Una delle teste di ponte della IV Rivoluzione o Rivoluzione culturale è costiuita dalla liberalizzazione sessuale. Ciò che fino a poco tempo fa (e che molissimi continuano a pensare, ma temono lo scherno di color che son ciechi, ma si credono duci, per dirla con Dante, e non si fanno avanti) era considerato sinonimo di Virtus e Probitas, oggi è sostituito dal vizio corrispondente, elevato a norma di vita morale "normale" (sì, secondo la legge di satana...). Ogni giorno assistiamo ai miasmi della legittimazione di ogni turpitudine morale, a partire dalla sodomia. Come molti pensatori della ControRivoluzione avevano previsto, il descensus ad inferos prosegue con la lenta legittimazione della pedofilia e dell'incesto soft e giù giù fino all'antropofagia, la zoofilia e la necrofilia.
Paura e disperazione? Neanche per sogno!!!!!!
Non Praevalebunt!!!!!!! Nostro Signore ce l'ha promesso e lui le promesse le mantiene tutte.
Qualche antidoto al suddetto sudiciume lo trovate qui:http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=251259
ed anche qui: http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=260610
Abbiamo, tuttavia, deciso di aprire un post su quella piaga sociale che è rappresentata dalla pornografia, l'abbasssamento dell'uomo al livello ferino e istitnivo, la cieca brama di coloro "che la ragion sommetono al talento" (Inferno, V 39), per dimostrare che l'amore e la sessualità vera non sono quelli ostentanti dalla vacua cultura dominante, gonfia della sua superbia e Hybris.
Ci prenderanno in giro, ci scherniranno, ci daranno dei frustrati, tarati mentali, anacronisti cantori di un mondo irreversibilmente tramontato.
Che ce ne frega!!!!!!!
Non vogliamo il plauso del mondo, bensì quello di Dio. Alla fine della nostra vita, lunga o breve che sia stata, vogliamo che il Padre ci accolga tra gli eletti alla sua destra. Allora tutte le inguirie subite, le mortificazioni, le offese del Mondo ci sembreranno un giogo soave, perché avremmo guadagnato la palma della vittoria, quella della Vita Eterna. Non aspiriamo alla "dolce morte" come vuole satana, bensì alla "buona morte", ossia al transito da questa vita all'al di là in grazia di Dio.
"L'uomo combatte, Dio concede la vittoria"
Buona lettura.
Pornografia.
Di Vittorio Messori
Tratto da: Antologia di “Vivaio”
Quando cominciarono a diffondersi i videoregistratori, i soliti sociologi e tuttologi “illuminati” ne previdero impieghi dei quali si compiacevano: dissero che la possibilità di proiettarsi sullo schermo televisivo cassette di ogni tipo sarebbe stata utilizzata dalla gente per imparare e perfezionare le lingue straniere; per coltivare, in genere, quella che amano chiamare “l’educazione permanente”; per organizzarsi piccoli cineforum in famiglia, con la visione di classici della cinematografia e conseguente dibattito tra genitori, figli, nonni, cugini, vicini di casa; e, in genere, per scopi nobilmente culturali o, almeno, di intelligente intrattenimento.
Naturalmente, è andata in modo assai diverso. Così, vedo ora il commento stupito di uno di quei sociologi “progressisti” che ha scoperto, amareggiato, come il boom dei videoregistratori sia stato provocato da ragioni un po’ meno commoventi di quelle previste. E cioè dal desiderio di molti di farsi la pornoteca personale, di crearsi in ca il cinemino cochon.
Pettegolezzi da mala lingua? Sfogo da pessimista? No, semplice constatazione statistica, viste le dimensioni imponenti assunte dal mercato delle cassette pornografiche: si calcola che ce ne sia almeno una dozzina per ogni videoregistratore. Come succede per tutte le statistiche, alcuni non ne hanno, ma molti ne hanno molte di più e continuano a procurarsene: così, il bussines della pornografia, che già non scherzava quanto a giornali e a film da sala cinematografica, si è visto spalancare l’enorme mercato mondiale “a domicilio”. Pare che non ci siano affari che smuovano tanto denaro come quello della droga e quello, appunto, dell’oscenità organizzata, che coinvolge migliaia tra tecnici, “attori” e “attrici”, registi, distributori, negozianti.
E’ un’offerta che, per quanto imponente, sembra stenti a soddisfare la domanda, sempre crescente. Così un’invenzione tecnologia la quale stando ai soliti cantori, avrebbe dovuto dischiudere possibilità nuove per la crescita dell’uomo si è trasformata in un ulteriore, potente incentivo non soltanto al degrado dell’uomo (e della donna) e alla loro mercificazione; ma ha significato anche un inquietante aumento di quella criminalità indotta dai capitali che gravano su questo tipo di attività. E’ una quota inquietante e crescente di quella massa di “denaro sporco” che circola per il mondo e ne condiziona l’economia.![]()
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«A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si imbrocca» è una delle frasi di Giulio Andreotti più citate, a riprova di un suo “cinismo da vetrerocattolico”. In realtà, si tratta di un realismo che – almeno in una prospettiva cristiana – andrebbe persino spinto oltre: per chi crede nel dramma della caduta e della Redenzione, non solo non è “peccato”, ma è doveroso “pensar male”. Pensare cioè che tutti siamo accomunati, al fondo del cuore, da un groviglio oscuro per cui, alla cassetta televisiva con la professoressa che insegna l’inglese, preferiamo troppo spesso (se lasciati a noi stessi) la cassetta con magari la tessa professoressa che ci insegna il kamasutra e ci dà le lezioni, ma di anatomia…
Certo, la fede assicura che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la Grazia»
(Rm 5, 20): ma non ci può credere alla salvezza se non si crede alla necessità di essere salvati.![]()
Se cioè non si mette in preventivo quel peccato, ignorando il quale ogni previsione sui comportamenti umani – come le previsioni pseudo-sociologiche che dicevamo – sarà sempre motivo di amare sorprese e di rovesciamento delle aspettative.
L’invasione pornografica mette in ulteriore difficoltà la già disastrata “cultura laica”.
Prendiamo ad esempio, certa prospettiva più o meno femminista. Trovandosi come svuotato perché senza più obbiettivi di “lotta” dopo il trionfo delle legalizzazione dell’aborto (spacciato, come è noto, come “vittoria delle donne”, come “moderna conquista di progresso”), quel femminismo ha trovato un nuovo, provvidenziale motivo di aggregazione nella lotta contro la violenza sessuale.
Impegno sacrosanto, ma finito in un groviglio di contraddizioni, come sempre avviene, quando, smarrite le istruzioni per l’uso dell’uomo (in senso filosofico, includendovi dunque maschi e femmine) si va a tentoni non sapendo – e, per giunta, non volendo sapere – chi siamo davvero, per quali scopi ci troviamo a vivere sulla terra.
Come al solito, una cultura che dice di volersi basare solo sulla ragione è costretta a rinnegare la ragione, negando istericamente oltre che assurdamente, che tra l’erotismo sfacciatamente esibito che impregna ogni aspetto della nostra vita, che tra un’offerta pornografica che coinvolge ormai la grande maggioranza dei cittadini dell’Occidente opulento, che tra questo e l’aumento della violenza sessuale esista un diretto legame.![]()
E’, ovviamente, una negazione che sfida non soltanto la ragione, ma anche il semplice buon senso. Come questa stessa cultura ci ha ricordato e come non manca di ribadirci ad ogni momento, l’instinto sessuale è tra I più potenti, coinvolge di noi non solo la parte conscia, ma anche quella inconscia. E’, comunque, un istinto che (se non trattenuto da considerazioni morali, e solo se queste sono sostenute dalla Grazia potente di Dio stesso) cerca imperiosamente canali per realizzarsi in concreto.
Non assistiamo, invece, alla demonizzazione della castità, della volontaria limitazione dell’attività sessuale, il cui dispiegamento totale e universale (degli adolescenti come dei vecchi, dei sani come degli handicappati, dei liberi come dei carcerati) è predicato come davvero indispensabile perché l’uomo e la donna siano davvero tali?![]()
Il sesso è visto oggi come possibilità preziosa e feconda, ma alla quale è possibile mettere norme in nome di ideali più alti; ma come destino ineluttabile, come dovere irrinunciabile, come onnipresente aspetto di una vita che voglia essere degna. Il sesso, dunque, non come istinto da padroneggiare e da gestire secondo un libero progetto, ma da utilizzare sempre e comunque, abbandonandovisi “con spontaneità”.![]()
Che da questo attizzare di continuo un fuoco già di per sé pericoloso finisca per derivare un aumento dell’aggressività sessuale (e, dunque, come inevitabile fall-out della violenza), dovrebbe essere pacifico e intuitivo per tutti. Per tutti, ma non per una certa cultura che subordina la realtà e il buon senso all’ideologia.
L’ideologia, qui, comanda di dire che solo dei cattolici repressi possono condannare la pornografia; che solo la tartufesca bigotteria religiosa può ostinarsi a mettere in guardia dalle conseguenze dell’esibizione sessuale che martella giorno e notte da ogni sede. Non vorrete, per caso, che una cultura «libera e liberante» possa ritrovarsi a fianco di una Chiesa oscurantista, che per duemila anni ha impedito la felicità degli uomini, raccomandando loro una disciplina dell’istinto erotico!
Dunque: virulenta crociata “progressista” non solo contro chiunque si limiti a sfiorare le natiche di una donna (fosse anche la propria moglie, ma che in quel momento stava pensando ad altro: perbacco, è “molestia sessuale”!), ma anche contro chi, avendo visto il terribile reato, non ha chiamato subito I carabinieri. E, al contempo, libertà totale, in nome della lotta contro ogni “medievale censura”, in nome della doverosa liberazione sessuale, per I mercanti di pornografia. Come le due cose possano convivere, non è chiaro. E, difatti, non convivono.
Le conseguenze stanno sotto gli occhi di tutti; e soprattutto sotto gli occhi di chi sa come la violenza sessuale sia in continuo, inarrestabile aumento – malgrado le leggi sempre più istericamente draconiane – ovunque arrivi una certa predicazione, un certo tipo di “liberazione” dell’uomo. Ma guai a chi parlasse della necessità di intervenire su un clima che è come un brodo di coltura fatto apposta per lo sviluppo minaccioso di certi virus! Guai a chi, visto che l’istinto sessuale ha la forza di certi altri istinti primari come quello della fame della sete, osservasse che circondare l’affamato o l’assetato di vetrine colme di cibi o di bevande può indurre chi non abbia altro modo per soddisfarsi a fracassare le vetrine e ad allungare le mani sui “prodotti”! Non si può più: scatta, qui, la proibizione centrale di una certa prospettiva sull’uomo. Il divieto, cioè, poste certe premesse, di trarne certe conseguenze che la logica, la ragione, il buon senso, l’esperienza stessa imporrebbero di trarre. Ma che lo schema ideologico non accetta.
Abbiamo aperto nel nostro blog: http://vandeano2005.splinder.com/ la sezione "pornografia-piaghe sociali" dove inseriremo anche documenti che ci sembra inopportuno, in quanto troppo forti, inserire in questa sede.
Cor Jesu,adveniat Regnum Tuum, adveniat per Mariam!!!!




). Ogni giorno assistiamo ai miasmi della legittimazione di ogni turpitudine morale, a partire dalla sodomia. Come molti pensatori della ControRivoluzione avevano previsto, il descensus ad inferos prosegue con la lenta legittimazione della pedofilia e dell'incesto soft e giù giù fino all'antropofagia, la zoofilia e la necrofilia.
