ROMA (Reuters) - Per finanziare la manovra correttiva sull'anno in corso Cgil, Cisl e Uil sono favorevoli all'abolizione del secondo modulo della riforma fiscale del precedente governo che aveva ridotto le aliquote Irpef sui redditi più alti per circa 6 miliardi di euro.
Lo ha detto Raffaele Bonanni, segretario Cisl, al termine dell'incontro di oggi a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Romano Prodi, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, quello dello Sviluppo Pierluigi Bersani e il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta.
"Non si è parlato di temi specifici come le pensioni, ma da parte nostra c'e' stata la disponibilità a mettere sul piatto il secondo modulo della riforma fiscale se dovesse servire per finanziare la manovra", ha detto Bonanni.
I sei miliardi di riduzione delle tasse previsti dal secondo modulo della riforma del centrodestra nascevano da una rivisitazione degli scaglioni e delle aliquote che scendevano da 5 a 3 più un contributo aggiuntivo introdotto per i redditi più alti.
In particolare il secondo modulo prevede che sui redditi oltre i 32.600 euro si applichi una aliquota del 39% fino a 100.000 euro. Oltre quella soglia si aggiunge un contributo etico che fa lievitare l'aliquota al 43%. Prima della riforma invece il 39% si applicava ai redditi compresi fra i 32.600 e i 70.000 euro. Oltre questa cifra si andava al 45%.
Della serie:Se Prodi riduce l'Irpef ai più ricchi dal 51 al 46% va tutto bene.Se lo fa Berlusconi la riforma va abolita.![]()




Rispondi Citando
