuovo governo cancelli le loro cosiddette riforme.
Come se il centrosinistra, dopo aver promesso al popolo italiano di cambiarle, ora potesse dire: bè, in fondo, le leggi ad personam non erano tanto male.
In materia, abbiamo una richiesta personale: se non si può abolire subito la Gasparri, non si potrebbe almeno abolire Gasparri?
O, quantomeno, spiegare agli italiani che c'è un referendum?




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