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  1. #11
    ardimentoso
    Ospite

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    [QUOTE=luciana]
    Citazione Originariamente Scritto da tucidide

    eh?....."flussi mercenari di popoli inadatti a stare a casa loro"....????...E CHE VUOL DIRE?
    vuol dire innanzitutto che i flussi non sono naturali, ma indotti.
    a che prò è facile arrivarci.

    comunque, a sx qualcuno starà finalmente aprendo gli occhi. peccato che nessuno di questi però stia al governo. ma si sà, le cambiali tocca pagarle

    la Goldmann&Sachs spara il colpo di grazia all'Italia

    Dopo aver occupato il potere legislativo, lunedì colpo di grazia all'Italia, a rischio guerra civile.
    La situazione è realmente apocalittica, nel silenzio assordante della società (in)civile, i mercenari della mondializzazione sono pronti ad eliminare fisicamente e spiritualmente la Patria.
    In altri contesti questi gaglioffi sarebbero stati trascinati davanti ad una Corte marziale ed accusati di alto tradimento.

    IMMIGRAZIONE, PRODI METTE LE NOSTRE CITTÀ A RISCHIO BANLIEUE

    L'Italia di Prodi viaggia decisa in direzione delle banlieue. Domani il
    Consiglio dei ministri potrebbe varare una proposta di legge avanzata dall'
    assistenzialismo cattolico che semplifica le procedure e accorcia
    drasticamente i tempi per ottenere la cittadinanza italiana. A usufruirne si
    calcola che saranno oltre un milione di immigrati, i quali acquisiranno così
    di punto in bianco la nazionalità italiana, con tutto quello che ne
    consegue, a cominciare dall'iscrizione nelle liste elettorali e quindi dal
    diritto di voto attivo e passivo.
    Fino ad oggi l'Italia era il Paese Ue più severo per quanto riguarda la
    concessione della cittadinanza agli stranieri.
    Il periodo richiesto era infatti il più lungo dell'Europa unita: dieci anni
    ininterrotti di permanenza, ovviamente legale, sul territorio nazionale, ai
    quali se ne dovevano aggiungere almeno altri due o tre prima che venisse
    riconosciuto questo diritto. Ora chi vive e lavora da noi vedrà i tempi di
    attesa ridotti a sei anni, quindi più che dimezzati. I beneficiati sono
    stimati in 480 mila.
    Ma per crearsi il proprio bacino di voti "sicuri", il centrosinistra guarda
    anche molto più avanti, mirando a coinvolgere le generazioni più giovani.
    Agli stranieri minorenni che risiedono in Italia non è possibile, per legge,
    ottenerne la cittadinanza prima del compimento del 18° anno, passando per la
    trafila che si è detto. Ma si tratta di barriere destinate presto a cadere,
    dal momento che la nuova maggioranza (?) intende introdurre lo "ius soli",
    il diritto di suolo: ovvero, il principio per il quale chi nasce all'interno
    dei confini italiani, da qualunque Paese o famiglia provenga, è
    automaticamente cittadino italiano. Un beneficio del quale potrebbero già
    godere 550 mila minori nati nella Penisola da genitori stranieri. Ai quali
    se ne potranno aggiungere 50 mila ogni anno, tanti quanti ne nascono nell'
    arco di dodici mesi in Italia.

    UN'INVERSIONE DI ROTTA CARICA DI RISCHI
    Come si può bene intuire, si tratta di un'inversione di tendenza che
    rimpiazza la rigidità delle norme precedenti con un lassismo quasi assoluto.
    Con la benedizione bipartisan degli ambienti politici del centrosinistra
    (leggi Margherita) ma anche di quelli del centrodestra (leggi Udc). Parola
    di Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant'Egidio, fra le più
    strenue sostenitrici del provvedimento.
    Marazziti incensa sulla Stampa la pdl con parole all'insegna del più cieco
    buonismo: «Già oggi ci sono 130 mila anziani ogni 100 mila minori, entro il
    2050 i morti saranno il doppio dei nati all'anno: il saldo positivo della
    popolazione dipende dagli stranieri». Buonismo prontamente sostenuto dal
    quotidiano torinese, che ripropone la tiritera secondo la quale «in un Paese
    sempre più vecchio i "neo-italiani" aiuteranno i conti previdenziali». E via
    con i sogni: «un'immigrazione regolare e stabile», favoleggia Marazziti,
    «aumenta la sicurezza, fornisce nuovi soldi, freschi (sic), all'erario e
    riduce l'evasione fiscale... Inoltre così si riequilibra la previdenza,
    ringiovanisce la forza-lavoro e si rende più competitivo il Paese». Chissà
    se evita anche i terremoti o fa qualcosa per i calli.
    Viene da chiedersi: ma questi signori - ministri, portavoce di associazioni
    cattoliche e giornalisti compiacenti - lo sanno cos'è successo l'anno scorso
    durante il cosiddetto Novembre francese? Non si rendono conto che
    spalancando le porte all'immigrazione, da una parte, e affrettandosi a
    concedere la cittadinanza ai nuovi venuti, dall'altra, si contribuisce solo
    a creare anche nelle nostre città quei quartieri ad altissima percentuale di
    immigrati che diventeranno il focolaio di violente rivolte sociali? La
    questione "sicurezza" è così scabrosa da non poter essere neppure discussa?
    La Francia - il Paese europeo per molti versi più simile al nostro - è il
    modello ideale per sapere in anticipo a che cosa porterà una proposta di
    legge come quella che sarà domani all'ordine del giorno di Palazzo Chigi.
    Anche Oltralpe i figli della prima generazione di immigrati extracomunitari
    hanno ottenuto la cittadinanza francese; anche là, per averla, bastava
    nascervi o, se adulti, attendere pochi anni (cinque); anche in Francia
    fenomeni quali il calo demografico e l'invecchiamento della popolazione sono
    divenuti l'alibi per rimpiazzare i "vecchi francesi" con i "nuovi francesi".

    I TIMORI DEGLI 007 ITALIANI

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una situazione sociale esplosiva ed
    estremamente difficile da gestire, periferie urbane messe a ferro e fuoco,
    una massa di immigrati giovani e arrabbiati nonostante godano degli stessi
    identici diritti di tutti gli altri membri della comunità nella quale
    vivono. Un quadro devastante, che potrebbe presto riproporsi in Italia,
    soprattutto nelle grandi città del Nord, da sempre la meta privilegiata
    dagli immigrati.
    «C'è una rabbia giovanile che in Francia ha assunto le dimensioni di
    fenomeno di massa. Ma ce n'è anche una che in Italia ha connotazioni
    individuali, o al massimo, "di branco" (non più di 3 o 4 elementi), che
    produce ogni sera gli stessi effetti: macchine incendiate, danneggiamenti,
    aggressioni. Solo in misura numericamente più ridotta e quindi meno
    evidente». Sono le acute osservazioni di un articolo pubblicato da Gnosis,
    la rivista di intelligence del Sisde, a firma Pio Marconi, docente di
    Sociologia del diritto all'Università "La Sapienza" di Roma. «La differenza
    con la Francia - prosegue l'autore - è la stessa che a Carlo Marx faceva
    preferire gli operai ai contadini, per fare la rivoluzione. Gli operai erano
    tutti lì, concentrati in uno spazio ristretto, gomito a gomito, dove il
    virus del raffreddore e della ribellione sociale si diffondeva come le onde
    di un suono. I contadini, invece (oltre che cromosomicamente conservatori),
    erano sparsi nelle campagne, non facevano massa».
    L'analisi pubblicata sulla rivista dei servizi segreti prosegue
    sottolineando come «gli attori delle notti francesi dell'autunno sono
    giovani e giovanissimi. La maggioranza dei protagonisti del Novembre
    parigino apparteneva a famiglie di recente o antica immigrazione ovvero
    rappresentava la seconda/terza generazione di immigrazione». La stessa sulla
    quale sembra ora accentrare l'attenzione il nuovo governo, per ingraziarsela
    politicamente.
    A questo punto, sorge una domanda: «È possibile con un ricettario classico
    rispondere ad un intreccio di problemi etnici e generazionali come quello
    emerso nell'autunno francese e che minaccia una buona parte dell'Europa?».
    La risposta di Marconi è negativa. «La modifica virtuosa delle dinamiche del
    lavoro, la fine della disoccupazione giovanile, l'aumento delle certezze
    sociali potrebbe richiedere troppo tempo. E la rivolta delle banlieues ci ha
    detto che non possiamo permettercelo - argomenta il professore -. Le
    tradizionali misure di tutela del rapporto di lavoro subordinato appaiono
    insufficienti oggi a garantire un mondo di lavoratori giovani che preme su
    di un mercato mutevole, alimentato da funzioni parcellizzate, di durata
    indefinita».
    Neppure la politica della casa, frettolosamente adeguata ad esempio dalla
    Regione Piemonte, appare sufficiente, da noi come in Francia, a prevenire il
    disagio.
    Il "prezzo" da pagare appare davvero troppo alto. Alla faccia del cieco
    buonismo del centrosinistra e di chi lo asseconda.

    a.accorsi@lapadania.net


    ....avrete da ridire che il pezzo essendo di un leghista non và neanche letto...
    state bene così. da sperare solo che i primi siate tutti voi

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da matteomatteo
    Gallo, tu al massimo rappresenti te stesso, non il popolo rosso.
    Io sono nato tra il popolo Rosso. Io vivo tra il Popolo Rosso. Io parlo con il Popolo Rosso. Io ascolto il Popolo Rosso. Io appartengo orgogliosamente al Popolo Rosso ed, aggiungo, romagnolo ed identitario, che ama la sua Terra, la sua Storia e le sue tradizioni. Io appartengo ad un Popolo che ha sempre combattuto lo straniero invasore. Ti ricorda niente la Resistenza e mai sentito parlare delle Brigate Garibaldi? Meno burorocrati e cadregari, giovane "matteomatteo" e più attenzione alla ns gente, ai ns vecchi, alle ns donne, ai ns giovani. Altro che il buonismo verso coloro che vengono da noi per delinquere.

 

 
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