
Originariamente Scritto da
21 Dicembre
La giovane destra alla guida di una vasta organizzazione giovanile popolare e riformista. Articolo di Fabrizio Tatarella
La giovane destra alla guida di una vasta organizzazione giovanile popolare e riformista
di Fabrizio Tatarella*
Non possiamo perdere altro tempo, o ,almeno, non possiamo fare finta di nulla e non iniziare a discuterne, aprendo un dibattito serio al nostro interno e con tutto quello che di alternativo alla sinistra si muove fuori dal nostro mondo giovanile.
La politica è in continua evoluzione e, in un contesto specifico come questo, spetta ad una classe dirigente giovanile, autenticamente matura e politicamente preparata, anticipare i tempi, precorrerli.
La funzione della destra giovanile è stata storicamente duplice: da una parte quella di fucina fondamentale in cui è cresciuta l’attuale classe dirigente del partito, dall’altra avanguardia di scelte, decisioni politiche e culturali.
Un movimento in grado di anticipare il partito stesso, magari aiutandolo ad interpretare, al meglio, non solo i sogni, le aspirazioni, le sensibilità delle giovani generazioni e delle società, ma anche le attese e le prospettive politiche presenti nelle stesse.
Dopo aver celebrato un congresso, conseguito, poi, il migliore risultato di sempre, ossia la sostanziale unità del movimento che mancava da anni, prodotto documenti e assunto importanti iniziative politiche, ottenuto il massimo riconoscimento istituzionale con la vicepresidenza della Camera, è giunto il momento di compiere il decisivo salto di qualità
Un consapevole e fondamentale passaggio verso la definitiva maturità politica, senza paure di perdere la propria identità, di confonderla con altre, certi che le diversità costituiscono, se basate su un minimo comune denominatore di valori, una ricchezza più che un pericolo, convinti della nostra specificità a cui non dobbiamo rinunciare.
Serve, ora, aprire un dibattito, un confronto serio non solo con le organizzazioni giovanili di centro destra, ma con la giovane società civile italiana, costituita da giovani professionisti, associazioni studentesche e universitarie, mondo del volontariato, non dichiaratamente riconducibili alla sinistra per costruire un movimento giovanile di massa, popolare, conservatore e riformista.
La prima occasione può essere costituita dalla costituzione dei “Comitati giovanili per la nuova Italia” a sostegno del referendum costituzionale di giugno, aggregando giovani con cui costruire un percorso comune per scrivere una pagina essenziale del nostro paese.
La proposta di governo alternativa a quella di sinistra non può non partire dal tessuto sociale di quello che rappresenta il futuro del paese.
Per fare questo occorre una classe dirigente giovanile all’altezza di una grande sfida, capace di guidare, da destra, il nuovo soggetto unitario giovanile del centro destra.
Abbiamo la struttura, le capacità e i dirigenti necessari per ambire, da destra, a guidare una grande novità del panorama politico italiano.
Per questo dovremo selezionare accuratamente giovani desiderosi di studiare, leggere, imparare per formare una classe dirigente scelta in base alle qualità e alla meritocrazia e non più secondo i bilancini delle correnti.
Se un movimento giovanile, il nostro, riuscisse ad aprire un dibattito vero, il più aperto possibile, anticipando quello dei partiti, sarebbe una novità politica rilevante.
Se il movimento giovanile di destra riuscisse nella possibile impresa di candidare un suo esponente alla guida di un soggetto unitario o di una federazione giovanile di centro destra, dimostrerebbe che la sua classe dirigente è in grado di guidare domani il partito unico dei moderati.
Un risultato importante e alla nostra portata, in grado di anticipare la grande svolta politica dei prossimi anni: un partito unitario di centro destra guidato, come in Spagna accadde con Aznar, da un uomo proveniente dalle nostre fila, dal nostro mondo, da destra.
*Esecutivo nazionale Azione Giovani
Che ne pensate ?? Cosa farete se si verificasse una situazione del genere ?