x umberto:
A me piace imparare più che posso da chiunque, ma ti posso dire che lezioncine date con questa sicumera mal mi siattagliano. Scoprirai presto che su questi temi ne so almeno quanto te. :-01#44
Adorno, nonostante abbia scritto un testo intitolato Minima Moralia, c'entra poco col tema che avevo sollevato. Potrai invece trovar sollievo nel Dialogo fra Fede e Ragione fra Habermas e Ratzinger. Molto interessante.
Quanto a J.S. Mill, ecco un suo pensiero, tratto dal Saggio sulla libertà:
Il diritto si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente.
Calogero, liberalsocialista, riteneva che il diritto fosse «strumento di azione morale e politica».Cmq, quanto ai liberali, mi concederai che qui c'è uno che non ha bisogno di imparare da nessuno.
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E questi sono alcuni suoi pensieri.
«Dice Stuart Mill: 'Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano'. Adesso le femministe dicono: 'Il corpo è mio e lo gestisco io'. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio.
Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un 'altro' nel corpo della donna.
Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui».
«Vorrei chiedere
quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il 'non uccidere'. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere».
A te la palla, amico. :p