dalla cronaca di milano di libero 04/06/2006
comasina.Cinquantenne, viveva di espedienti e aveva debiti con prostitute orientali.I resti del suo corpo trovati in 4 sacchi
fatto a pezzi per vendetta dai papponi cinesi
Ci vorrà il DNA,ma intanto la madre il giubbotto di quel suo figlio perduto da tempo prima ancora che diventasse uno scomparso e i macabri resti snodati e tagliati da un becchino di professione,lo ha riconosciuto. E' il Nino e basta,ci sono quartieri a Milano dove non c'è bisogno di aggiungere altro. Ma qui c'è di mezzo un'identificazione da fare, quindi dalla Squadra Mobile escono solo ipotesi.
Il Nino era scomparso da un pò, da tre settimane, e i suoi famigliari lo avevano denunciato al commissario Cenisio. Tutto poteva aspettarsi la vecchia madre, già passata da un'analoga tragedia con l'altro figlio ucciso proprio qui,trent'anni fa,quando il quartiere era la comasina di Vallanzasca. Non certo, di vedere l'altro tagliuzzato sotto un albero di fico nel campo salvato dall'edificazione dei palazzoni di via Teano. Dentro una botola,dove leggenda vuole ci sia un tunnel sotterraneo che dritto va nei magazzini di una vecchia polveriera.
Nino, di solito, se ne stava in giro nel quartiere, non aveva una propria casa ; gli abitanti del quartiere hanno indicato agli inquirenti almeno dieci case dove si fermava. Poche le sue esigenze, è descritto più come un "ubriacone" che ogni tanto si faceva, che come un tossicodipendente. Aveva cinquant'anni e diversi precedenti, il chè però non ne faceva un criminale, quanto piuttosto un balordone a corto di soldi.E' proprio questa sua mancanza cronica di grano lo avrebbe messo in cattiva luce con alcune ragazze cinesi che si prostituivano in un appartamento della zona(sparite,strana coincidenza,nello stesso periodo della scomparsa di nino). In pratica sembra che sia andato due o tre volte in questo appartamento e che, tutte le volte,non abbia onorato il conto. Forse da questi episodi, possono essere nati alcuni screzi sfociati in un omicidio che ha tutto il sapore di un regolamento di conti.
Intanto, anche se in cattivo stato di conservazione, e diviso in quattro sacchetti,in cui non manca niente, il medico legale ha potuto notare una ferita da arma da taglio giusto nel petto. Il che ha fatto escludere la morte naturale. Poi la decisione di "smaltire" il cadavere in questo modo plateale. A pezzi, e messo lì in una zona dove tra cani, balordi di vario genere, tossicodipendenti, si può dire che ci sia un certo passaggio. Tanto più che non è chiaro da quanto tempo i sacchetti si trovassero lì, prima che venissero ritrovati venerdì pomeriggio , da un cane nel suo giro di pipì. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile,lo smembramento del cadavere è quasi opera perfetta, da professionisti,o da un macellaio o un becchino.
Solo domani però si potrà avere, attraverso l'analisi del DNA, la certezza che si tratti del Nino, quindi si potrà disporre l'autopsia.
Intanto, continuano le indagini tra i conoscenti del Nino, il percorso è un pò lungo, visto che, sempre che si tratti di lui,non era, diciamo, un regolare. Certo aveva anche lui le sue abitudini, bisognerà però ricostruire la sua logica, il suo ciclo inverso di luce,notte, nei bar della zona.




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