
Originariamente Scritto da
L'Esercito dell'Ebro
Salvo qualche servizio embedded apparso qua e là su quella che in Italia viene definita "la grande stampa di informazione", stilato secondo gli umori radical-chic, l' esplosiva situazione latino-americana viene bellamente ignorata.
Sulla presidenza argentina di Kirchner, riuscita a risollevare la nazione da una crisi spaventosa provocata dal liberismo delle multinazionali e delle banche d' affari con il torchio Fmi, la consegna è quella del silenzio.
La stampa di fazione lib-lab che tratta di Chavez ne parla falsamente e demagogicamente come di un "populista" e finanche di un "marxista".
Poche e di parte, poi, le notizie per informare sulle nazionalizzazioni delle fonti energetiche e delle aziende strategiche. Tali politiche non sono "politicamente corrette" per i nostri lib-lab. Le direttive economiche socializzatrici per l' interesse nazionale sono descritte dai pennivendoli di destra come "comuniste" e accettate (ovviamente con piacere) dagli stalinisti fricchettoni di Bertinotti come tali.
Ma in realtà la novità latino-americana sta nella evidente miscela esplosiva tra un repubblicanesimo peronista illuminato argentino, un indipendentismo repubblicano bolivarista venezuelano, un anticolonialismo repubblicano alla boliviana; anche l' etno-repubblicanesimo nazionale di Ollanta Humala attende il suo momento.
Sullo sfondo? La creazione di una dimensione geopolitica continentale latino-americana, in aperto contrasto con le mire egemoniche degli statunitensi e dei loro centri di pressione e di dominio internazionali.
La dottrina Monroe finisce in archivio laddove il repubblicanesimo di sinistra si afferma.