Ottima iniziativa, Danny.
In rilievo.


Ottima iniziativa, Danny.
In rilievo.


Grazie del Rilievo
Oltre ai Nostri
Totti
De Rossi
Perrotta
la A.S. Roma conta altri giocatori nelle nazionali impegnati nei mondiali:
Cufrè nella Nazionale Argentina
Koffour nella Nazionale Ghanese


Nella sfida d'esordio dei Mondiali vittoria del gruppo Klismann
Finisce 4-2: doppiette di Klose e di Wanchope. Gran rete di Lah
La Germania parte bene
Quattro gol, Costarica ko
MONACO - Germania, buona la prima. Nella partita d'apertura dei Mondiali, il gruppo Kilsmann, rispetta la tradizione e vince. Un 4 a 2 contro un Costarica, nonostante l'assenza della stella Ballack. La Germania ha dominato il Costa Rica, rischiando tuttavia sui contropiede dei centroamericani che hanno avuto in Paulo Wanchope, autore di una doppietta (il secondo gol in netto offside), una spina nel fianco.
L'incontro, valido per il girone A, ha visto protagonisti Miroslav Klose per i tedeschi e Paulo Wanchope per i centramericani. Pronti via e al 6' la Germania è già in vantaggio: il primo gol del mondiale è di Lahm con uno splendido destro a incrociare che si infila nel 'sette' alla sinistra di Porras.
Altri sei minuti e arriva la risposta della Costarica, con Wanchope che scatta sul filo del fuorigioco e insacca. Altri sei minuti e al 17' è Klose a infilare su assist di Schweinsteiger. Il ritmo comprensibilmente cala, anche se Wanchope da una parte e Podolski dall'altra restano pericolosi. Nella ripresa lo stesso Podolski ci riprova, ma sempre mandando alto. Al 61' arriva il 3-1: da Lahm assist per Klose che prima di testa e poi sulla ribattuta insacca. Nel frattempo la Costarica perde Gilberto Martinez, stella del Brescia, per infortunio. La Germania preme sempre e gli avversari paiono destinati a capitolare ogni volta, eppure al 73' Wanchope, imbeccato alla perfezione da Centeno, insacca.
Questa volta non viene fermato per fuorigioco, anche se la posizione è dubbia. All'86', le speranze costarricensi si spengono: Torsten Frings inventa dalla grande distanza, 30 metri, un destro imprendibile, almeno per un Porras non impeccabile. E' il gol che chiude un incontro comunque decisamente vivace.
GERMANIA-COSTA RICA 4-2
GERMANIA (4-4-2): Lehmann; Friedrich, Metzelder, Mertesacker, Lahm; Schneider (46'st Odonkor), Frings, Borowski (27'st Kehl), Schweinsteiger; Podolski, Klose (34'st Neuville sv). In panchina: Kahn, Hildebrand, Jansen, Huth, Nowotny, Hanke, Ballack, Asamoah, Hitzlsperger. Allenatore: Klinsmann.
COSTA RICA (3-4-2-1): Porras; Umana, Marin, Sequeira; Martinez (22'st Drummond), Fonseca, Solis (33'st Bolanos), L.Gonzalez; Centeno, Gomez (46'st Azofeifa); Wanchope. In panchina: Mesen, Alfaro, Bernard, Wallace, Hernandez, Badilla, Saborio, Nunez, Rodriguez. Allenatore: Alexandre Guimaraes.
ARBITRO: Horacio Elizondo (Argentina).
RETI: 6' pt Lahm, 12' pt e 28' st Wanchope, 17' pt e 16' st Klose, 42' st Frings.
NOTE: giornata serena, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 55 mila circa. Ammoniti: Fonseca. Angoli: 7-3 per la Germania. Recupero: 0', 3'.
(9 giugno 2006)


Due a zero per i sudamericani che conquistano i tre punti
A segno Carlos Tenorio e Augustin Delgado
Girone A, l'Ecuador parte bene
Brutto stop per la Polonia
GELSENKIRCHEN - La vendetta è un piatto che si gusta freddo. A più di sei mesi dal 3-0 subito a Barcellona, l'Ecuador si riscatta e al suo debutto nei Mondiali tedeschi rifila un 2-0 alla Polonia che, vista la composizione del girone, potrebbe risultare già decisivo per un posto negli ottavi. Ottima prova quella dei sudamericani, sicuramente più freschi e più squadra rispetto agli avversari.
Carlos Tenorio e Augustin Delgado, i due marcatori, hanno confermato un'ottima intesa in avanti, mettendo a frutto il lavoro dei compagni non solo a centrocampo ma anche in difesa, dove si registra l'ottima prova dei centrali Espinoza e Hurtado. Poca cosa, invece, questa Polonia, arrivata in Germania con bel altre credenziali e aspettative. Macchinosi, lenti e privi di idee, i polacchi non hanno fatto nulla per evitare questo ko e i due legni colpiti nel finale sono tutt'altro che consolatori, anche perchè arrivati grazie a Jelen e Brozek partiti dalla panchina. Janas, infatti, non vuole rischiare troppo e in attacco schiera il solo Zurawski con Smolarek, Szymkowiak e Krzynowek chiamati, a turno, ad andargli in appoggio.
Nessuna novità invece tra i sudamericani, dove Suarez si affida al solito 4-4-2 con Reasco preferito ad Ambrosi sulla sinistra e Carlos Tenorio che vince il ballottaggio con l'ex perugino Kaviedes. L'Ecuador, sin dai primi minuti, cerca di metterla sul piano fisico e il confronto è aperto ma privo di emozioni. Per la prima occasione, così, bisogna aspettare il 17', quando Bak appoggia di testa corto verso Boruc e Tenorio per poco non riesce a conquistare la palla.
Nella Polonia c'è però qualcosa che non va e al 24' arriva il vantaggio dei sudamericani: lunga rimessa laterale dalla destra di De la Cruz, Delgado prolunga e l'indiavolato Carlos Tenorio incorna di testa alle spalle del portiere avversario. Gli uomini di Janas accusano il colpo e tre minuti dopo rischiano grosso, con Delgado che spara alto l'ottimo pallone messo al centro ancora da Tenorio. L'Ecuador fisicamente sta meglio, corre di più, e la Polonia non riesce quasi mai a farsi pericolosa se non su azioni da calcio da fermo.
Nella ripresa gli uomini di Janas appaiono sicuramente più determinati rispetto ai primi 45 minuti, ma l'Ecuador si difende benissimo, chiudendo tutti gli spazi. I due centrali sudamericani Hurtado ed Espinoza sono sempre tempestivi e Zurawski appare troppo solo in avanti. Ma la formazione di Suarez non pensa solo a difendersi perchè cerca di colpire anche in contropiede e sia Delgado che Tenorio sono delle spine nel fianco per la difesa polacca. Janas prova a cambiare qualcosa inserendo Jelen e Kosowski al posto di Sobolewksi e Krzynowek ma Mora, per quanto non molto affidabile, non corre alcun rischio e anzi, al 28', è Mendez a impegnare dalla distanza Boruc. La Polonia è assente e al 35' l'Ecuador chiude i conti con Delgado, che non fa altro che appoggiare in rete il pallone servitogli generosamente dal neoentrato Kaviedes. Nel finale i polacchi tentano il tutto per tutto ma raccolgono solo due legni (traversa di Jelen e palo di Brozek) che servono a poco. E per l'Ecuador è già tempo di festeggiare.
POLONIA-ECUADOR 0-2
POLONIA: Boruc; Baszczynski, Bak, Jop,
Zewlakow; Sobolewksi (22'st Jelen), Radomski; Smolarek, Szymkowiak, Krzynowek (33'st Kosowski); Zurawski (38'st Brozek). In panchina: Kuszczak, Fabianski, Gancarczyk, Rasiak, Mila, Dudka, Lewandowski, Bosacki, Giza. Allenatore: Pawel Janas
ECUADOR: Mora; De la Cruz, Hurtado (24'st Guagua), Espinoza, Reasco; Mendez, E.Tenori, Castillo, Valencia; Delgado (38'st Urrutia), C.Tenorio (20'st Kaviedes). In panchina: Villafuerte, Lanza, Perlaza, Lara, Borja, Ambrosi, Ayovi, Saritama, Benitez.
Allenatore: Suarez
ARBITRO: Kamikawa Toru (Giappone)
RETI: 24'pt C.Tenorio, 35'st Delgado.
NOTE: serata fresca, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 44 mila circa. Ammoniti: Hurtado, Smolarek, Mendez. Angoli: 11-2 per la Polonia. Recupero: 1', 4'.
(9 giugno 2006)


Gli inglesi battono 1-0 il Paraguay. Decide un errore di Gamarra
dopo appena 3 minuti. Inutile l'assalto finale dei sudamericani
All'Inghilterra basta un autogol
Eriksson: "Va bene anche così"
Gamarra contrasta
l'attaccante inglese Crouch
FRANCOFORTE - Cantano i 40 mila tifosi inglesi arrivati a Francoforte, ma l'Inghilterra data per favorita al Mondiale esordisce con una vittoria contro il Paraguay che nel complesso delude. Pronti-via e i bianchi sono già avanti. Al 3' punizione dalla tre quarti di Beckham, a centro area Gamarra infila di testa il proprio portiere. Al 7' fuori il portiere paraguayano Villar, che si fa male anticipando in uscita Owen, sostituito dal secondo Bobadilla. Al 10' Lampard-Gerrard-Owen, tutto in velocità ma il tiro è nelle mani del portiere. Al 18' il primo tiro dei sudamericani verso la porta inglese, del reggino Paredes, palla nettamente fuori dopo un errore di Terry.
Un minuto dopo Robinson si tuffa per la prima volta, da un tiro anche stavolta da fuori di Riveros. Al 23' Lampard si presenta al tiro: centrale. La manovra dei bianchi è veloce: i centrocampisti di qualità portano palla avanti, e le sponde delle due punte portano spesso al tiro Lampard (che gioca un po' più avanti) o Gerrard.
La manovra della squadra di Ruiz si esaurisce sulla tre quarti da dove viene provato il tiro, le fasce non sono attaccate e la difesa di Eriksson non soffre. Beckham effettua il 1° tiro (a girare) del suo Mondiale al 44', palla a lato, ma Joe Cole aveva dato in precedenza un saggio delle sue qualità in dribbling. La prima vera, pericolosa, azione del Paraguay arriva al 48', con il tiro di poco fuori di Valdez dopo un batti e ribatti in area. Buon finale del Paraguay, con Paredes in appoggio alle due punte.
Secondo tempo al piccolo trotto dell'Inghilterra, il Paraguay spinge in apertura senza rendersi pericoloso. Esce Owen all'11', entra il centrocampista Downing, Joe Cole si sposta alle spalle di Crouch e al 14' tira da fuori, para Bobadilla in tuffo. Un minuto dopo Robinson sbaglia l'uscita, Paredes arriva in corsa ma in acrobazia mette alto. Sarà l'azione più pericolosa del Paraguay.
Al 19' bella azione personale di Valdez, ma il sinistro finisce nelle mani di Robinson. Al 23' Ruiz prova con una punta in più, Cuevas, al posto del centrocampista Bonet. Al 28' Lampard tira forte da 20 metri, centrale, Bobadilla ci mette le mani e la manda in angolo. Il Paraguay riesce ad arrivare al limite con una certa frequenza, ma manca nella conclusione. Il centrocampo dell'Inghilterra, nella parte centrale, non oppone più particolare resistenza. I bianchi si difendono dall'assalto non particolarmente aggressivo nel finale da parte dei sudamericani, e portano a casa i primi 3 punti del proprio torneo. La brillantezza verrà, magari con il rientro in avanti di Rooney.
Eriksson si dice comunque soddisfatto per l'esordio vincente della sua Inghilterra contro il Paraguay, nonostante il gioco non particolarmente brillante. "Sono contento di come la squadra ha giocato - ha detto il ct degli inglesi -. Abbiamo sofferto un po', ma oggi la giornata è stata molto calda e la cosa più importante è la vittoria". "E' stato difficile - prosegue lo svedese - tenere la palla nel secondo tempo. Perciò ho sostituito Owen con Downing. Faremo meglio nella prossima partita. Intanto incameriamo i 3 punti".
INGHILTERRA-PARAGUAY 1-0
INGHILTERRA (4-4-2): Robinson; Neville, Terry, Ferdinand, A. Cole; Beckham, Gerrard, Lampard, J. Cole (37'st Hargreaves); Owen (11'st Downing), Crouch. In panchina: James, Carson, Campbell, Carragher, Bridge, Carrick, Jenas, Lennon, Walcott. Allenatore: Eriksson.
PARAGUAY (4-4-1-1): Villar (7' pt Bobadilla); Caniza,
Gamarra, Caceres, Toledo (37'st Nunez); Bonet (23'st Cuevas), Paredes, Acuna, Riveros; Santa Cruz; Valdez.
In panchina: Gomez, Manzur, Da Silva, Barreto, Dos Santos, Gavilan, Montiel, Cabanas, Lopez. Allenatore: Ruiz.
ARBITRO: Rodriguez (Messico)
RETE: 3' Gamarra (autogol)
NOTE: pomeriggio caldo, terreno in buone condizioni. Spettatori 45.000 circa. Ammoniti Gerrard, Valdez, Crouch. Angoli 5-1, recupero 4'/2'.
(10 giugno 2006)


Sorpresa Trinidad e Tobago
Svezia bloccata dai caraibici
DORTMUND - La prima sorpresa è arrivata. Trinidad e Tobago, esordiente ai Mondiali, rappresentante della più piccola nazione mai arrivata al torneo iridato, strappa lo 0-0 alla Svezia e fa felice un intero popolo.
In più, lo fa giocando in 10 uomini per tutto il secondo tempo. In partenza, il ct dei caraibici Beenhakker sorprende tutti schierando l'attaccante Yorke, il giocatore di maggior esperienza della squadra, davanti alla difesa.
L'inizio di Trinidad e Tobago è, prevedibilmente, poco sicuro: l'emozione si fa sentire e la Svezia si fa pericolosa al 5' con una punizione di poco a lato, dal limite, di Larsson. Al 5' Ibrahimovic si esibisce di tacco al volo in un tiro (fuori) simile a quello che condannò l'Italia agli ultimi Europei. La Svezia mette insieme solo calci d'angolo e la squadra caraibica riesce a limitare i danni, pur con Yorke quasi sempre saltato nell'insolito ruolo di mediano. Al 22' Larsson per un soffio non arriva all'appuntamento con il gol, invitato da un bel traversone di Ibrahimovic. Al 34' il primo tiro
nella storia del Mondiale di Trinidad e Tobago è di Edwards, la cui conclusione è forte ma centrale.
Al 38' colpo di testa di poco fuori di Larsson, che raccoglie un cross da destra di Ljungberg, due minuti dopo gran tiro d'esterno destro di Wilhelmsson (dopo un pregevole scambio Ibra-Larsson) che Hislop devia in angolo. Il finale di tempo è più vivo del resto del tempo, gli scandinavi tentano con maggior decisione di sbloccare il risultato.
Al 42' controllo e tiro di Ibrahimovic, ancora decisivo il portiere, un minuto dopo la risposta con il colpo di
testa fuori di Stern John. Nella ripresa, dopo 40 secondi, Trinidad e Tobago resta in 10 per l'espulsione di Avery John: entrata al limite su Wilhelmsson, giusto il secondo cartellino giallo.
Yorke va a contrare gli attacchi della Svezia da difensore puro, mentre Beenhakker mette dentro una punta, Glen, per un altro giocatore offensivo, Samuel. Al 13' colpo di testa alto di Ibra, da un cross da sinistra di Hedman, un minuto più tardi Glen, solo contro tutta la difesa svedese, scaglia una conclusione da fuori area che scheggia la traversa.
La partita ora è più bella del primo tempo: Ibrahimovic tira da due passi, forte, ma Hislop ci mette le mani. Al 17' il ct svedese Lagerback si convince finalmente a schierare la terza punta, Allback (un passato nel Bari), al posto di un centrocampista. Al 25' l'ex barese si vede anticipato da Hislop in uscita, 6 minuti dopo il giocatore del Copenhagen tira troppo centralmente. Al 33' Lagerback mette dentro la 4^ punta, due minuti altra palla-gol nei piedi di Allback, ma il "cucchiaio" è respinto ancora da un insuperabile Hislop. Al 43' ultimo tentativo, gran botta, alta, di Ibrahimovic. Il 60 per cento di possesso palla non serve alla Svezia per sbloccare il match, il finale d'assedio non è sufficiente. Solo angoli, ma la prima sorpresa del Mondiale è servita.
SVEZIA-TRINIDAD e TOBAGO 0-0
SVEZIA: Shaaban; Alexandersson, Mellberg, Lucic, Edman; Wilhelmsson (33'st Jonsson), A. Svensson (17'st Allback), Linderoth(33'st Kalsstrom), Ljungberg
Ibrahimovic, Larsson. In panchina: Alvbage, Nilsson, Hansson, Stenman, K. Svensson, Elmander, Andersson, Rosenberg. Allenatore: Lagerback
TRINIDAD e TOBAGO: Hislop; Lawrence, Sanch, A. John, Gray; Yorke; Birchall, Edwards, Theobald (21'st Whitley), Samuel (8'st Glen); S. Johh. In panchina: Ince, Cox, Andrews, Latapy, Jones, Wise, Charles, Scotland, Wolfe. Allenatore: Beenhakker.
ARBITRO: Maidin (Singapore)
NOTE: pomeriggio caldo, terreno in ottime condizioni. Spettatori 62.000 circa. Ammoniti A. John, Yorke, Larsson; espulso A. John. Angoli 8-1, recupero 2'/3'.
(10 giugno 2006)


Gol di Crespo e Saviola. Buona prova di Riquelme
Gli africani giocano bene ma sono troppo ingenui
L'Argentina è troppo forte
Costa d'Avorio, non basta Drogba
AMBURGO - L'Argentina batte 2-1 la Costa d'Avorio sfruttando la maggior esperienza mentre gli ivoriani devono recriminare per qualche passaggio a vuoto di troppo. Come era stato previsto alla vigilia il girone C delle mondiale di Germania ha confermato di essere molto equilibrato ed avvincente.
L'Argentina con due reti siglate da Crespo e Saviola sembrava avere messo in cassaforte il risultato ma il bomber ivoriano Drogba, con un guizzo dei suoi, ha messo in apprensione la nazionale biancoceleste fino all'ultimo minuto della gara.
L'Argentina, alla sua quattordicesima partecipazione, aveva iniziato la gara con il sostegno di oltre 25.000 connazionali fra cui spiccava Diego Armando Maradona, osannato prima del calcio d'inizio. Gli arancioni di Henri Michel, invece, avevano ben altre motivazioni extrasportive per dare il meglio in campo, pensando alla tragedia della propria nazione. Argentina, come previsto, con Mascherano e Cambiasso per proteggere i fantasisti Saviola e Riquelme. Le stelle Messi e Carlito Tevez si sono accomodati in panchina, il primo perchè ancora non al pieno alla forma, il secondo per scelta tecnica. Michel, rispetto alla vigilia, ha schierato Kalou molto largo a destra per impensierire Sorin in fase di contenimento e limitare le sue scorribande sulle fasce.
La gara, dopo un inizio stentato, aveva visto Drogba e compagni prendere la scena ma l'Argentina, dimostrando di essere un gruppo compatto, ha la prima vera occasione con Ayala che colpisce di testa da centro area, col pallone che sbatte sulla faccia interna del palo prima di finire tra le braccia del portiere ivoriano Tizie: ma c'è il dubbio che la palla abbia varcato la linea. Alla seconda occasione gli argentini sbloccano la gara, al 24', con Hernan Crespo che, da rapinatore d'area, ha trovato il guizzo vincente a pochi passi da Tizie: Riquelme batte una punizione dalla trequarti di sinistra forte e liftata, Heinze e Drogba si scontrano di testa ma la palla resta lì e Crespo di piede insacca l'1-0. Dopo la rete del vantaggio argentino, la Costa d'Avorio ha almeno due nitide occasioni per pareggiare con Kalou e Keita ma la loro imprecisione grazia Abbondanzieri. L'Argentina è molto concentrta e raddoppia al 38'. Ottima palla filtrante di Riquelme in mezzo alla difesa per Saviola che con un tocco di punta infila la rete del 2-0. Nella ripresa l'Argentina bada più a far passare il tempo col possesso palla che non ad affondare, la Costa d'Avorio prova a riaprire la gara affiancando Dindane a Drogba.
Pekerman inserisce il giovane talento del Boca Juniors, Palacio, mentre Henry Michel, tecnico degli ivoriani, schiera quattro punte per cercare di rimontare il passivo. All'81' Didier Drogba mette dentro la palla del 2-1 e rende vibrante gli ultimi minuti di gara che però non cambiano il risultato finale. L'Argentina prende tre punti che valgono oro e guardano più rilassati il prosieguo del girone.
ARGENTINA-COSTA D'AVORIO 2-1
ARGENTINA: Abbondanzie; Burdisso, Ayala, Heinze, Sorin; Maxi Rodriguez, Mascherano, Cambiasso 6; Riquelme (47'st Aimar); Crespo (18'st Palacio), Saviola(30'st Lucho Gonzalez). In panchina: Franco, Ustari, Coloccini, Tevez, Scaloni, Palacio, Milito, Cufrè, Messi, Cruz. Allenatore: Pekerman
COSTA D'AVORIO: Tizie ; Eboue, K. Toure, Meite, Boka; Akale (61' B. Kone), Zokora , Y. Toure, Keita(32'st A. Kone); Kalou (55'Dindane), Drogba.
In panchina: Gnanhouan, Barry, Kouassi, Fae, Yapi Yapo, Zoro, Domoraud, Demel, Romaric.
Allenatore: Michel
ARBITRO: De Bleeckere.
RETI: 23' Crespo st, 38' st Saviola, 37'st Drogba NOTE: serata calda, terreno in perfette condizioni. Spettatori 42 mila circa. Ammoniti: Saviola, Heinze, Eboue, Lucho Gonzalez, Drogba. Recupero: 1'/3'.
(10 giugno 2006)


Girone E, comincia con un successo il cammino del gruppo Lippi
In gol Pirlo (nel primo tempo) e Iaquinta (nella ripresa)
Italia, due gol e un brivido
Ghana battuto, ora gli States
HANNOVER - il Mondiale dell'Italia parte con una vittoria. Gli azzurri battono il Ghana due a zero e si piazzano, insieme alla Repubblica Ceca, in testa al girone E. E' una buona prova quella offerta dall'Italia ad Hannover. Un gioco che convince, un attacco che segna. Lippi schiera il tridente con Toni, Gilardino e Totti. A centrocampo, invece, Camoranesi resta in panchina (entrerà nella ripresa), in campo vanno Pirlo, Perrotta e De Rossi. Il risultato dice che la coppia d'attacco funziona e che Totti, anche se non al meglio, è sulla strada del pieno recupero. Più incerto il centrocampo che sembra scontare l'assenza (per infortunio) di un incontrista come Gattuso.
Si parte davanti ad uno stadio largamente colorato d'azzurro. Fa caldo e lo si capisce dalle maglie dei giocatori che ben presto si inzuppano di sudore. L'Italia parte bene, il tridente d'attacco funziona, in particolare gira bene l'intesa tra Gilardino e Toni. Al 12esimo del primo tempo Pirlo vede l'inserimento di Perrotta sulla destra, destro in mezzo, non ci arriva Toni, sul secondo palo c'è Gilardino, sinistro respinto da Kingston. E proprio da alcune uscite avventate del portiere del Ghana arrivano i brividi per il tecnico della squadra africana Duikivic.
La partita scivola veloce, i ghanesi corrono molto e, a volte impernsieriscono gli azzurri. Ma, per fortuna dell'Italia, la loro mira è imprecisa. Si arriva così al 26esimo, quando Toni stampa sulla traversa un botta di collo pieno. Il Ghana, però, non resta a guardare. Tre minuti dopo dopo una palla persa a metà campo, se ne va sulla destra Asamoah, destro in diagonale, palla a lato di pochissimo. Si arriva così al vantaggio dell'Italia. E' Pirlo che, al41esmo, da destra dal limite fa partire un tiro che si insacca nell'angolino alla sinistra di Kingston. Un colpo alla Pirlo, già visto molte volte con successo in maglia rossonera.
Squadre in campi nella ripresa con Illiasu al posto di Pappoe. Lippi, invece, schiera gli undici del primo tempo. Un minuto e Perrotta corre sulla destra, c'è Toni, solo in mezzo all'area, ma il passaggio è troppo lungo e Kingston può sventare la minaccia. L'Italia però insiste. E Gilardino si vede respingere un destro ravvicinato dal portiere che, dopo le incertezze dle primo tempo, ha acquistato sicurezza. Il Ghana reagisce, Essien (che gioca nel Chelsea) da 30 metri colpisce di collo pieno e costringe Buffon alla prima vera parata della partita. L'Italia, forte del vantaggio, si copre. Lippi manda in campo Camoranesi al posto di Totti che, prima di lasciare il campo, rimedia un pestone da Paintsil sulla caviglia sinistra.
Lo schema della ripresa è chiaro. Il Ghana che spinge e cerca il pareggio, l'Italia che gioca di rimessa e cerca di sfruttare gli spazi lasciati dagli africani. Al 18esimo della ripresa Lippi chiama in panchina Gilardino e Iaquinta. Per entrambi è l'esordio in maglia azzurra in un mondiale.
Al 21esimo grossa occasione per l'Italia. Perrotta, servito da De Rossi entra in area e, da sinistra, cerca la soluzione di forza ma Kingston sventa in angolo. Lippi sfoga la delusione per l'occasione persa prendendo a calci una bottiglietta. Il Ghana prova a stringere i tempi, ma la difesa azzurra controlla, senza grossi patemi, gli attacchi degli africani. Al 27 esimo però, l'Italia, in area di rigore, rischia grosso per una spinta sospetta di De Rossi ad danni di Asamoa. I ghanesi chiedono il rigore, l'arbitro la pensa diversamente. E l'arbitro dice nuovamente no al 33esimo quando Asamoah cade in area dopo un contrasto con i difensori azzurri.
La stanchezza comincia a farsi vedere. Le squadre si allungano. Lippi fa entrare Del Piero al posto di Toni. Iaquinta diventa il perno centrale dell'attacco. E l'attaccante dell'Udinese chiude la partita sfruttando un corto retropassaggio di Kuffour e segnando il due a zero che mette al sicuro la vittoria. Fischio finale. Sabato c'è Italia Usa.
ITALIA-GHANA 2-0
ITALIA : Buffon; Zaccardo, Nesta, Cannavaro, Grosso; Perrotta, Pirlo, De Rossi; Totti (11'st Camoranesi); Gilardino (19'st Iaquinta), Toni (37'st Del Piero). In panchina: Amelia, Peruzzi, Barzagli, Gattuso, Barone, Inzaghi, Zambrotta, Oddo.
Allenatore: Lippi
GHANA: Kingston; Pantsil, Mensah, Kuffour, Pappoe (1'st Shilla); E.Addo; Muntari, Essien, Appiah; Gyan Asamoah (44'st Tachie-Mensah), Amoah (23'st Pimpong). In panchina: Owu, Adjei, Sarpei, Boateng, Mohamed, Quaye, Addo, Issah
Allenatore: Dujkovic
ARBITRO: Simon (Brasile)
RETI: 40'pt Pirlo, 38'st Iaquinta.
NOTE: serata molto calda, terreno in buone condizioni, spettatori 45.000 circa. Angoli 12-4 per l'Italia. Ammoniti De Rossi, Muntari, Camoranesi, Asamoah, Iaquinta. Recupero: 1'; 3'. In tribuna il presidente della Fifa Joseph Blatter, il Ministro dello sport Giovanna Melandri, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il commissario della Figc Guido Rossi.
(12 giugno 2006)


Gli Ascolti Auditel
CALCIO CAMPIONATO DEL MONDO ITALIA-GHANA (1 t.) 21.233 67.65
CALCIO CAMPIONATO DEL MONDO ITALIA-GHANA (2 t.) 21.199 67.33


Mondiali: Italia-Usa, la 'guerra' finisce 1-1
Azzurri in vantaggio al 22' con Gilardino, pari degli Stati Uniti al 27' con autogol di Zaccardo. Cartellino rosso per De Rossi, Mastroeni e Pope
Kaiserslautern, 17 giu. (Adnkronos) - L’Italia pareggia 1-1 contro gli Stati Uniti nella seconda gara del Gruppo E ai Mondiali di Germania, in una gara condizionata da tre espulsioni e da tanta sofferenza da parte della squadra azzurra. Un passo indietro rispetto all’esordio vincente degli azzurri contro il Ghana, e qualificazione agli ottavi da conquistare nell’ultima partita contro la Repubblica Ceca il 22 giugno. Dopo il gol in apertura di Giardino, l’Italia sembrava destinata ad un’altra partita in discesa, ma tutto si è complicato con l’autorete dello sfortunato Zaccardo e l’espulsione di un ingenuo De Rossi, che ha portato all’esclusione di Totti e all’ingresso di Gattuso. Due gli espulsi per gli Usa, Mastroeni e Pope, ma gli azzurri non sono riusciti a fruttare l’uomo in più nella ripresa, anche per l’ottima gara degli americani.
Per la sfida contro gli Usa Lippi conferma dieci undicesimi della formazione che ha battuto il Ghana con l’aggiunta di Zambrotta che, come già anticipato alla vigilia, prende il posto di Grosso. Negli Stati Uniti Reyna giostra dietro Donovan e McBride, con Beasley che parte dalla panchina. Nelle prime fasi di gioco l’Italia fatica a tenere il ritmo degli americani, che partono con grande velocità e mettono in difficoltà gli Azzurri, tanto che Totti è costretto al fallo dopo pochi minuti, punito con l’ammonizione dall’arbitro uruguayano Larrionda. Gli uomini di Lippi soffrono la manovra ordinata e precisa di Reyna e compagni, che riescono ad andare al tiro con una certa continuità. Al contrario Totti e Pirlo non trovano soluzioni vincenti per servire Toni e Gilardino, ben controllati dalla retroguardia statunitense. Gli americani, soprattutto sul piano fisico, sembrano avere un passo in più, ma al 21’ un lancio di Pirlo trova Giardino, fermato fallosamente da Pope. L’azione scuote gli azzurri, che si riversano nella metà campo americana, e un minuto dopo sbloccano il risultato nuovamente sfruttando l’asse Pirlo-Gilardino: il centrocampista calcia una punizione dalla destra sulla quale si avventa l’attaccante che di testa, in tuffo, batte Keller.
L’Italia sembra ritrovarsi, ma nel giro di un minuto le speranze azzurre subiscono un brutto colpo: su punizione dalla destra di Reyna, Zaccardo cerca di anticipare McBride ma trova un clamoroso autogol che consente agli Stati Uniti di pareggiare. E poco dopo De Rossi viene espulso per una gomitata sullo stesso McBride, e gli azzurri restano in dieci. Lippi corre ai ripari, inserendo Gattuso per Totti, e l’Italia è costretta a stringere i denti. Al 44’ però, anche gli Usa restano in dieci, con Mastroeni espulso per un’entrata fallosa su Pirlo.
L’Italia torna a sperare ad inizio ripresa, con gli Stati Uniti che restano in nove per l’espulsione di Pope, che rimedia il secondo giallo per un’entrataccia su Gilardino. La successiva punizione dal limite di Pirlo termina di poco alto. Arena prova a dare solidità agli States con Konrad per Convey, mentre Lippi si gioca la carta Del Piero, che entra per Zaccardo. Gli azzurri continuano a faticare nel creare gioco, con gli Stati Uniti che si difendono ordinatamente pronti a ripartire in contropiede. Lippi allora prova anche Iaquinta per Toni. Negli Usa Beasley rileva Dempesy e poco dopo va in gol. La rete però viene annullata per fuorigioco. Nell’azione precedente brutta botta per Perrotta, che rientra in campo dolorante. Gli americani, nonostante l’uomo in meno, spingono con convinzione e, forti di una condizione fisica migliore, mettono spesso in affanno Cannavaro e compagni. Sono gli azzurri però a sfiorare il gol con Del Piero, sul cui tiro al volo si supera Keller. Nei minuti finali l’Italia si riversa in avanti ma non riesce a trovare la deviazione vincente che avrebbe permesso agli Azzurri di conquistare una vittoria fondamentale.